LYNDON TRAVERS PAMELA.
.
MARY POPPINS.
.
.
Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
.
Non c' bambino che, vedendo il famoso film di Walt Disney del 1964, non abbia desiderato
conoscere Mary Poppins, salire le scale scivolando sul corrimano, come lei; aprire unombrellino e
prendere il volo; pescare dalla sua grande borsa che contiene di tutto, persino una poltroncina. Mary
Poppins compare un giorno portata dal vento in Viale dei Ciliegi 17, davanti alla casa pi piccola della
strada, e cambier per sempre la vita dei bambini Banks.
.
L'Autrice.
.
Nata in Australia nel 1899, Pamela Lyndon Travers emigr a Londra nel 1924. Negli anni
lavor come segretaria, giornalista, ballerina e autrice.
Pubblicato nel 1934, Mary Poppins ebbe un successo immediato e diversi seguiti. Dopo una
caccia ai diritti durata quasi vent'anni, Walt Disney riusc a portarlo sul grande schermo nel 1964,
dando vita a uno dei pi grandi classici del cinema di tutti i tempi. La storia dell'estenuante
corteggiamento e difficile rapporto tra Disney e la Travers  raccontata nel film Saving Mr. Banks, in
cui la caparbia scrittrice  interpretata da Emma Thompson.
...
.
...
Prefazione di ANTONIO FAETI, 1994.
Leggera come il vento, robusta come un'istitutrice.
.
Dato che Pamela Lyndon Travers, nata nel Queenland, in Australia, "proprio dove la
costa fronteggia la Grande Scogliera" chiede che il suo Mary Poppins venga considerato un "libro
per bambini e non", sar bene ascoltarla con attenzione e allora, come lettori "bambini e non", io vi
propongo una piccola ma istruttiva esplorazione. Ecco: avrete, come tutti, in casa, un
videoregistratore e non vi sar difficile procurarvi due film in cassetta (o anche scoprirli su qualche
canale che ogni tanto li manda in onda), si tratta di Rebecca, la prima moglie di Alfred Hitchcock, del
1940, e di Suspense, di Jack Clayton del 1961 (tratto dal racconto di Henry James Il giro di vite). Nel
primo film, accanto alla giovane sposa giunta nel castello di Menderley, c' la governante di Rebecca,
quella che fu la "prima moglie". Nel secondo, un ragazzino e una ragazzina vivono la loro esperienza
drammatica (anch'essi in un castello...) con un'istitutrice che deve addirittura difenderli dai fantasmi.
.
Ecco: prima di leggere Mary Poppins  bene cercare di capire chi fossero le istitutrici e le
governanti. Vi parlo, naturalmente, delle governanti e delle istitutrici inglesi, perch noi italiani
abbiamo, o abbiamo avuto, le "tate" o le "dade", persone dotate di ruoli molto diversi. Le governanti
e le istitutrici avevano invece una posizione fondamentale nelle famiglie inglesi che potevano, per la
loro agiatezza, permettersi di stipendiarne una. C'erano addirittura scuole particolari da cui si usciva
con il diploma di governante o istitutrice, e i corsi che vi si tenevano comprendevano materie davvero
speciali. Certo l non si insegnava quell'abilit di cui  dotata Mary Poppins e che l'ha resa tanto
famosa: l nessuna governante diplomata imparava a sollevarsi da terra come un fachiro indiano, ma
tutte venivano messe in grado di tirar su i ragazzini con il culto delle buone maniere e con tutte le
informazioni utili nella vita di un buon suddito britannico. Non bisogna dimenticare che fino a mezzo
secolo fa l'Impero inglese governava gran parte del pianeta e quindi i ragazzini, una volta cresciuti,
erano molto spesso destinati a diventare potentissimi personaggi in localit molto lontane dal loro
paese. Il ruolo della governante (gi il nome ha qualcosa a che fare con i futuri governatori di tante
isole, penisole, subcontinenti o istmi...) era cos da intendersi come fondamentale. Le istitutrici e le
governanti avevano in mano le sorti di gran parte del globo, pu apparire strano e sconcertante, ma
era cos. Le prime idee sul comportamento, le prime abitudini, le inclinazioni pi durature trovavano,
nell'istitutrice, una specie di punto di riferimento indiscutibile. E i genitori? Loro erano molto meno
coinvolti nell'allevamento dei bambini. Nelle case agiate o ricche, bambini e adulti inglesi vivevano
addirittura separati. Regno della governante o dell'istitutrice era la nursery, ovvero la "camera dei
bambini", un regno assoluto, dove esistevano regole particolari, lontano, anche in senso territoriale,
dalle stanze degli adulti, ben protetto e ben chiuso.
Ora Mary Poppins ha l'incarico di raccontarci quasi tutto su quel regno segreto, separato,
addirittura nascosto da tende, porte foderate, corridoi.
Naturalmente le governanti e le istitutrici vere non erano proprio come lei, ci mancherebbe...
Quando arriva ha con s una valigia che  vuota, ma da cui tira fuori, vuota com', un po' di tutto:
undici camicie, un letto da campo pieghevole... sembra di assistere a un'esibizione di Eta Beta,
quando fa comparire, dal suo minuscolo gonnellino, ombrelli, pistole, tavolini, oppure dei personaggi
dei cartoons, che hanno in tasca pacchi di dinamite, cannoni, bombe a orologeria.
Per Mary Poppins, come per i bambini e per i gatti, non esistono confini ben definiti tra il
fantastico, l'assurdo, l'ironico e il reale: lei si mette a passeggiare perfino in un quadro, ci fa una gita,
fa poi buon uso di Gas Esilarante che solleva in aria le persone e anche le cose. Per, quando si tratta
di cibo, Mary Poppins  sempre molto chiara e molto esatta: "Entrarono in una stanza ampia e
luminosa. Da una parte in un caminetto il fuoco scoppiettava allegramente e al centro c'era una tavola
enorme preparata per il t: quattro tazze e relativi piattini, montagne di pane e burro, gallette,
pasticcini alle mandorle e una grossa torta coperta di glassa rosa." Ecco un po' di spesa: "un chilo di
salsiccia dal macellaio, una sogliola di Dover, un chilo di merluzzo, mezzo chilo di gamberetti e
un'aragosta dal pescivendolo." S, se si allude agli alimenti, tutto diventa subito molto concreto,
preciso, perfino pignolo. In questo senso Mary Poppins potrebbe assomigliare molto alle fiabe, o
meglio a quelle fiabe in cui ci sono castelli incantati, sonni secolari, baci di principi che ridestano un
regno e una ragazza, ma poi anche meringhe alla panna, porcellini arrosto, crostate di albicocche,
formaggi, salami, bign.
Si comprende bene per che tutto il racconto di Mary Poppins vive intorno alla figura di
un'istitutrice, e loro, le istitutrici, dovevano essere proprio cos, sospese tra sogni, fiabe, filastrocche,
capricci, fantasie, e cose molto sode e molto concrete, come il mangiare, il dormire, il tipo di sciroppo
che fa bene a ogni bambino.
Mary Poppins ha una sola bottiglietta e un solo cucchiaio, per il sapore del suo sciroppo
cambia a seconda del bambino che lo beve. Dei bambini, infatti, lei capisce cose che ad altri appaiono
misteriose. Tutto il sesto capitolo , in questo senso, davvero splendido: Michele ha una di quelle
"giornate storte" che capitano un po' a tutti, ma forse specialmente ai bambini, la madre lo definisce
prima "malato" e poi "cattivo", e propone abbondante sciroppo nel primo caso e castigo nel secondo.
Mary Poppins osserva, dispone le cose con i suoi modi bruschi, poi inizia un giro del mondo tutto
fondato sui poteri di una bussola che aiuta a fantasticare. Alla sera Michele dice: "Non  una cosa
buffa, Mary Poppins? Sono stato tanto cattivo e mi sento tanto buono." Naturalmente la risposta
dell'istitutrice  un burbero "Hum!".
Sembra che tutto questo universo domestico, la casa dei signori Banks, ma anche viali, strade,
ville dei vicini, sia in certo modo tenuto sotto controllo dall'istitutrice, scontrosa, ma sempre presente e
attenta. Andrea, il cane della ricchissima e solitaria signorina Lark, mangia solo ostriche e cibi alla
crema, possiede quattro cappotti e ha gli stivaletti per andare nel parco quando piove. Ma un giorno
torna a casa con un cagnaccio "che sembrava per met un cane da caccia e per met un barbone, e di
entrambi la met peggiore" e si fa capire solo da Mary Poppins che letteralmente traduce, per
l'antipatica signorina Lark, il linguaggio del cane Andrea. Sono precise condizioni, altrimenti il cane
se ne andr per sempre, per conto suo: il cagnaccio amico dovr essere accolto in casa e trattato
benissimo, e basta con i cappotti e il trattamento dalla parrucchiera che Andrea non tollera pi.
Quando si riferisce agli animali, Mary Poppins cambia ancora. C' una magica notte, sospesa
tra il sogno e la realt, in cui Giovanna, Michele e l'istitutrice si trovano nel Giardino Zoologico, ma
le gabbie non contengono pi gli animali, bens le persone, e l'Ammiraglio Boom, il tremendo vicino di
casa della famiglia Banks, se ne sta furioso dietro le sbarre come uno scimmione.
E soffia anche il vento dell'Ovest, quello destinato a portar via Mary Poppins come quello
dell'Est l'aveva fatta arrivare.
Scorbutica e tenera, espertissima in tutto ma sognatrice, di carattere inflessibile ma capace di
comprendere ogni bestiola... chi ?
Ai bambini di casa Banks non interessa questa domanda: mentre l'istitutrice vola via nel vento,
si limitano a sperare che torni presto.
...
.
...
Vento da Est.
.
Se volete trovare il Viale dei Ciliegi, tutto quello che dovete fare  chiedere al vigile
all'incrocio. L'uomo piegher l'elmetto da una parte, si gratter la testa pensosamente e infine,
puntando l'imponente dito bianco guantato, dir: Prima a destra, poi a sinistra, poi ancora a destra, e
ci siete. Buon giorno. Infatti, seguendo esattamente le indicazioni, sarete subito l, proprio in mezzo al
Viale, dove da un lato c' una fila di case, dall'altro si stende il Parco e in mezzo, allineati come i
cavalieri di una quadriglia, stanno gli alberi di ciliegio.
Se andate in cerca del numero 17 (cosa molto probabile, poich tutto il libro riguarda proprio
questa casa) lo troverete subito.
Per cominciare  la casa pi piccola del Viale. E poi  la sola un po' malandata, che abbia
bisogno di una nuova mano di bianco. Ma il signor Banks, suo proprietario, aveva detto alla signora
Banks di scegliere tra una casa graziosa, lucida, confortevole, e quattro bambini: le due cose insieme,
infatti, non potevano permettersele. E la signora Banks, dopo averci riflettuto un po', aveva concluso
che preferiva Giovanna, che era la maggiore, e Michele, che era il secondo, e Barbara e Giovannino,
che erano gemelli e venivano per ultimi. Cos fu deciso, e cos fu che la famiglia Banks venne ad
abitare al numero 17, con la signora Brill che cucinava, Ellen che apparecchiava la tavola, e Robertson
Ay che falciava l'erba delle aiuole, puliva i coltelli, si impegnava a lucidare le scarpe e, come diceva il
signor Banks, a perdere il suo tempo e il mio denaro!
Naturalmente c'era anche Katie Nanna, che per non merita affatto di entrare nel libro, perch
proprio all'epoca di cui sto parlando aveva lasciato il numero 17.
Senza il mio permesso e senza una parola di preavviso! E adesso come faccio? aveva detto la
signora Banks.
Un annuncio sul giornale aveva risposto il signor Banks, infilandosi le scarpe. Ah, se anche
Robertson se ne andasse senza una parola di preavviso! Anche oggi mi ha lucidato una scarpa sola.
Avr un'aria sbilenca!
Questo lo interruppe la signora Banks non ha nessuna importanza. Non mi hai detto quello
che devo fare con Katie Nanna.
Non vedo che cosa tu possa fare con lei replic il signor Banks, visto che  scomparsa. Ma
se io fossi in te  io, dico, io  bene, metterei un annuncio sul giornale per dire che Giovanna e Michele
e Barbara e Giovannino Banks (per non parlare della loro mamma) cercano con urgenza la migliore
delle bambinaie possibili al minor prezzo possibile. Poi aspetterei e starei a vedere le bambinaie fare la
coda davanti al cancello, e m'inquieterei molto se intralciassero il traffico e mi obbligassero a dar la
mancia al vigile per avergli creato problemi. Adesso devo uscire. Accidenti! Fa freddo come al Polo
Nord. Da che parte soffia il vento? E dopo aver detto questo, il signor Banks mise il capo fuori dalla
finestra e diede un'occhiata alla casa dell'Ammiraglio Boom, all'angolo. Era la casa pi grande del
Viale, e tutto il Viale ne era molto fiero, perch era costruita come un bastimento. Nel giardino c'era
l'asta della bandiera e sul tetto una banderuola dorata, a forma di telescopio. Ah disse il signor
Banks, ritirando la testa in fretta, il telescopio dell'Ammiraglio dice: Vento da Est. Mi pareva, ho il
gelo nelle ossa. Metter due cappotti. E baci sul naso la moglie che stava tutta assorta, fece un cenno
ai bambini, e and alla City.
La City era un posto dove il signor Banks si recava ogni giorno, fuorch la domenica e i giorni
di vacanza naturalmente. E quando era l, sedeva sopra una grande sedia davanti a un grande scrittoio e
fabbricava denaro. Lavorava tutto il giorno, ritagliando penny, scellini, mezze corone e monete da tre
penny. E le portava poi a casa nella sua piccola valigia nera.
Qualche volta ne dava a Giovanna e Michele, per i loro salvadanai, e quando non ne aveva da
dar via, diceva: La Banca  sbancata e loro capivano che quel giorno il pap aveva fabbricato poco
denaro.
Bene, il signor Banks usc con la sua valigia nera, e la signora Banks and in salotto e stette l
tutto il giorno a scrivere lettere ai giornali, chiedendo di mandarle subito delle bambinaie poich ne
aveva bisogno; e intanto, su nella loro camera, Giovanna e Michele spiavano dalla finestra e si
domandavano chi sarebbe venuto.
Erano contenti che Katie Nanna fosse andata via, perch non le avevano mai voluto bene. Era
vecchia e grassa, con addosso uno spiacevole odore di orzata. Qualunque cosa sarebbe stata meglio di
Katie Nanna, anzi, molto meglio.
Quando la luce cominci a morire, lontano, dietro il Parco, la signora Brill ed Ellen vennero a
portare la cena e a fare il bagno ai gemelli. E dopo cena Giovanna e Michele si misero di nuovo alla
finestra, aspettando il ritorno a casa del signor Banks e ascoltando il sibilo del Vento dell'Est,
attraverso i rami spogli dei ciliegi. Gli alberi, agitandosi e curvandosi nella luce incerta, sembravano
impazziti, come se ballassero con le radici fuori dalla terra.
Eccolo disse Michele puntando a un tratto il ditino verso una figura che con un bastone
batteva energicamente al cancello.
Non  il pap disse lei.  qualcun altro.
Poi la figura, scossa e sballottata dal vento, sganci il lucchetto del cancello e i bimbi poterono
vedere che si trattava di una donna, che con una mano si teneva fermo il cappello e con l'altra portava
una grande borsa. Ecco che, mentre stavano osservando, Giovanna e Michele videro una cosa molto
curiosa. Appena la figura ebbe oltrepassato il cancello, sembr che il vento la sollevasse, portandola in
volo verso la casa. Fu come se l'avesse trascinata fino al cancello, avesse atteso che si aprisse e poi di
nuovo soffiando avesse sollevato lei, la grande borsa e tutto fino alla soglia di casa. I bimbi, sempre
protesi a guardare, udirono un terribile rumore e, come lei ebbe posto piede a terra, l'intera casa si
scosse.
Che buffo! Non ho mai visto una cosa simile disse Michele.
Scendiamo e andiamo a vedere chi  disse Giovanna e, preso Michele per un braccio, lo
condusse via dalla finestra, attraverso la camera, fin nel corridoio. Di l i bambini potevano vedere
chiaramente tutto ci che succedeva in anticamera. Scorsero la madre che usciva dal salotto seguita da
una visitatrice.
Giovanna e Michele poterono vedere la nuova venuta: magra, con una lucida chioma nera,
grandi mani, grandi piedi e due piccoli occhi azzurri. Un po' come una bambola olandese di legno
sussurr Giovanna.
Vedrete che sono bambini molto graziosi stava dicendo la signora Banks. Michele dette una
gomitata a Giovanna.
E non danno nessun problema continu la signora Banks, esitante, come se lei stessa non
credesse veramente a quello che diceva. La visitatrice tossicchi, come se non ci credesse nemmeno lei.
Ora, per le referenze... continu la signora Banks.
Oh, io di regola non do mai referenze replic l'altra con fermezza.
La signora Banks spalanc gli occhi. Ma, io... pensavo che... di solito... disse lei, voglio
dire che si usa sempre cos.
Un'usanza superata, a mio giudizio rispose la voce brusca. Una vecchissima usanza, roba
assolutamente fuori moda, direi.
Ora, se c'era una cosa che spiaceva alla signora Banks era quella di esser ritenuta di idee
antiquate. Non poteva sopportarlo. Perci si affrett a dire: Benissimo, allora non ci tormentiamo per
questo. Lo chiedevo solo nel caso voi voleste refer... Le stanze dei bambini sono di sopra.
E le fece strada per le scale, chiacchierando tutto il tempo senza fermarsi un momento. Cos la
signora Banks non pot vedere quel che stava succedendo dietro di lei, ma Giovanna e Michele, che
stavano osservando tutto dal ballatoio, videro perfettamente la cosa straordinaria che la visitatrice stava
facendo. Naturalmente seguiva la signora Banks su per le scale, ma non in un modo normale. Tenendo
la grande borsa con le due mani, lei scivolava con leggerezza su per la ringhiera, e arriv sul ballatoio
insieme alla signora Banks.
Giovanna e Michele erano certi di non aver mai visto una cosa simile prima d'allora. In gi, s:
anche loro l'avevano fatto tante volte, ma in su, mai! Si misero a fissare curiosamente la nuova strana
visitatrice.
Bene, allora  tutto sistemato. La mamma dei bambini tir un sospiro di sollievo.
Tutto, finch io sono soddisfatta disse l'altra soffiandosi il naso con un fazzolettone bianco e
rosso.
Ebbene, bambini disse la signora Banks, scorgendoli tutt'a un tratto. Che cosa state facendo
l? Questa  la vostra nuova bambinaia, Mary Poppins; Giovanna e Michele, salutate. E questi disse,
indicando i piccoli nelle loro culle, sono i gemelli.
Mary Poppins li esamin attentamente, girando lo sguardo dall'uno all'altro, con l'aria di
domandarsi se le piacevano o no.
Andiamo bene? disse Michele.
Michele, non fare il maleducato lo ammon la madre.
Mary Poppins continuava a esaminare i quattro bambini. Poi, con un lungo poderoso sospiro,
che sembr significare che aveva formulato il suo giudizio, disse: Accetto l'impiego.
E pi tardi la signora Banks rifer al marito: L'ha detto proprio come se ci facesse un grande
onore.
Forse ce lo fa disse il signor Banks, sporgendo il naso da dietro il giornale e poi ritirandolo
subito.
Uscita la madre, Giovanna e Michele si avvicinarono lentamente a Mary Poppins, che se ne
stava ferma come un palo, con le mani incrociate.
Come hai fatto ad arrivare? domand Giovanna. Sembrava che ti portasse il vento.
Cos era infatti disse bruscamente Mary Poppins. E cominci a sciogliersi la sciarpa dal collo
e a togliersi il cappello, che gett sul letto.
Poich sembrava che Mary Poppins non avesse intenzione di dire nient'altro, anche se
continuava a sbuffare, Giovanna decise di rimanere in silenzio. Ma quando la governante si chin per
aprire la grande borsa, Michele non pot trattenersi: Che buffa borsa! disse toccandola con un dito.
Tappeto disse Mary Poppins, infilando la chiave nel lucchetto.
Per portarci i tappeti, vuoi dire?
No, fatta di tappeto.
Ah disse Michele. Ho capito. Ma non era vero.
Intanto la borsa fu aperta, e Giovanna e Michele furono sorpresissimi di trovarla completamente
vuota.
Come! disse Giovanna. Non c' niente dentro.
Come sarebbe niente? chiese Mary Poppins drizzandosi e guardandola come se fosse stata
insultata. Ti sembra niente?
E subito tir fuori dalla grande borsa vuota un grembiule bianco inamidato e se lo leg alla vita.
Poi tir fuori un grosso pezzo di sapone, uno spazzolino da denti, un pacchetto di forcine, una bottiglia
di profumo, una poltroncina pieghevole e una scatola di pasticche per la gola.
Giovanna e Michele spalancarono gli occhi.
Ma ho guardato bene! sussurr Michele. Era vuota!
Zitto disse Giovanna, vedendo che Mary Poppins tirava fuori una bottiglia con un'etichetta
che diceva: "Un cucchiaino prima di coricarsi". Al collo della bottiglia era attaccato un cucchiaino e
Mary Poppins ci vers un liquido rosso scuro.
 la tua medicina? domand Michele con molto interesse.
No, la tua disse Mary Poppins, avvicinandogli il cucchiaino alla bocca.
Michele spalanc gli occhi, arricci il naso, cominci a protestare. Non la voglio, non ne ho
bisogno. Non la voglio.
Ma Mary Poppins teneva gli occhi fissi su di lui e Michele comprese immediatamente che non
si poteva guardare Mary Poppins e disobbedirle. C'era qualcosa di strano, di straordinario in lei;
qualcosa che turbava e allo stesso tempo elettrizzava. Il cucchiaino si avvicinava. Michele trattenne il
respiro, chiuse gli occhi e apr la bocca. Sent un sapore delizioso. Si lecc le labbra. Inghiott e un
sorriso di felicit gli illumin il viso.
Gelato di fragole! disse rapito. Ancora, ancora, ancora!
Ma Mary Poppins, rigida in faccia come prima, stava versando la dose di Giovanna. Il
cucchiaino si riemp, questa volta, di un liquido argenteo, verdolino, giallo. Giovanna lo prov.
Liquore di mele! disse, passandosi con delizia la lingua sulle labbra. Ma quando vide che
Mary Poppins si avvicinava ai gemelli con la bottiglia si precipit verso di lei.
Oh, no, per carit. Sono troppo piccoli. Non gli farebbe bene. Per carit!
Ma Mary Poppins non la ascolt, anzi, con un terribile sguardo ammonitore a Giovanna,
avvicin il cucchiaino alla bocca di Giovannino. Il bimbo inghiott, e dalle poche gocce cadute sul
bavaglino Giovanna e Michele videro che questa volta il cucchiaino conteneva latte. Poi Barbara ebbe
la sua parte, fece glu glu e lecc il cucchiaino due volte.
Quindi Mary Poppins vers un'altra dose, questa volta per s, e la ingoi solennemente.
Punch al rum disse schioccando la lingua e rimettendo il tappo alla bottiglia. Gli occhi di
Giovanna e Michele sbatterono per la meraviglia, ma i due bambini non ebbero il tempo di
meravigliarsi che Mary Poppins, posata la bottiglia miracolosa sul cassettone, si volse verso di loro.
Ora disse, pim, pum, a letto!
E cominci a svestirli. I bambini notarono che mentre bottoni e ganci costituivano un
complicato problema per Katie Nanna, per Mary Poppins si slacciavano a un solo sguardo. In un baleno
si trovarono a letto e nella penombra del lumino da notte poterono vedere tutto quello che Mary
Poppins continuava a tirar fuori dalla sua grande borsa.
Dalla borsa di tappeto vennero fuori sette camicie da notte di flanella, quattro di cotone, un paio
di stivaletti, una scatola di domino, due accappatoi e un album di francobolli. Per ultimo, un letto da
campo pieghevole, completo di lenzuolo, piumino e coperte. Mary Poppins lo pose tra il lettino di
Barbara e quello di Giovannino.
Giovanna e Michele stavano raggomitolati a guardare. Era tutto cos sorprendente che non
trovavano nulla da dire. Ma sapevano, entrambi, che qualcosa di strano e meraviglioso era accaduto
quel giorno al numero 17 di Viale dei Ciliegi.
Mary Poppins, infilandosi dalla testa una camicia da notte di flanella, cominci a svestirsi quasi
come se fosse sotto una tenda. Michele, incantato da questo straordinario nuovo arrivo, incapace di
tacere pi a lungo, la chiam: Mary Poppins grid non ci lascerai mai,  vero?
Da sotto la camicia non venne alcuna risposta. Michele non pot resistere. Non ci lascerai, 
vero? torn a domandare ansiosamente.
La testa di Mary Poppins spunt dalla camicia. Sembrava inquietissima.
Ancora una parola da quella direzione disse minacciosamente e chiamo una guardia.
Dicevo solo cominci umilmente Michele che noi speriamo che non andrai via tanto
presto.
S'interruppe, rosso e confuso. Mary Poppins fiss prima lui, poi Giovanna in silenzio. Quindi
arricci il naso e sbuff: Star finch cambia il vento disse brevemente. Soffi sulla candela e and a
letto.
Allora va bene disse Michele, un po' a se stesso e un po' a Giovanna. Ma Giovanna non
ascoltava. Pensava meravigliata a tutto quanto era accaduto.
E fu cos che Mary Poppins venne ad abitare al numero 17 di Viale dei Ciliegi.
E sebbene, talvolta, i Banks si sorprendessero a rimpiangere i giorni pi quieti, pi comuni, in
cui lo scettro della famiglia era tenuto da Katie Nanna, ognuno, tutto sommato, era contento dell'arrivo
di Mary Poppins.
Il signor Banks era contento perch, essendo arrivata da sola, senza intralciare il traffico, lui non
aveva dovuto dare la mancia al vigile. La signora Banks era contenta perch poteva dire a tutti che la
bambinaia dei suoi figli era cos alla moda che non voleva darle referenze. La signora Brill ed Ellen
erano contente perch potevano bere il t in cucina tutto il giorno e non erano obbligate a dar da
mangiare ai bambini. Anche Robertson Ay era contento perch Mary Poppins aveva un solo paio di
scarpe e se le puliva da sola.
Ma nessuno sapeva cosa ne pensasse Mary Poppins, perch lei non diceva nulla a nessuno.
Giorno Libero
Ogni tre mercoled disse la signora Banks dalle due alle cinque. Mary Poppins la guard
bruscamente. La gente distinta, signora disse d un mercoled s e uno no, dall'una alle sei. E cos
penso sia giusto, altrimenti...
Mary Poppins si ferm e la signora Banks comprese il significato della pausa. Cio che, se non
acconsentiva, se ne sarebbe andata.
Benissimo, benissimo si affrett a rispondere. La cosa che le dispiaceva veramente era che
Mary Poppins ne sapesse pi di lei sulle abitudini della gente distinta.
Cos Mary Poppins infil i suoi guanti bianchi e si mise l'ombrello sotto il braccio, non perch
piovesse, ma perch aveva un cos bel manico che era un peccato lasciarlo a casa.
Come si fa a lasciare a casa un ombrello con un manico a forma di testa di pappagallo? Mary
Poppins, poi, era molto, molto vanitosa e ci teneva a mostrarsi nella sua veste migliore. In realt, era
sicura di mostrarsi sempre nella sua veste migliore. Giovanna le fece cenno dalla finestra della sua
camera. Dove vai? domand.
Per favore, chiudi quella finestra replic Mary Poppins, e la testa di Giovanna si ritir in
fretta.
Mary Poppins percorse il vialetto del giardino e apr il cancello. Una volta in strada, cominci a
camminare in fretta, come timorosa che il pomeriggio le sarebbe sfuggito se non avesse tenuto il giusto
passo.
All'angolo volt a destra, poi a sinistra, squadr altezzosamente il vigile che le diceva che era
una bella giornata e finalmente ebbe la sensazione che il suo Giorno Libero fosse cominciato davvero.
Si ferm vicino a un'automobile vuota per raddrizzarsi il cappello, specchiandosi nel finestrino,
si lisci il vestito e rialz l'ombrello sotto il braccio in modo che tutti potessero vedere perfettamente il
manico, o piuttosto il pappagallo. Dopo questi preparativi, si rec dall'Uomo dei Fiammiferi.
Ora, dovete sapere che l'Uomo dei Fiammiferi esercitava due professioni. Non solo vendeva
fiammiferi, come ogni comune fiammiferaio, ma con altrettanta abilit disegnava sui marciapiedi.
Faceva una cosa o l'altra a seconda del tempo. Quando era nuvoloso vendeva fiammiferi, perch la
pioggia avrebbe cancellato i disegni. Quando era sereno, stava inginocchiato tutto il giorno a disegnare
sui marciapiedi coi gessetti colorati. Era cos veloce che spesso disegnava un lato intero della strada
prima che i passanti dall'altra parte facessero in tempo a girare l'angolo.
Quel giorno, che era bello ma freddo, stava disegnando. Era in procinto di aggiungere due
banane, una mela e una testa della Regina Elisabetta a una lunga fila di altri disegni, quando Mary
Poppins lo raggiunse in punta di piedi per fargli una sorpresa.
Ehi! chiam piano Mary Poppins.
L'Uomo dei Fiammiferi e Pittore prosegu nel suo lavoro, aggiungendo delle righe brune a una
banana e una cascata di riccioli bruni alla testa della Regina Elisabetta.
Ehm disse Mary Poppins con un signorile colpo di tosse. L'Uomo dei Fiammiferi e Pittore si
volse di soprassalto e la vide.
Mary grid, e dal modo con cui lo grid avrete capito che Mary Poppins era un personaggio
molto importante nella sua vita.
Mary Poppins abbass lo sguardo, strisciando la punta di una scarpa sul pavimento, due o tre
volte. Poi sorrise alla scarpa in un modo che la scarpa cap benissimo che quel sorriso non era per lei.
 il mio Giorno Libero, Berto disse. Non ve ne ricordate?
Berto era il nome dell'Uomo dei Fiammiferi. Erberto Alfredo per le grandi occasioni.
Certo che me lo ricordo, Mary disse lui, si ferm, e guard mestamente il suo berretto. Stava
per terra vicino al suo ultimo quadro e dentro c'erano due penny. Lo tir su e fece suonare i soldi.
Tutto qua? domand Mary Poppins, e lo domand tanto giocondamente, che nessuno avrebbe
mai potuto dire che provasse disappunto.
Tutto qua disse lui. Gli affari vanno male oggi. Eppure chiunque dovrebbe essere felice di
tirare fuori dei soldi per ammirare cose del genere, no? E con la testa fece un piccolo inchino alla
Regina Elisabetta. Cos va la vita, Mary sospir. Temo di non potervi invitare a prendere il t,
oggi.
Mary Poppins pensava alle crostatine di lamponi che avevano sempre gustato nel suo Giorno
Libero e stava per sospirare, quando vide la faccia dell'Uomo dei Fiammiferi. Allora, molto abilmente,
mut il sospiro in un sorriso, un bel sorriso, e disse: Nessun problema, Berto, non vi preoccupate.
Preferisco non andare a prendere il t. Lo trovo piuttosto indigesto, veramente.
E questo, se tenete conto di quanto piacevano a Mary Poppins le crostatine di lamponi, era
molto gentile da parte sua.
Anche l'Uomo dei Fiammiferi la pens cos, perch le prese la mano guantata di bianco e la
strinse con forza tra le sue. Poi insieme si misero a guardare la fila dei disegni.
Ecco, ce n' uno che prima non avete visto disse orgogliosamente l'Uomo dei Fiammiferi,
indicando il disegno di una montagna coperta di neve, con le pendici che brulicavano di cavallette
sedute su rose gigantesche.
Questa volta Mary Poppins poteva lasciarsi scappare un sospiro senza urtare i suoi sentimenti.
Oh, Berto disse questa s che  una bella trovata! Dal modo in cui lo disse, gli fece
intendere che il suo quadro avrebbe dovuto figurare nell'Accademia Reale, che sarebbe una grande
stanza dove la gente espone i quadri che ha dipinto. Ognuno va a vederli e, dopo averli guardati a
lungo, dice all'altro: Che idea, mio caro!
Ancora migliore era il disegno vicino, che Mary Poppins e l'Uomo dei Fiammiferi si misero a
osservare.
Rappresentava la campagna: alberi ed erba, e in lontananza un pezzetto di mare azzurro e
qualcosa sullo sfondo che sembrava il paese di Yarmouth.
Che bello! esclam Mary Poppins, ammirata, avvicinandosi per vedere meglio. Ma cosa
avete, Berto?
Proprio in quel momento l'Uomo dei Fiammiferi le aveva preso l'altra mano e appariva molto
eccitato.
Mary disse. Ho un'idea. Una vera idea! Perch non andiamo l oggi, subito, anzi? Voglio
dire nel disegno, insieme. Eh, Mary?
E tenendola sempre per mano, la condusse lontano dalla strada, lontano dalla cancellata e dai
lampioni, proprio nel centro del disegno. Pifff! ecco, c'erano proprio dentro.
Quanto verde c'era e quanta quiete, e che tenera fresca erbetta sotto i loro piedi! Non potevano
credere che fosse vero, eppure c'erano rami verdi che sfioravano loro i capelli quando si curvavano per
passare sotto, e piccoli fiori variopinti che facevano corona alle scarpe.
Si guardavano a occhi spalancati, e ciascuno notava quanto fosse cambiato l'altro. A Mary
Poppins sembr che l'Uomo dei Fiammiferi si fosse comprato un intero guardaroba nuovo, perch
indossava una giacca fiammante a righe rosse e verdi e calzoni di flanella bianca, e  questo era
l'oggetto pi bello  un cappello di paglia nuovo. Appariva insolitamente lindo, come se fosse stato
ripassato a nuovo.
Oh, Berto, come siete elegante! grid con voce piena di ammirazione.
Berto per un momento non pot pronunciare una parola, essendo rimasto a bocca aperta e con
gli occhi spalancati a guardarla. Poi inghiott e disse: Accidenti!
Questo fu tutto. Ma lo disse in tal modo e il suo sguardo esprimeva tanta sicurezza e
soddisfazione, che lei tir fuori dalla borsetta uno specchietto e si guard. Scopr che anche lei era
cambiata. Sulle spalle aveva un bellissimo mantello di seta lucente a disegni acquatici, e il solletico che
sentiva dietro, sul collo, veniva, secondo le informazioni dello specchio, da una lunga piuma arricciata
che pendeva dall'ala del cappello. Non aveva pi le sue solite scarpe, ma al loro posto delle altre molto
pi raffinate, con grosse fibbie di diamanti per guarnizione. L'ombrello e i guanti bianchi c'erano
ancora.
Santo cielo! disse Mary Poppins. Questo s che  un vero Giorno Libero.
Cos, ammirandosi l'un l'altro, si inoltrarono nel boschetto, finch giunsero in un piccolo spazio
aperto pieno di sole. E l, su un tavolino verde, era preparato il t delle cinque.
Al centro c'era una pila di crostatine di lamponi che arrivava alla cintola di Mary Poppins,
accanto fumava il t in una grossa teiera di ottone, e, meraviglia delle meraviglie, c'erano due piatti di
meringhe e due forchettine per tirarle su.
Corbezzoli! disse Mary Poppins. Diceva sempre cos quando era contenta.
Accidenti! disse l'Uomo dei Fiammiferi, e questa era la sua esclamazione preferita.
Non volete accomodarvi, signora? disse una voce.
Si voltarono e videro un uomo alto, in abito nero, che veniva fuori dal bosco con un tovagliolo
sul braccio.
Mary Poppins, per quanto sorpresa, si sedette con un plof su una delle sedie verdi intorno al
tavolino.
L'Uomo dei Fiammiferi, sempre a occhi spalancati, si lasci cadere su un'altra.
Sono il cameriere, io! spieg l'uomo in abito nero.
Oh, ma non vi avevo visto nel quadro disse Mary Poppins.
Infatti ero dietro l'albero spieg il cameriere.
Non vi sedete? chiese Mary Poppins, gentilmente.
I camerieri non si siedono mai rispose l'uomo, ma sembr compiaciuto della domanda.
Le meringhe, signore disse, spingendo il piatto verso l'Uomo dei Fiammiferi. E la vostra
forchettina. Spolver la forchettina nel tovagliolo e la porse a Berto.
Cominciarono a prendere il t e il cameriere rimase accanto a loro per accertarsi che avessero
tutto quello che occorreva.
Adesso tocca a queste mormor forte Mary Poppins, dando l'assalto alla pila di crostatine di
lamponi.
Accidenti annu l'Uomo dei Fiammiferi prendendone due delle pi grosse.
T? domand il cameriere, riempiendo una grossa tazza per ciascuno.
Bevvero le loro tazze e ne ebbero altre due per ciascuno. Fecero sparire tutta la pila delle
crostatine di lamponi. Infine si alzarono e con la mano spazzarono via le briciole.
Non c' niente da pagare disse il cameriere prima che avessero il tempo di chiedere il conto.
 un piacere. Laggi troverete la giostra. E con la mano indic un piccolo spiazzo tra gli alberi, dove
Mary Poppins e l'Uomo dei Fiammiferi videro molti cavalli di legno che giravano in fretta.
Che buffo disse lei. Non ricordo di aver visto nemmeno questo nel quadro.
Ah disse l'Uomo dei Fiammiferi, che non se lo ricordava neppure lui. Questo, sapete, era
sullo sfondo.
La giostra stava rallentando proprio mentre si avvicinavano. Vi saltarono sopra, Mary Poppins
su un cavallo nero e l'Uomo dei Fiammiferi su uno grigio.
E quando la musica riprese e cominciarono a muoversi, cavalcarono diritti verso Yarmouth, e
poi indietro, perch quello era il posto che entrambi desideravano vedere.
Furono di ritorno che era quasi scuro e il cameriere li stava cercando.
Sono molto spiacente, signora e signore disse compitamente ma chiudiamo alle sette. Una
regola, sapete. Posso indicarvi l'uscita? Con un cenno discreto assentirono, mentre il cameriere,
agitando in aria il suo tovagliolo, li precedette attraverso il bosco.
Avete fatto un quadro meraviglioso, Berto, questa volta disse Mary Poppins, mettendogli una
mano sotto il braccio e stringendosi nel mantello.
Be', ho fatto del mio meglio, Mary disse l'Uomo dei Fiammiferi modestamente.
Ma dall'espressione avreste potuto vedere che invece era molto compiaciuto di s. In quel
momento il cameriere si ferm davanti a loro, accanto a una grande porta bianca, che sembrava fatta di
larghe righe di gesso.
Ecco disse questa  l'uscita.
Arrivederci e grazie disse Mary Poppins, stringendogli la mano.
Arrivederci, signora disse il cameriere inchinandosi tanto profondamente che il capo gli
picchi contro il ginocchio.
S'inchin leggermente all'Uomo dei Fiammiferi, che lev la testa strizzando un occhio,
secondo il suo modo di salutare. Poi Mary Poppins varc la soglia e l'Uomo dei Fiammiferi la segu. E
mentre camminavano, dal cappello di lei cadde la piuma, e dalle spalle il mantello di seta, e dalle
scarpe le fibbie di diamanti. Gli abiti fiammanti dell'Uomo dei Fiammiferi si scolorirono e il cappello
di paglia torn a essere un vecchio berretto.
Mary Poppins si volse, lo guard e comprese subito quel che era successo. Ferma sul
marciapiede, lo fiss a lungo e poi con lo sguardo cerc il cameriere, dietro a lui, nel bosco. Ma non
riusc a vederlo da nessuna parte.
Non c'era nessuno nel quadro. Nulla vi si muoveva. Anche la giostra era scomparsa.
Rimanevano solo gli alberi quieti e l'erba e il piccolo pezzo di mare immobile.
Mary Poppins e l'Uomo dei Fiammiferi si scambiarono un sorriso. Be', sapevano ci che si
nascondeva dietro agli alberi.
Quando la governante torn a casa, dopo il suo Giorno Libero, Giovanna e Michele le corsero
incontro.
Dove sei stata? domandarono.
Nel Paese delle Fate disse Mary Poppins.
Hai visto Cenerentola? interrog Giovanna.
Huh, Cenerentola! No davvero! disse Mary Poppins, con disprezzo. Cenerentola,
figuriamoci!
Allora Robinson Crusoe sugger Michele.
Robinson Crusoe, bah disse Mary Poppins bruscamente.
Ma allora, come fai a dire di essere stata l? Non poteva essere il nostro Paese delle Fate.
Mary Poppins arricci il naso con superiorit.
Non sapete soggiunse con l'aria di compatirli che ciascuno ha il proprio Paese delle Fate?
E con uno sbuffo and di sopra a togliersi i guanti bianchi e a riporre l'ombrello.
Gas Esilarante
Sei sicura che sar in casa? domand Giovanna, mentre lei, Michele e Mary Poppins
scendevano dall'autobus.
Vorrei sapere perch mio zio avrebbe dovuto dirmi di condurvi da lui per il t, se intendeva
uscire rispose Mary Poppins, evidentemente molto offesa dalla domanda.
Indossava il suo abito blu con i bottoni d'argento e il cappello di un altro blu, intonato. Nelle
giornate in cui era vestita cos, offenderla era la cosa pi facile del mondo.
Tutti e tre erano in procinto di fare una visita allo zio di Mary Poppins, il signor Parrucca, e
Giovanna e Michele avevano desiderato questa "spedizione" per tanto tempo che quasi temevano che il
signor Parrucca, alla fine, non fosse in casa.
Perch si chiama signor Parrucca? Ne porta una? domand Michele, trotterellando pi in
fretta per restare accanto a Mary Poppins.
Si chiama signor Parrucca perch signor Parrucca  il suo nome. E non ne porta nessuna. 
calvo disse Mary Poppins. E se mi fate un'altra domanda torneremo dritti a casa. E come al solito
arricci il naso, il che significava scontento.
Giovanna e Michele si guardarono corrugando la fronte. E questo voleva dire: Non chiediamo
pi nulla, altrimenti non andremo l mai pi.
All'angolo Mary Poppins mise ben dritto il cappello specchiandosi nella vetrina del tabaccaio.
La tabaccheria aveva una di quelle curiose vetrine dove vi sembra di essere tre invece di uno, cosicch,
se vi rimirate a lungo, cominciate a sentire che non siete pi voi stessi, ma una vera folla di altra gente.
Tuttavia Mary Poppins sospir di piacere quando vide tre se stesse, ciascuna con un abito blu
guarnito di bottoni d'argento e con un cappello blu intonato. Le sembrava una vista cos graziosa che
avrebbe desiderato che di se stesse ce ne fossero una dozzina.
Andiamo disse bruscamente ai bambini, come se fossero stati loro a farla aspettare.
Poi voltarono l'angolo e suonarono il campanello del numero 3 di via Robertson. Giovanna e
Michele ne sentirono l'eco lontana e pensarono con emozione che fra un minuto o due avrebbero preso
per la prima volta il t dallo zio di Mary Poppins, il signor Parrucca.
Se c'... disse Giovanna in un soffio a Michele.
In quel momento la porta si apr e apparve una signora magra dall'aria dimessa.
C'? si affrett a domandare Michele.
Ti sar grata disse Mary Poppins, lanciandogli uno sguardo terribile, se lascerai parlare me.
Buon giorno, signora Parrucca disse Giovanna educatamente.
Signora Parrucca! esclam l'esile signora con una voce pi esile ancora. Come osate
chiamarmi signora Parrucca? No, grazie, io sono soltanto la signorina Persimmon, e ne sono fiera!
Signora Parrucca, ma figuriamoci!
Sembrava fuori di s e i bimbi pensarono che il signor Parrucca doveva essere una persona
molto bizzarra se la signorina Persimmon era tanto contenta di non essere la signora Parrucca.
Di sopra, la prima porta del pianerottolo disse la signorina Persimmon. E se ne and in fretta
esclamando fra s e s: Signora Parrucca, ma figuriamoci! con una voce alta, acuta, indignata.
Giovanna e Michele seguirono Mary Poppins su per le scale. Mary Poppins buss alla porta.
Avanti, avanti, benvenuti! grid dall'interno una voce gioconda. Il cuore di Giovanna batteva
a precipizio per l'eccitazione.
C' segnal a Michele con lo sguardo.
Mary Poppins apr la porta e li spinse avanti. Entrarono in una stanza ampia e luminosa. Da una
parte, in un caminetto, il fuoco scoppiettava allegramente e al centro c'era una tavola enorme preparata
per il t: quattro tazze e relativi piattini, montagne di pane e burro, gallette, pasticcini alle mandorle e
una grossa torta coperta di glassa rosa.
Bene, questo  un vero piacere li salut una voce sonora, e Giovanna e Michele girarono lo
sguardo per trovarne il proprietario. Non si riusciva a scovarlo. La stanza appariva assolutamente
vuota. Udirono Mary Poppins domandare seccata: Oh, zio Alberto, di nuovo? Non  il tuo
compleanno, vero? E parlando guardava il soffitto.
Giovanna e Michele guardarono anche loro in su e con grande sorpresa videro un uomo
rubicondo, grosso e calvo, sospeso in aria senza essere attaccato a nulla. Veramente sembrava seduto in
aria, perch stava a gambe incrociate e in quel momento aveva posato il giornale che stava leggendo
quando erano entrati.
Mia cara disse il signor Parrucca sorridendo ai bambini e guardando Mary Poppins con aria
di scusa sono molto spiacente, ma temo sia proprio il mio compleanno.
Oh! disse Mary Poppins.
Me ne sono ricordato soltanto ieri sera e non c'era tempo d'inviarvi un biglietto per avvertirvi
di venire un altro giorno. Una cosa molto seccante, vero? disse guardando Giovanna e Michele.
Vedo che siete molto sorpresi soggiunse il signor Parrucca. E infatti le loro bocche stavano
cos spalancate che il signor Parrucca, se fosse stato appena pi piccolo, avrebbe potuto caderci dentro.
Farei meglio a spiegarvi, credo continu con calma. Io sono un allegrone: ridere mi piace
moltissimo. Non avete idea di quante cose mi mettono di buon umore. Posso esilararmi quasi per ogni
cosa, io. E, dicendo questo, il signor Parrucca cominci a ciondolare su e gi, scuotendosi dal ridere al
pensiero della sua stessa allegria.
Zio Alberto! disse Mary Poppins, e il signor Parrucca cess di ridere con un sussulto.
Oh, perdonami cara. Dov'ero rimasto? Ah s! Il mio caso comico  va bene, Mary, non voglio
ridere, se mi  possibile  consiste in questo: che quando il mio compleanno cade di venerd, bene, non
posso dire di stare coi piedi per terra disse il signor Parrucca.
Ma perch... cominci Giovanna.
Ma come... cominci Michele.
Be', vedete, se io rido in questo giorno speciale, comincio a gonfiarmi a tal punto di Gas
Esilarante che semplicemente non posso pi stare a terra. Questo succede anche se sorrido. Il primo
pensiero buffo, e io mi sollevo come un pallone. E finch non riesco a pensare a qualcosa di serio, non
torno gi.
Dicendo questo il signor Parrucca cominci a sbellicarsi dalle risa, ma vide la faccia di Mary
Poppins e, interrotta di colpo la risata, continu:  stupido, certo, ma non spiacevole. A voi non  mai
successo, immagino.
Giovanna e Michele scossero la testa.
No, ero sicuro di no. Sembra che sia una mia specialit. Una volta, dopo che la sera ero stato al
Circo Equestre, risi tanto che, lo credereste?, rimasi sollevato per dodici ore di fila, e non potei tornare
gi che dopo l'ultimo rintocco della mezzanotte. Dopo naturalmente venni gi con un plof, perch era
sabato, e non era pi il mio compleanno.  una cosa strana, vero? Per non dire buffa... E anche adesso
 venerd ed  il mio compleanno e voi siete venuti a trovarmi. Oh, per carit, non fatemi ridere, ve ne
prego...
Ma per quanto Giovanna e Michele non avessero fatto nulla di molto divertente, tranne che
guardarlo con meraviglia, il signor Parrucca cominci di nuovo a ridere rumorosamente, e, mentre
rideva, saltava e ballonzolava per l'aria, col giornale in mano e gli occhiali su e gi per il naso.
Il signor Parrucca era cos comico, mentre si agitava in aria come una grande bolla di sapone
umana, ora picchiando contro il soffitto e ora contro il lume, che Giovanna e Michele, bench si
sforzassero di comportarsi educatamente, non poterono trattenersi dal fare quel che fecero. Scoppiarono
a ridere. E continuarono a ridere. Strinsero la bocca per evitare che ne uscissero le risate, ma non serv
a nulla. Ecco che ora ruzzolavano qua e l sul pavimento, gridando e strillando tra le risa.
Ma guarda! esclam Mary Poppins. Ma guarda che modo di comportarsi!
Non posso farci nulla, non posso farci nulla grid Michele, rotolando contro le molle del
caminetto.  cos buffo. Oh, Giovanna, non  buffo?
Giovanna non rispose, perch le era accaduta una cosa strana. Mentre rideva, si sent diventare
leggera, sempre pi leggera, come se si stesse gonfiando d'aria. Era una sensazione strana e deliziosa,
che le fece desiderare di ridere ancor di pi. E a un tratto, repentinamente, con un balzo si sent
sollevare in aria. Sbalordito, Michele la vide volare su, attraverso la stanza. Con un piccolo colpo tocc
il soffitto e continu a dondolare per l'aria finch ebbe raggiunto il signor Parrucca.
Bene disse il signor Parrucca, guardandola molto sorpreso. Non mi dirai che  anche il tuo
compleanno, vero? Giovanna scosse la testa.
No? Allora il Gas Esilarante dev'essere contagioso! Ehi, tu laggi, attento al caminetto.
Questo era per Michele, che a un tratto si era sollevato dall'impiantito e si librava per l'aria,
sbellicandosi dalle risa e sfiorando, mentre passava, le chincaglierie cinesi sul caminetto. Atterr con
un rimbalzo sulle ginocchia del signor Parrucca.
Ben arrivato! disse cordialmente il signor Parrucca, stringendo la mano a Michele.  un
vero atto d'amicizia da parte tua. Venire su da me, visto che io non posso scendere gi da voi, eh? E
poi lui e Michele, guardandosi l'un l'altro, rovesciarono indietro la testa e scoppiarono a ridere.
Oh! disse a Giovanna il signor Parrucca, asciugandosi gli occhi. Starai pensando che sono la
persona pi maleducata del mondo. Farti stare in piedi, mentre dovresti star seduta, una signorina
graziosa come te. Temo di non poterti offrire una sedia quass, ma mi pare che potresti accomodarti
tranquillamente in aria. Che ne dici?
Giovanna prov e constat che poteva sedersi comodamente in aria. Si tolse il cappello e lo
pos vicino e questo rimase sospeso in aria senza alcun sostegno.
Bene disse il signor Parrucca. Poi si volse in gi a guardare Mary Poppins.
Bene, Mary. Siamo a posto. E ora posso informarmi di te. Sono molto contento di porgere il
benvenuto a te e a questi due giovani amici, oggi. Come, Mary, fai la faccia scura? Eh, ho paura che
disapprovi tutto questo.
Fece un cenno con la mano a Giovanna e a Michele e soggiunse in fretta: Ti chiedo scusa,
Mary, mia cara. Ma sai quel che mi capita... Sinceramente non mi immaginavo che i miei due giovani
amici si sarebbero sollevati fin qui, veramente no, Mary. Li avrei invitati per un altro giorno, oppure
avrei cercato di pensare a qualcosa di triste, a qualcosa...
Be', devo dire cominci Mary Poppins devo dire che non ho mai visto una cosa simile in
tutta la mia vita. E alla tua et, zio...
Mary Poppins, Mary Poppins, vieni su interruppe Michele. Pensa a qualcosa di buffo e
vedrai che  facilissimo.
Su, dunque, Mary soggiunse il signor Parrucca, in tono suadente.
Ci sentiamo tristi quass senza di te disse Giovanna, e stese le braccine verso Mary Poppins.
Pensa a qualcosa di comico.
Ah, per lei non  necessario sospir il signor Parrucca. Pu venire su, se vuole, anche senza
ridere e lei lo sa. E guard con aria segreta e misteriosa Mary Poppins, che se ne stava immobile sul
tappeto vicino al caminetto.
Be' disse Mary Poppins tutto ci  molto stupido e poco dignitoso, ma poich voi siete lass
e sembra che non possiate scendere, tanto vale che salga.
E subito, con la pi viva sorpresa di Giovanna e Michele, si mise le mani sui fianchi e senza una
risata, senza neppure l'ombra di un sorriso, balz in aria e si sedette vicino a Giovanna.
Quante volte disse in tono secco ti ho detto di toglierti il cappotto quando entri in una stanza
calda? E sbotton il cappotto di Giovanna e lo pos, con cura, in aria vicino al cappello.
Bene, bene, Mary disse il signor Parrucca soddisfatto, chinandosi a posare gli occhiali sul
caminetto. Ora siamo sistemati comodamente.
C' comodit e comodit disse Mary Poppins con un'arricciata di naso.
E possiamo prendere il t soggiunse il signor Parrucca, facendo finta di non aver notato
l'osservazione. Ma subito il suo volto si vel di sgomento. Perbacco disse che cosa terribile. Solo
adesso mi accorgo che la tavola  gi e noi stiamo su. Cosa facciamo? Noi qui e la tavola l.  una vera
tragedia, una vera tragedia. Ma, oh,  tremendamente buffo. E, nascondendo la faccia nel fazzoletto,
scoppi a ridere sonoramente. Anche Giovanna e Michele, sebbene non volessero perdere le gallette e i
dolci, non poterono trattenersi dal ridere, perch l'allegria del signor Parrucca era veramente
contagiosa.
Il signor Parrucca si asciug gli occhi.
C' un solo rimedio disse dobbiamo pensare a qualcosa di serio. Qualcosa di triste. Molto
triste. E allora potremo scendere gi. Dunque: uno, due, tre. Qualcosa di molto triste, capito?
Si misero a pensare, poggiando il mento sulla mano. Michele pensava alla scuola e al giorno in
cui avrebbe dovuto andarci. Ma oggi anche questo sembrava buffo, e Michele cominci a ridere.
Giovanna pensava: "Fra quattordici anni sar grande." Ma tale pensiero, invece di suonare
triste, sembrava molto piacevole e piuttosto buffo.
Non pot fare a meno di sorridere pensando a se stessa cresciuta, con una gonna lunga e una
borsetta.
C'era una volta la mia povera vecchia zia Emilia pensava il signor Parrucca ad alta voce.
And sotto un omnibus. Triste. Molto triste. Insopportabilmente triste. Povera zia Emilia. Ma il suo
ombrello lo recuperarono sano e salvo. Una cosa buffa, vero? Ma, ancor prima di accorgersene, ecco
che si mise a sussultare, a tremare, e scoppi a ridere al pensiero dell'ombrello della zia Emilia.
Non va bene disse soffiandosi il naso. Non riesco. E anche i miei giovani amici non sono
diventati pi tristi di me. Mary, non puoi far niente? Desideriamo il t.
Ancora oggi Giovanna e Michele non sono sicuri di quello che successe allora. Quello che
sanno di certo  che, appena il signor Parrucca si rivolse a Mary Poppins, la tavola sottostante prese a
traballare. Ondeggi pericolosamente, e, con un fracasso di stoviglie, mentre i dolci si rovesciavano dal
piatto, si avvicin planando attraverso la stanza, si gir graziosamente e finalmente atterr in mezzo a
loro, in modo che il signor Parrucca si trov capotavola.
Brava ragazza disse il signor Parrucca, sorridendole orgogliosamente. Lo sapevo che avevi
architettato qualcosa. Ora vuoi metterti all'altro capo della tavola e versare il t, Mary? E gli ospiti
dall'altro lato. Buona idea! disse a Michele, vedendolo correre sospeso in aria e sedersi alla sua destra.
Giovanna era alla sua sinistra.
Finalmente eccoli tutti insieme in aria, con la tavola in mezzo a loro. Neppure una fetta di pane
e burro, n un quadretto di zucchero era andato perduto. Il signor Parrucca sorrise contento.
D'abitudine, credo, si comincia con pane e burro disse a Giovanna e Michele, ma siccome 
il mio compleanno, cominceremo proprio al contrario, che  sempre, io credo, il verso giusto: con il
dolce. E tagli una grossa fetta per ciascuno.
Ancora t? domand a Giovanna. Ma prima che lei avesse il tempo di rispondere, si ud un
leggero bussare alla porta.
Avanti grid il signor Parrucca.
La porta si apr: era la signorina Persimmon con un bricco d'acqua calda e un vassoio.
Pensavo, signor Parrucca cominci girando lo sguardo per la stanza che forse volevate
dell'altra acqua... Oh! Mai! Mai assolutamente esclam vedendoli tutti seduti in aria intorno al tavolo
non ho mai visto una cosa simile! Ne sono sicura, signor Parrucca. Lo sapevo da un pezzo che eravate
un po' bizzarro. Ma ho chiuso un occhio, dato che mi pagavate regolarmente l'affitto. Ma un simile
modo di comportarsi! Prendere il t per aria con i vostri ospiti, signor Parrucca. Signore, io sono stupita
di voi!  una cosa indegna di un uomo della vostra et! Non ho mai...
Ma forse voi vorreste, signorina Persimmon... disse Michele.
Vorreste che cosa? domand la signorina Persimmon altezzosamente.
Prendere come noi il Gas Esilarante disse Michele.
La signorina Persimmon scosse la testa con disprezzo.
Spero, giovanotto replic, di avere tanto rispetto per me stessa da non andare
rimbalzandoper l'aria come una palla di gomma sopra una racchetta. Star sulle mie gambe, grazie,
com' vero che mi chiamo Amy Persimmon e... Oh, per carit! Oh, santo cielo! ... cosa succede! Non
posso camminare... Sto andando... Io... oh, aiuto, aiuto!
Infatti la signorina Persimmon, assolutamente contro la sua volont, stava staccandosi da terra e
oscillando nell'aria, piegandosi da una parte e dall'altra come un'esile piuma, mentre cercava di tenere
in equilibrio il vassoio. Stava quasi per piangere dalla disperazione, quando arriv alla tavola e vi pos
il bricco dell'acqua calda.
Grazie disse Mary Poppins, molto compita. Poi la signorina Persimmon si volse, e di colpo
torn gi a terra, mormorando: Che cosa vergognosa, io, una donna ben nata... Devo consultare un
dottore...
Appena toccato il pavimento corse di furia fuori dalla stanza, torcendosi le mani senza dare uno
sguardo indietro.
Che cosa indegna la udirono lamentarsi, dopo che ebbe chiuso la porta dietro di s.
 chiaro che non si chiama Amy Persimmon, visto che non  rimasta sulle sue gambe
sussurr Giovanna a Michele.
Ma il signor Parrucca stava guardando Mary Poppins, con un curioso sguardo mezzo divertito e
mezzo accusatore.
Mary, Mary, non dovevi, benedetta anima, non dovevi, Mary! La povera vecchia non si riavr
mai pi. Ma, santo cielo, non era buffo vederla dondolare in aria? Santo cielo, non era buffa? E lui e
Giovanna e Michele scoppiarono di nuovo a ridere, dondolando in aria, tenendosi i fianchi, e quasi
soffocando al pensiero di quanto era sembrata buffa la signorina Persimmon.
Oh, per carit disse Michele non mi fate pi ridere. Non posso resistere. Scoppier!
Oh, oh, oh grid Giovanna, senza respiro, con una mano sul cuore.
Oh, Bont Divina, Celeste, Gloriosa! mugol il signor Parrucca, asciugandosi gli occhi con le
falde della giacca, nell'impossibilit di trovare il fazzoletto.
 ORA DI ANDARE A CASA. La voce di Mary Poppins risuon sopra gli scoppi di risa,
come una tromba.
Immediatamente Giovanna e Michele e il signor Parrucca piombarono gi. Atterrarono con un
gran colpo tutti insieme. Il pensiero di dover andare a casa era il primo pensiero triste della giornata e,
appena entrato nella loro mente, li vuot del Gas Esilarante.
Giovanna e Michele sospirarono, guardando Mary Poppins discendere lentamente, col cappello
e il cappotto di Giovanna in mano.
Anche il signor Parrucca sospir. Un grande, lungo, pesante sospiro.
Bene, non  un peccato? disse calmo.  molto triste che dobbiate andare a casa. Non ho mai
passato un pomeriggio cos divertente. E voi?
Mai disse Michele malinconicamente, pensando quanto era insipido essere di nuovo sulla
terra, senza Gas Esilarante.
Mai, mai disse Giovanna, alzandosi in punta di piedi a baciare le guance di mela appassita del
signor Parrucca. Mai, mai, mai, mai.
Andando a casa, in autobus, si sedettero accanto a Mary Poppins, uno da una parte e uno
dall'altra. Erano tutti e due molto quieti, assorti a ripensare a quel pomeriggio straordinario. A un tratto
Michele, mezzo addormentato, domand a Mary Poppins: Si comporta spesso cos tuo zio?
Cos come? lo invest Mary Poppins, brusca, quasi che Michele le avesse detto
deliberatamente qualcosa di offensivo.
Volevo dire, tutto quel saltare e rimbalzare e ridere e alzarsi in aria.
Alzarsi in aria? La voce di Mary Poppins era acuta e seccata. Cosa intendi, scusa, per alzarsi
in aria?
Giovanna cerc di spiegare.
Michele voleva sapere se tuo zio si riempie spesso di Gas Esilarante, e se rimbalza spesso e
resta sospeso al soffitto, quando...
Rimbalza e resta sospeso? Che idea! Rimbalza e resta sospeso al soffitto! Adesso magari direte
che  un pallone! Mary Poppins era evidentemente molto offesa.
Ma lo ha fatto insistette Michele, lo abbiamo visto.
Cosa? Rimbalzare e rimanere sospeso! Come osate! Voglio che sappiate che mio zio  una
persona sobria, un uomo onesto, un gran lavoratore e mi farete il piacere di parlare di lui con rispetto. E
non gualcite il vostro biglietto. Balzare e stare sospeso, davvero, che bell'idea!
Giovanna e Michele si guardarono l'un l'altro attraverso Mary Poppins. Non dissero nulla,
avendo imparato che era meglio non discutere con lei anche se una cosa appariva molto bizzarra.
Ma lo sguardo scambiato tra loro diceva: " vero o non  vero? Sul signor Parrucca ha ragione
Mary Poppins oppure noi?"
Ma nessuno poteva dare la risposta giusta.
L'autobus correva a precipizio, dando dei forti scossoni. 	Mary
Poppins stava seduta tra loro, offesa e muta, e finalmente i bambini, che erano molto stanchi, le si
rannicchiarono vicino, le si appoggiarono addosso e si addormentarono, senza aver trovato una risposta
alle loro domande.
Andrea della signorina Lark
La signorina Lark abitava alla Porta Accanto. Ma prima di proseguire debbo dire com'era la
Porta Accanto.
Era una grande casa, di gran lunga la pi grande del Viale dei Ciliegi. Si diceva che persino
l'Ammiraglio Boom invidiasse la magnifica casa della signorina Lark, sebbene quella di lui avesse
delle ciminiere da bastimento invece dei soliti fumaioli di camini e nel giardino l'asta per la bandiera.
Tante e tante volte gli abitanti del Viale lo avevano udito ripetere, mentre passava dinanzi alla casa
della signorina Lark: Corpo di mille bombe! Cosa vorr dimostrare con una casa come quella!
E il motivo della gelosia dell'Ammiraglio Boom era che la signorina Lark aveva due cancelli.
Uno era per gli amici e i parenti della signorina Lark, e l'altro per il macellaio, per il panettiere, per il
lattaio.
Una volta il panettiere si sbagli ed entr dal cancello riservato agli amici e parenti, e tanto si
infuri la signorina Lark, da arrivare a dire che non avrebbe mai pi comprato il pane.
Ma alla fine dovette perdonare il panettiere perch lui solo nel vicinato faceva quei panini
morbidi con la crosta arricciata in cima. Tuttavia non lo guard pi con simpatia e quando l'uomo
andava da lei si calava il berretto sugli occhi in modo che la signorina Lark potesse scambiarlo per
qualcun altro. Ma lei non ci casc mai.
Giovanna e Michele sapevano sempre quando la signorina Lark era in giardino o passeggiava
per il Viale, perch portava cos tanti fermagli e collane e orecchini che tintinnava e faceva chiasso
come una banda.
E quando li incontrava diceva sempre la stessa cosa: Buon giorno o Buona sera se era di
pomeriggio, e Come stiamo oggi? E Giovanna e Michele non sapevano mai bene se la signorina
Lark chiedeva come stavano loro oppure come stavano lei stessa e Andrea. Cos rispondevano soltanto:
Buona sera oppure Buon giorno se appunto era mattina.
Tutto il giorno, non importa dove fossero, potevano udire la signorina Lark che a voce distesa
chiamava: Andrea, dove sei? oppure: Andrea, non devi uscire senza il cappotto oppure: Andrea,
vieni dalla mamma.
E, non sapendo nulla, voi potreste credere che Andrea sia un ragazzino. Infatti Giovanna
pensava che la signorina Lark pensasse che Andrea era un ragazzino. Ma non era un ragazzino. Era un
cane. Uno di quei cani piccoli, serici e piumosi che sembrano un collo di pelliccia, fino a quando non
cominciano ad abbaiare. Ma evidentemente, quando cominciano a far cos, voi siete certi che sono cani.
Nessun collo di pelliccia ha mai fatto un rumore simile.
Ora, Andrea conduceva una vita cos raffinata che voi avreste potuto credere che fosse un
Pasci in incognito. Dormiva su un cuscino di seta nella stanza della signorina Lark. Due volte alla
settimana andava in automobile dal parrucchiere per farsi lavare il pelo. Mangiava sempre cibi alla
crema e qualche volta ostriche e possedeva quattro cappotti a scacchi e a righe di differenti colori.
Ciascuno dei giorni di Andrea era pieno di quel genere di cose che la maggioranza delle persone ha
solo per il compleanno. E quando era proprio il compleanno di Andrea, il cane aveva sulla torta due
candele per ciascun anno, invece di una.
La conseguenza di tutto questo era che ai vicini Andrea era molto antipatico. La
gente soleva ridere di gran cuore alla vista di Andrea seduto al posto d'onore nell'automobile della
signorina Lark, diretto dal parrucchiere, con la coperta di pelliccia sulle zampette e indosso il suo
miglior cappotto. E il giorno in cui la signorina Lark gli comper due paia di stivaletti di cuoio perch
potesse andare al Parco col tempo buono e cattivo, ogni abitante del viale venne fin sul cancello a
vederlo, nascondendo il sorriso dietro la mano. 	Puah disse Michele, un giorno in cui stavano
guardando Andrea attraverso la rete che separava il numero 17 dalla Porta Accanto. Puah,  proprio
un piccolo scioccherello.
Come fai a saperlo? chiese Giovanna molto interessata.
Lo so, perch una volta ho sentito il pap che lo chiamava cos disse Michele e rise
sfacciatamente rivolto ad Andrea.
Non  uno scioccherello disse Mary Poppins. E questo  quanto.
Mary Poppins aveva ragione. Andrea non era uno sciocco, come vedrete prestissimo. Non
dovete credere che non avesse rispetto per la signorina Lark. Ne aveva. Le voleva anche bene,
teneramente, a suo modo. Non poteva non provare un sentimento gentile per una persona che era stata
cos buona con lui fin da quando era piccolo, anche se lo baciava un po' troppo spesso. Ma non c'
dubbio che la vita che Andrea conduceva lo faceva impazzire dalla noia. Avrebbe dato met della sua
fortuna, se ne avesse avuta una, per un bel pezzettino di carne rossa cruda, invece del solito petto di
pollo o delle uova strapazzate con asparagi.
Perch nel segreto, nel profondo del cuore, Andrea desiderava ardentemente essere un cane
come gli altri. Non passava mai davanti al suo pedigree  che stava appeso nel salotto della signorina
Lark  senza un brivido di vergogna. E molte volte avrebbe desiderato di non aver mai avuto un padre,
n un nonno, n un bisnonno, dato che la signorina Lark dava cos tanta importanza alla cosa.
Questo desiderio di essere un cane qualsiasi gli faceva scegliere per amici tutti i cani comuni. E
perci, quando gliene capitava l'occasione, correva gi al cancello e si accovacciava a spiarne il
passaggio per poter scambiare con loro qualche parola. Ma potete star sicuri che la signorina Lark,
appena lo scopriva, gli gridava: Andrea, Andrea, vieni dentro, caro; sta' lontano da quei terribili
predoni della strada.
E naturalmente Andrea doveva rientrare, altrimenti la signorina Lark lo avrebbe svergognato
uscendo fuori per riportarlo dentro. E Andrea arrossiva e accelerava il passo affinch i suoi amici non
udissero come lo chiamava: il suo tesoro, la sua gioia, il suo zuccherino.
Il pi intimo amico di Andrea era un cane pi che comune: era un tipo per met cane da caccia e
per met barbone, e aveva preso di tutti e due la met peggiore. Appena c'era una battaglia per la
strada, lui si gettava nella mischia. Era sempre in guerra con il postino e con il vigile, e la cosa che gli
piaceva soprattutto era aggirarsi annusando nei rigagnoli e nella spazzatura.
Era insomma la leggenda della strada e da pi di una persona si era sentito dire che  grazie al
cielo  non era il loro cane.
Ma Andrea gli voleva bene e non aspettava che lui. Qualche volta avevano solo il tempo di
scambiarsi un'annusata nel Parco, ma in occasioni pi fortunate, sebbene molto rare, potevano fare una
lunga chiacchierata al cancello. Dal suo amico, Andrea apprendeva tutti i pettegolezzi della citt e dal
modo con cui rideva alle parole del compagno, avreste capito che questi pettegolezzi non erano
benevoli per il prossimo.
Poi all'improvviso si udiva la voce della signorina Lark che lo chiamava dalla finestra e allora
l'altro cane si drizzava, ergeva le orecchie, mostrava la lingua alla signorina Lark, strizzava l'occhio ad
Andrea, e infine se la squagliava scodinzolando, proprio per dimostrare la sua indifferenza.
Andrea, naturalmente, non aveva il permesso di uscire dal cancello, a meno che non andasse
con la signorina Lark a fare una passeggiata nel Parco, oppure dal pedicure con una delle cameriere.
Immaginate dunque la sorpresa di Giovanna e Michele quando videro Andrea solo soletto, nel Parco,
passar loro davanti, con le orecchie gi e la coda su, quasi fosse sulle tracce di una tigre.
Mary Poppins alz di scatto la carrozzina, per evitare che Andrea, nella sua corsa selvaggia, la
rovesciasse insieme ai gemelli. E Giovanna e Michele gettarono un grido al suo passaggio.
Ehi, Andrea! Dove hai lasciato il cappotto? grid Michele, cercando di imitare la voce acuta
e tempestosa della signorina Lark.
Andrea, bambino cattivo disse Giovanna e la sua voce, dato che era una ragazza, somigliava
molto di pi a quella della signorina Lark.
Ma Andrea li guard altezzosamente e abbai in direzione di Mary Poppins.
Hap, hap! ripet Andrea in tutta fretta.
Vediamo un po'. Credo che sia la prima strada sulla destra e la seconda casa sul lato sinistro.
Hap? disse Andrea.
No, niente giardino. Solo un cortile. Il cancello generalmente  aperto.
Andrea abbai di nuovo.
Non sono sicura disse Mary Poppins ma mi sembra di s. Generalmente va a casa proprio
all'ora del t.
Andrea gett la testa indietro e fugg al galoppo.
Gli occhi di Giovanna e Michele erano grandi come piattini per la sorpresa.
Cosa stava dicendo? domandarono tutti e due insieme, trattenendo il respiro.
Niente, tanto per passare il tempo disse Mary Poppins e serr la bocca con forza come se
proprio non intendesse lasciarne scappare altre parole. Giovannino e Barbara gorgogliarono dalla loro
carrozzina.
Non  vero disse Michele.
Non  vero disse Giovanna.
Gi, voi lo sapete meglio di me, naturalmente, come al solito disse Mary Poppins, ironica.
Deve averti domandato dove abita qualcuno, sono sicuro... cominci Michele.
Bene, se lo sapete, perch tormentarmi con le domande? disse Mary Poppins arricciando il
naso. Io non sono un dizionario.
Oh, Michele disse Giovanna lei non ci dir mai niente se tu parli cos. Mary Poppins, per
piacere, sii buona, dicci cosa stava dicendo Andrea.
Chiedilo a lui. Lui lo sa. Il signor Sotutto disse Mary Poppins, sprezzante, indicando con la
testa Michele.
Oh, no. Io non lo so. Giuro che non lo so, Mary Poppins. Diccelo...
Sono le tre e mezzo. Faremo tardi per il t disse Mary Poppins, poi volt la carrozzina e di
nuovo serr la bocca come se fosse una trappola. Fino al ritorno a casa, non disse pi una parola.
Giovanna trottava dietro con Michele.
 colpa tua gli diceva. Adesso non lo sapremo pi.
Non me ne importa! diceva Michele e diede una spinta veloce al suo monopattino. Non lo
voglio sapere.
Ma invece smaniava per saperlo. E successe che lui e Giovanna e tutti quanti fossero al corrente
di tutta la storia prima dell'ora del t.
Mentre stavano per attraversare la strada e andare a casa loro, udirono
alte grida provenire dalla Porta Accanto e videro uno spettacolo curioso. Le due cameriere della
signorina Lark correvano selvaggiamente per il giardino, guardando sotto le siepi e sugli alberi, come
se avessero perduto qualcosa di gran valore. 	E c'era Robertson Ay, del numero 17, che perdeva
laboriosamente il suo tempo a frugare con una scopa nella ghiaia del vialetto della signorina Lark,
come se si aspettasse di trovare il tesoro perduto sotto un sasso.
La stessa signorina Lark correva per il giardino, torcendosi le mani e chiamando: Andrea!
Andrea! Oh, si  perso! Il mio diletto ragazzo si  perso! Dobbiamo avvertire la polizia! Devo vedere il
Primo Ministro! Andrea si  perso! Oh, me infelice!
Oh, povera signorina Lark disse Giovanna attraversando di corsa la strada. Era veramente
addolorata di vedere la signorina Lark cos sconvolta.
Ma fu Michele a confortare realmente la signorina Lark. Mentre stava per infilare il cancello del
numero 17, guard gi per il Viale e vide...
Ma come? Ecco Andrea, signorina Lark! Guardate, laggi, proprio all'angolo della casa
dell'Ammiraglio Boom.
Dove, dove? Fammi vedere! disse la signorina Lark senza respiro, e scrut nella direzione
verso cui puntava il dito Michele.
E l, infatti, c'era Andrea, che avanzava pian piano con l'aria pi serafica e innocente del
mondo. E dietro di lui trottava un grosso cane che sembrava per met un cane da caccia e per met un
barbone, e di entrambi la met peggiore.
Oh, che sollievo! disse la signorina Lark con un gran sospiro. Che peso tolto dal cuore!
Mary Poppins e i bambini aspettavano nel Viale, fuori dal cancello; la signorina Lark e le due
cameriere guardavano al di l del muretto; Robertson Ay, interrotto il suo lavoro, si era appoggiato alla
scopa, e tutti insieme miravano in silenzio il ritorno di Andrea.
Lui e il suo amico marciavano con calma verso il gruppo, agitando graziosamente la coda, con
le orecchie ritte, e avreste potuto giudicare dall'espressione degli occhi di Andrea che, qualsiasi cosa
intendesse fare, la sua risoluzione era ferma.
Quel sudicio cane! esclam la signorina Lark guardando il compagno di Andrea. Via! Via!
grid.
Ma il cane si accucci proprio sul marciapiede, si gratt l'orecchio destro con la zampa sinistra
e tir uno sbadiglio.
Pussa via, pussa via! Vattene a casa! disse la signorina Lark, agitando le mani rabbiosamente
verso il cane.
E tu, Andrea prosegu entra subito in casa! Uscire in questo modo! Solo, solo e senza
cappotto. Sono molto scontenta di te!
Andrea abbai pigramente, ma non si mosse.
Cosa stai dicendo, Andrea? Vieni dentro subito disse la signorina Lark.
Andrea abbai ancora.
Dice spieg Mary Poppins che non entra.
La signorina Lark si volse a guardarla altezzosamente.
Come fa lei a sapere quel che dice il mio cane? Certo che entrer.
Andrea tuttavia si limit a scuotere la testa e fece due o tre mugolii sommessi.
Non vuole disse Mary Poppins finch non entra anche il suo amico.
 un'assurdit ribatt corrucciata la signorina Lark. Non pu essere che dica questo. Come
se potessi tenere un simile bastardone nel mio giardino.
Andrea abbai due o tre volte.
Dice che intende proprio questo ripet Mary Poppins. E, anzi, andr a vivere col suo amico,
a meno che lei non permetta anche al suo amico di venire ad abitare da lei.
Oh, Andrea, non puoi, non puoi veramente, dopo tutto quello che ho fatto per te. La signorina
Lark era quasi in lacrime.
Andrea abbai e si volt. L'altro cane si tir su.
Oh, ha proprio intenzione di farlo grid la signorina Lark.  chiaro che vuole farlo. Se ne sta
andando. Singhiozz per un momento nel fazzoletto, poi si soffi il naso e disse: Va bene, allora,
Andrea. Acconsento. Questo... questo cane pu restare. A condizione, beninteso, che dorma nel
deposito del carbone.
Un'abbaiata da parte di Andrea.
Insiste, signora; dice che non  assolutamente possibile. Il suo amico deve avere un cuscino di
seta come il suo e dormire anche lui nella sua stanza. Altrimenti andr via, a dormire nel deposito del
carbone con il suo amico disse Mary Poppins.
Andrea, come potresti... gemette la signorina Lark. Non accetter mai una cosa simile.
Andrea la guard con l'aria di essere pronto ad andar via. Cos fece l'altro cane.
Oh, mi lascia grid la signorina Lark. Bene, allora, Andrea; sar secondo il tuo desiderio.
Dormir nella mia stanza. Ma io non sar pi la stessa, mai pi, mai pi. Un simile cagnaccio!
Si asciug gli occhi gocciolanti e prosegu: Non avrei mai immaginato una cosa
simile da parte tua, Andrea. Ma non aggiungo altro, non importa quel che penso. E questa... creatura...
la chiamer Randagio o Trovatello o... 	A queste parole l'altro cane guard la signorina Lark
indignatissimo e Andrea abbai vivamente.
Dice che bisogna chiamarlo Benvenuto, niente altro che Benvenuto disse Mary Poppins.
Dato che Benvenuto  il suo nome.
Di male in peggio! disse la signorina Lark in tono disperato. Cosa dice adesso? Infatti
Andrea abbaiava di nuovo.
Dice che se torna indietro, lei non deve pi fargli indossare il cappotto o mandarlo ancora dal
parrucchiere. Questo  l'ultimatum disse Mary Poppins.
Ci fu una pausa.
Benissimo disse finalmente la signorina Lark. Ma ti avverto, Andrea: se poi muori di
polmonite, non dare la colpa a me!
E con questo si volt, e si avvi verso casa con un'andatura altera e sdegnosa, tirando su per il
naso il resto delle lacrime.
Andrea fece un segno con la testa a Benvenuto come per dire: Entriamo. Tutti e due si misero
a trotterellare allegramente per il vialetto del giardino, agitando le code come bandiere, seguendo la
signorina Lark.
Dopo tutto, vedi, non  uno scioccherello disse Giovanna, mentre salivano in camera loro a
prendere il t.
No fu d'accordo Michele. Ma come ti spieghi che Mary Poppins lo sapesse?
Non lo so disse Giovanna. E neppure ce lo dir mai, mai. Ne sono sicura.
La mucca danzante
Giovanna, con la testa fasciata dal fazzolettone di Mary Poppins, era a letto con il mal
d'orecchi.
Cosa ti senti? domand Michele.
Come se mi sparassero dei colpi dentro la testa disse Giovanna.
Di cannone?
No, di fuciletti.
Oh! disse Michele. Quasi desider di avere anche lui il mal d'orecchi. Sembrava una cosa
cos elettrizzante! Debbo leggerti qualche storia? disse Michele dirigendosi verso la libreria.
No. Non potrei sopportarlo disse Giovanna tenendosi l'orecchio con una
manina. 	Allora devo mettermi alla finestra e dirti quello che succede fuori?
S, questo s disse Giovanna.
Cos Michele stette tutto il pomeriggio seduto presso la finestra a raccontarle quanto succedeva
nel Viale. Qualche volta i suoi racconti erano molto monotoni, e qualche altra molto interessanti.
C' l'Ammiraglio Boom! disse a un certo punto.  uscito dal cancello e scende in fretta
lungo il Viale. Eccolo che arriva. Ha il naso pi rosso del solito e porta un cilindro. Sta passando
davanti alla Porta Accanto.
Dice "Corpo di mille bombe?" domand Giovanna.
Non riesco a sentirlo. Credo di s. Nel giardino della signorina Lark c' la seconda cameriera
della signorina Lark. E nel nostro giardino c' Robertson Ay che raccoglie le foglie e guarda la
cameriera al di l della staccionata. Ora si  seduto per un riposino.
Ha il cuore debole disse Giovanna.
Come lo sai?
Me lo ha detto lui. Mi ha detto che il dottore gli ha raccomandato di fare il meno possibile. E
io ho sentito dire da pap che se Robertson Ay fa come gli ha detto il dottore, guai a lui! Oh, come
batte, come batte! disse Giovanna di nuovo tenendosi l'orecchio con la mano.
Accipicchia! disse Michele dalla finestra tutto eccitato.
Cosa c'? grid Giovanna, mettendosi a sedere. Dimmelo.
Proprio una cosa straordinaria. C' una mucca gi nel Viale disse Michele saltando su e gi
sul suo sgabellino.
Una mucca? Una vera mucca proprio nel mezzo di una citt? Che buffo! Mary Poppins!
chiam Giovanna. Michele dice che c' una mucca nel Viale.
S, e cammina pian piano, mettendo la testa al di sopra di ogni cancello e guardando intorno
come se avesse perduto qualcosa.
Come mi piacerebbe vederla... disse Giovanna imbronciata.
Guarda! disse Michele, puntando il ditino mentre Mary Poppins si avvicinava alla finestra.
Una mucca. Non  buffo?
Mary Poppins gett un rapido sguardo indagatore gi nel Viale, poi trasal di sorpresa.
Certo che no disse volgendosi a Giovanna e Michele. Non  affatto buffo. Io conosco quella
mucca. Era una grande amica di mia madre e vi sar grata se parlerete di lei con rispetto. Si lisci il
grembiule e li squadr molto severamente.
La conosci da molto tempo? domand Michele, sperando che, se fosse stato particolarmente
cortese, avrebbe appreso qualcosa di pi sulla mucca.
Da prima che vedesse il Re disse Mary Poppins.
E questo quando fu? domand Giovanna con una voce lieve e incoraggiante.
Mary Poppins guard fisso nel vuoto, puntando gli occhi verso qualcosa che i bambini non
potevano vedere. Giovanna e Michele trattennero il respiro in attesa.
 stato molto tempo fa disse Mary Poppins con la voce sommessa di chi racconta una fiaba.
Fece una pausa come se dovesse ricordare avvenimenti accaduti centinaia di anni prima. Poi prosegu a
narrare come in sogno, fissando ancora lo sguardo nel centro della stanza, ma senza vedere nulla.
La Mucca Rossa, questo era il suo nome. Ed era una bestia molto importante e florida, cos
diceva mia madre. Viveva nel campo migliore dell'intera regione, un campo pieno di botton d'oro,
ognuno della misura di un piatto, e di soffioni quasi pi alti delle ginestre. Il campo era tutto del color
della primula e dorato di ranuncoli e soffioni eretti come soldati. Ogni qualvolta lei mangiava la testa di
un soldato, un altro ne cresceva al suo posto, con un verde cappotto militare e un berretto giallo.
Aveva sempre vissuto l, diceva spesso a mia madre, tanto che non ricordava un tempo in cui
non avesse vissuto in quel gran campo. Il suo mondo era limitato da siepi verdi e dal cielo e nulla
sapeva di quel che si stendeva oltre.
La Mucca Rossa era rispettabilissima, si comportava da perfetta gentildonna e sapeva il fatto
suo. Per lei una cosa era bianca o nera. Non poteva essere grigia o magari rosa. La gente era buona o
cattiva, non c'era via di mezzo. I soffioni erano dolci o amari: non esistevano tipi intermedi.
Conduceva una vita molto indaffarata. Le sue mattinate erano occupate dalle lezioni alla Vitella Rossa,
sua figlia, e nel pomeriggio insegnava alla piccina come comportarsi e come muggire, e tutto quello
che una vitella veramente ben allevata deve conoscere. Poi andavano a cena, e la Mucca Rossa
mostrava alla Vitella come distinguere l'erba buona da quella cattiva: e dopo che la figliola era andata a
dormire, la notte lei andava in un angolo del campo e ruminava il suo cibo ripensando tranquillamente
ai fatti suoi.
Tutte le sue giornate erano esattamente uguali. Una Vitella Rossa crebbe e and via e un'altra
venne al suo posto. Ed era naturale che la Mucca Rossa immaginasse che la sua vita si sarebbe svolta
sempre uguale, n in verit sentiva di poter chiedere altro di meglio alla vita che i suoi giorni
scorressero tutti uguali sino alla fine.
Ma proprio nel momento in cui pensava queste cose, l'avventura, come in seguito raccont a
mia madre, le and incontro. Le piomb addosso una notte in cui le stesse stelle nel cielo sembravano
soffioni, e la luna una grande margherita fra le stelle.
Quella notte, mentre la Vitella Rossa gi dormiva da un pezzo, la Mucca Rossa si drizz
improvvisamente e cominci a danzare. Danzava in un modo selvaggio e bello e perfettamente a
tempo, sebbene non avesse una musica da seguire. Talvolta era una polka, talvolta una mazurka, e
talaltra una danza tutta di sua fantasia. E negli intervalli tra le danze faceva riverenze e profondi inchini
e batteva la testa contro i soffioni.
"Povera me" disse a se stessa la Mucca Rossa, cominciando la Gavotta del Marinaio. "Che
cosa straordinaria! La danza mi  sempre sembrata una cosa sconveniente, ma non pu essere, dato che
io stessa ballo. E io, senza dubbio, sono una mucca modello."
E prosegu a danzare, divertendosi moltissimo. Alla fine tuttavia si sent stanca, e decise che
aveva ballato abbastanza e che era tempo di andare a dormire. Ma con sua grande sorpresa, scopr che
non poteva smettere di ballare. Mentre faceva l'atto di stendersi vicino alla Vitella Rossa, le sue gambe
glielo impedirono, continuando a far capriole, a impennarsi, trascinando naturalmente la Mucca Rossa
con s.
Andava tutt'intorno per il campo, saltando, ballando il valzer e camminando sulla punta dei
piedi.
"Povera me!" mormorava a intervalli, con l'accento di una degna signora. "Che cosa
singolare!" Ma non poteva fermarsi.
Al mattino danzava ancora e la Vitella Rossa dovette far la sua colazione di soffioni tutta sola
perch la Mucca Rossa non poteva fermarsi a mangiare.
Durante tutto il giorno lei danz, su e gi per il prato, tutt'intorno al prato, con la Vitella Rossa
che le muggiva dietro lamentandosi. Quando giunse la seconda notte, e lei era ancora l senza potersi
fermare, cominci a preoccuparsi. E alla fine di una settimana di danza era quasi impazzita.
"Debbo andare a consultare il Re per questa cosa" decise, scuotendo la testa.
Cos baci la sua Vitella Rossa e le raccomand di far la brava. Poi si volse e usc danzando
dal prato, diretta al colloquio col Re.
Ball per tutta la strada, strappando dalle siepi, lungo il cammino, ciuffi di cibo verde, e ogni
occhio che la scorgeva si spalancava per la meraviglia. Ma nessuno era meravigliato pi della stessa
Mucca Rossa.
Giunse infine al Palazzo doveva viveva il Re. Con la bocca tir la corda del campanello e,
quando il cancello si apr, lo varc a passo di danza e danzando prosegu per il largo viale del giardino
finch giunse ai piedi della scalinata che conduceva al trono del Re.
Sul trono stava il Re, occupatissimo a fare nuove leggi. Il suo
segretario le scriveva, in un piccolo taccuino rosso, una dopo l'altra, come il Re gliele dettava. C'erano
ovunque cortigiani e dame che facevano anticamera, tutti vestiti sontuosamente e tutti che parlavano
insieme. 	"Quante ne ho fatte oggi?" domand il Re volgendosi al segretario.
Il segretario cont le leggi che aveva scritto.
"Settantadue, Maest" disse inchinandosi profondamente e facendo attenzione a non
inciampare sulla sua penna d'oca, che era enorme.
"Hum! Non c' male per un'ora di lavoro" disse il Re, e sembrava molto compiaciuto di s.
"Per oggi  abbastanza." Si drizz e con cura si assest il mantello di ermellino.
"Ordinate la mia carrozza. Debbo andare dal barbiere" disse con magnificenza. In quel
momento scorse la Mucca Rossa che si avvicinava.
Si sedette di nuovo, e impugn lo scettro.
"Cosa abbiamo qui, ohi?" domand, mentre la Mucca Rossa si avvicinava danzando ai piedi
della scalinata.
"Una mucca, Maest" rispose lei semplicemente.
"Questo lo vedo" disse il Re. "Possiedo ancora la vista. Ma, che cosa volete? Fate presto,
perch ho un appuntamento dal barbiere alle dieci. Non mi aspetter oltre quell'ora, e io debbo
tagliarmi i capelli. E di grazia smettetela di saltare e dondolare in quel modo" aggiunse irritato. "Mi d
le vertigini."
"Proprio le vertigini!" fecero eco tutti i cortigiani, spalancando gli occhi.
" ben questo il mio tormento, Maest! Non posso fermarmi!" disse la Mucca Rossa,
miseramente.
"Non potete fermarvi? Sciocchezze!" disse il Re furioso. "Fermatevi subito! Io, il Re, ve lo
comando!"
"Fermatevi subito! Il Re ve lo comanda!" gridarono tutti i cortigiani.
La Mucca Rossa fece un grande sforzo. Con tale intensit cerc di fermarsi, che ogni muscolo
e ogni costola sporsero fuori come catene di montagne. Ma non c'era verso: continu a ballare ai piedi
del trono.
"Ho provato, Maest, e non posso. Sto ballando da sette giorni consecutivi. E non ho potuto
dormire. E mangiare, pochissimo. Uno o due ciuffi di biancospino. Questo  tutto. Cos sono venuta a
chiedervi consiglio."
"Hum,  molto curioso" disse il Re, mettendosi la corona sulle ventitr e grattandosi la testa.
"Molto curioso" dissero i cortigiani, grattandosi anche loro il capo.
"Che cosa provate?" domand il Re.
"Una sensazione buffa" disse la Mucca Rossa. "E anzi" fece una pausa come per scegliere le
parole " una sensazione piuttosto piacevole. Come se una risata scorrazzasse su e gi dentro di me."
"Straordinario" disse il Re e poggi il mento sulla mano e fiss la Mucca Rossa, meditando sul
da farsi.
Improvvisamente balz in piedi e disse: "Bont celeste!"
"Che cos'?" gridarono tutti i cortigiani.
"Come, non lo vedete?" disse il Re eccitatissimo lasciando cadere lo scettro. "Che idiota a non
averlo notato prima. E che idioti, voi!" Si volse furiosamente ai cortigiani. "Non vedete che ha una
stella cadente impigliata in un corno?"
" vero!" gridarono i cortigiani, per la prima volta notando improvvisamente la stella. E
mentre guardavano sembr loro che la stella divenisse pi luminosa.
"Questa  la cosa fuori posto" disse il Re. "Ora, voi cortigiani fareste bene a toglierla in modo
che..., ehm, la signora possa smettere di ballare e possa far colazione.  la stella, signora, che vi fa
ballare" disse il Re alla Mucca Rossa. "Ora su, andiamo, a voi!"
E fece cenno al Primo Cortigiano, che si present elegantemente davanti alla Mucca Rossa e
cominci a tirare con violenza la stella. Ma non si staccava. Al Primo Cortigiano si unirono, uno dopo
l'altro, tutti gli altri cortigiani, finch alla fine formarono una lunga catena uno dietro l'altro tenendosi
per la cintura, e cominci una lotta furibonda fra i cortigiani e la stella.
"Attenzione alla mia testa" supplicava la Mucca.
"Tirate pi forte" sbraiatava il Re.
Tirarono pi forte. Tirarono finch ebbero le facce rosse come lamponi. Tirarono finch non
ne poterono pi e caddero tutti all'indietro uno sull'altro. La stella non si mosse. Rimase fissata
tenacemente alle corna.
"Hum, hum, hum!" disse il Re. "Segretario, consultate l'Enciclopedia e guardate cosa dice
delle mucche con le stelle sulle corna."
Il segretario si inginocchi e strisci sotto il trono. Finalmente riemerse, portando un grosso
libro verde che stava sempre l nel caso il Re volesse sapere qualcosa. Volt le pagine.
"Non c' assolutamente nulla, Maest, tranne la storia della mucca che salt sulla luna, e
quella storia voi la sapete."
Il Re si strofin il mento, cosa che lo aiutava a pensare. Sospir contrariato e guard la Mucca
Rossa.
"Tutto quel che vi posso suggerire" disse, " di provare anche voi."
"Provare che cosa?" domand la Mucca Rossa.
"A saltare sulla luna. Potrebbe funzionare. Val la pena di tentare, in ogni caso."
"Io?" disse la Mucca Rossa, con espressione risentita.
"S, voi. E chi, se no?" disse il Re con impazienza. Aveva smania di andare dal barbiere.
"Sire" disse la Mucca Rossa "vi prego di rammentarvi che io sono un degno, rispettabile
animale e che mi  stato insegnato fin dall'infanzia che saltare non  occupazione da signora."
Il Re si eresse e agit lo scettro verso di lei.
"Signora" disse "siete venuta per un mio consiglio e ve l'ho dato. Desiderate continuare a
ballare per sempre? Desiderate continuare ad aver fame per sempre? Desiderate rimanere per sempre
senza dormire?"
La Mucca Rossa pens al sapore dolce e delicato dei soffioni. Pens all'erba del prato, e
quanto era morbida per riposarsi. Pens alle sue gambe stanche di far capriole e a quanto sarebbe stato
piacevole tornarsene a stare quieta. E disse a se stessa: "Forse, per una volta sola la cosa non avrebbe
importanza e non c' bisogno che altri, all'infuori del Re, venga a saperlo."
"Quanto credete sia alta?" domand forte, continuando a danzare.
Il Re guard su verso la luna.
"Almeno un miglio, direi" rispose.
La Mucca Rossa assent col capo. Pensava la stessa cosa. Riflett per un attimo e prese la sua
decisione. "Non avrei mai creduto di arrivare a questo, Maest. Saltare, e per giunta sulla luna. Ma
prover!" E s'inchin graziosamente al trono.
"Bene" disse il Re soddisfatto, riflettendo che, dopo tutto, sarebbe arrivato in tempo dal
barbiere. "Seguitemi."
Si avvi in giardino e la Mucca Rossa e i cortigiani lo seguirono.
"Ora" disse il Re, una volta giunto sul piazzale, "quando faccio un fischio, spiccate il salto."
Tir fuori un gran fischietto d'oro dalla tasca del panciotto e ci soffi dentro leggermente per
assicurarsi che non c'era polvere.
La Mucca Rossa si mise sull'attenti, sempre ballando.
"Uno!" disse il Re, "Due!! Tre!!" e soffi nel fischietto.
La Mucca Rossa, tenendo il respiro, spicc un grande, terribile salto e la terra si distacc sotto
di lei. Pot vedere le figure del Re e dei cortigiani divenire sempre pi piccole, finch sparirono in
basso, lontano. Lei stessa si slanci su in aria, attraverso il cielo, mentre le stelle le piroettavano intorno
come grossi piatti d'oro, e a un tratto nella luce accecante si sent addosso i freddi raggi della luna.
Chiuse gli occhi e appena la luce abbagliante fu rimasta dietro di lei e lei ebbe voltato la testa di nuovo
verso la Terra, sent la stella scivolarle gi dalle corna. Si stacc e and ruzzolando per il cielo. E le
sembr che, appena scomparsa, grandi cori di musica salissero ed echeggiassero per l'aria. Dopo un
minuto la Mucca Rossa era di nuovo sulla Terra. Con sua grande sorpresa si accorse che non era nel
giardino del Re, ma nel suo campo di soffioni. E aveva smesso di ballare! I suoi piedi stavano fermi
come se fossero di pietra, e camminava pesantemente come tutte le mucche rispettabili.
Quietamente e serenamente si mosse attraverso il campo, decapitando i soldati dorati, mentre
si avviava a riabbracciare la Vitella Rossa.
"Sono cos felice che tu sia tornata" disse la Vitella Rossa. "Sono stata tanto sola."
La Mucca Rossa la baci e si chin a mangiare l'erba del prato. Era il suo primo buon pasto
della settimana. E quando finalmente fu sazia, aveva mangiato diversi reggimenti. Allora si sent
meglio. Subito ricominci la sua vita, come sempre l'aveva vissuta prima.
In principio la riempirono di gioia le abitudini quiete e regolari ed era contenta di poter fare
colazione senza ballare e di giacere sull'erba e di dormire la notte invece di inchinarsi alla luna fino al
mattino. Ma dopo breve tempo, cominci a sentirsi sconfortata e insoddisfatta. Il suo campo di soffioni
e la Vitella Rossa andavano benissimo, ma desiderava qualcos'altro e nemmeno lei poteva dire che
cosa.
Alla fine si accorse che sentiva la mancanza della sua stella. Si era cos abituata alla danza e
alla sensazione felice che le aveva dato la stella che desiderava ballare ancora la Gavotta del Marinaio e
avere la stella sulle corna.
Si tormentava, perdeva l'appetito, aveva un umore pessimo. E spesso scoppiava in lacrime
senza nessuna ragione. Ogni tanto andava da mia madre e le raccontava tutta la storia domandandole
consiglio.
"Santo cielo, mia cara!" le diceva mia madre. "Di certo non  caduta solo quella stella dal
cielo. Ne cadono milioni ogni notte, si dice. Ma cadono in posti diversi, naturalmente. Non puoi
aspettarti che due stelle cadano nello stesso campo durante una sola vita."
"Allora credi che se andassi un po' in giro..." incominci a dire la Mucca Rossa con un ardore
di speranza negli occhi.
"Se io fossi in te" disse mia madre, "andrei e ne cercherei una."
"Andr" disse giocondamente la Mucca Rossa "andr davvero."
Mary Poppins fece una pausa.
E questa, suppongo,  la ragione per cui la Mucca Rossa camminava lungo il Viale sugger
Giovanna con garbo.
S sussurr Michele, andava in cerca della sua stella.
Mary Poppins trasal leggermente. Lo sguardo intento era scomparso dai suoi occhi e la calma
dal suo corpo.
Via subito dalla finestra, signore! disse ruvidamente. Accendo subito la luce. E in fretta
and sul ballatoio a girare l'interruttore.
Michele disse Giovanna in un soffio, guarda se la mucca  ancora l.
In fretta Michele scrut fuori nel crepuscolo che si addensava.
Presto disse Giovanna. Mary Poppins sar subito di ritorno. Riesci a vederla?
Nooo disse Michele, guardando fuori con gli occhi spalancati. Non c' pi. Se n' andata.
Io spero proprio che la trovi disse Giovanna pensando alla Mucca Rossa che vagabondava
per il mondo in cerca di una stella da attaccarsi sulle corna.
Anch'io disse Michele, mentre, al rumore dei passi di Mary Poppins che tornava, si affrettava
a tirare gi la tenda.
Marted disgraziato
Fu poco tempo dopo che Michele si svegli una mattina con una curiosa sensazione. Nel
momento in cui apr gli occhi, si accorse che qualcosa non andava, ma non sapeva dire che cosa fosse.
Che giorno  oggi, Mary Poppins? domand tirandosi via le coperte.
Marted disse Mary Poppins. Alzati e va' a fare il bagno. Presto! soggiunse poich lui non
si muoveva. Si gir e si copr fin sopra le orecchie, e la curiosa sensazione crebbe.
Cosa ti ho detto? disse Mary Poppins, con quella sua voce fredda e chiara che suonava
sempre come un ammonimento.
Michele seppe quel che stava per succedergli. Sent che stava per fare il cattivo. Non voglio
disse piano, con la voce attutita dal lenzuolo. Mary Poppins bruscamente gli strapp il lenzuolo dalla
mano e lo guard.
Non voglio.
Attese, domandandosi cosa avrebbe fatto lei e fu sorpreso quando, senza una parola, la vide
entrare in bagno e aprire lei stessa il rubinetto. Michele prese il suo asciugamano ed entr, mentre lei
usciva.
E per la prima volta in vita sua Michele fece il bagno tutto da solo. Comprese di essere in
castigo e, di proposito, trascur di lavarsi dietro le orecchie.
Debbo mandare fuori l'acqua? domand con la voce pi brusca che aveva.
Non ci fu risposta.
Be', non me ne importa disse Michele e il peso caldo che era in lui aument e si estese. Non
me ne importa.
Poi si vest da solo, indossando gli abiti migliori, che, lo sapeva, erano solo per la domenica. E
infine scese gi, dando coi piedi dei colpi alla ringhiera, cosa che sapeva di non dover fare perch
svegliava tutti gli altri in casa. Per le scale incontr Ellen, la cameriera, e passandole vicino le fece
cadere di mano con una spinta il bricco dell'acqua calda.
Be', sei un bello sbadato disse Ellen curvandosi ad asciugare l'acqua. Era per la barba di tuo
padre.
L'ho fatto apposta disse Michele tranquillamente.
Il rosso faccione di Ellen divent bianco per la sorpresa.
L'hai fatto apposta?! Allora sei un bambino molto cattivo e lo dir alla tua mamma, lo dir...
Diglielo disse Michele e riprese a scendere le scale.
Questo era il principio.
Durante il resto del giorno non ne fece una giusta. Quel peso, quel caldo, quel senso strano che
aveva dentro di s gli fece fare le cose pi orribili e, appena le aveva fatte, si sentiva straordinariamente
soddisfatto e contento, e subito ne inventava qualcun'altra.
In cucina la signora Brill, la cuoca, stava facendo le frittelle.
No, Michele disse non puoi leccare il tegame. Non  ancora vuoto.
Michele allora moll il piede e dette un gran calcio alla signora Brill nello stinco; lei lasci
cadere di mano il matterello e si mise a gridare forte.
Tu hai dato un calcio alla signora Brill? Alla gentile signora Brill? Mi vergogno di te disse la
madre poco dopo, quando la signora Brill le ebbe raccontato tutta la storia. Devi chiederle
immediatamente perdono, far vedere che sei davvero mortificato, Michele.
Ma io non sono mortificato, sono contento. Le sue gambe sono troppo grosse disse lui, e
prima che lo potessero acchiappare, scapp in giardino.
Di proposito, piomb addosso a Robertson Ay, che era profondamente addormentato sul prato,
e Robertson Ay si infuri.
Lo dir al tuo pap disse minacciosamente.
E io gli dir che non gli hai pulito le scarpe stamattina disse Michele e quasi si stup di ci
che aveva detto.
Era abitudine sua e di Giovanna proteggere sempre Robertson Ay, perch gli volevano bene e
non volevano perderlo.
Ma non stette molto a pensarci, perch aveva cominciato a domandarsi cos'altro potesse fare. E
non era passato molto tempo, che gi ne aveva pensata un'altra. Attraverso le sbarre della staccionata
pot vedere Andrea, il cane della signorina Lark, che fiutava delicatamente il prato della Porta Accanto
e si sceglieva i migliori ciuffi d'erba.
Chiam sottovoce Andrea e gli porse un biscotto tirato fuori dalla tasca, e mentre Andrea con
avidit lo mangiava, gli leg la coda alla staccionata con un pezzo di corda. Poi corse via, con nelle
orecchie l'urlo indignato della signorina Lark e in corpo quella sensazione eccitante che gli metteva
quasi un fuoco addosso.
La porta dello studio del padre era aperta: Ellen aveva appena finito di spolverare i libri.
Michele allora fece una cosa proibita. Entr, si sedette alla scrivania del padre e con la penna del padre
cominci a scarabocchiare la carta assorbente.
A un tratto urt col gomito e rovesci il calamaio, e la sedia e la scrivania e la penna d'oca e gli
stessi suoi abiti della domenica si coprirono di larghe macchie d'inchiostro turchino. Una cosa terribile!
Cominci a provare paura di quello che gli sarebbe toccato.
Ma non rest, per questo, soprappensiero. Non si sent neanche un po' mortificato.
Quel bambino dev'essere malato disse la signora Banks, quando Ellen, che era ritornata
all'improvviso nello studio, lo scopr, e and a raccontarle l'ultima avventura.
Michele, prenderai un po' di sciroppo.
Non sono malato. Sto meglio di te disse Michele sgarbatamente. Allora sei soltanto cattivo
disse sua madre e avrai un bel castigo.
E infatti, cinque minuti dopo, Michele se ne stava in piedi, con gli abiti macchiati e la faccia
contro il muro, in un angolo della sua camera.
Giovanna cerc di parlargli mentre Mary Poppins non guardava, ma lui non le rispose: si volt
solo per mostrarle la lingua.
Quando Giovannino e Barbara trascinandosi sul pavimento andarono ad afferrargli una scarpa
per ciascuno, gorgogliando dalla gioia, Michele li cacci via. E durante tutto il tempo si divert della
sua cattiveria, tenendosela stretta come qualcosa di caro e infischiandosene di tutto.
Odio essere buono disse forte a se stesso mentre trotterellava dietro a Mary Poppins, a
Giovanna e alla carrozzina nella passeggiata del pomeriggio al Parco.
Spicciati disse Mary Poppins, volgendosi a guardarlo. Ma lui continu a strisciare i piedi per
terra, proprio per graffiare il cuoio delle scarpe.
All'improvviso Mary Poppins si volt e gli si piant in faccia, con una mano sul manubrio della
carrozzina. Tu cominci sei sceso dal letto dalla parte sbagliata, questa mattina.
No disse Michele. Non c' una parte sbagliata nel mio letto.
Ogni letto ha un lato giusto e l'altro sbagliato disse Mary Poppins, calcando sulle parole.
Il mio, no.  accostato al muro.
Questo non fa differenza.  sempre una parte lo interruppe Mary Poppins.
Bene, la parte sbagliata  la sinistra oppure la parte sbagliata  la destra? Perch io sono saltato
fuori dalla parte destra, e questa come pu essere la parte sbagliata?
Tutte e due le parti erano sbagliate, questa mattina, signor Furbo!
Ma il letto ha una parte sola, e se sono sceso dalla parte destra... argoment.
Ancora una parola cominci Mary Poppins, e lo disse con una voce cos singolarmente
minacciosa che anche Michele si sent un po' nervoso, ancora una parola e io... Non disse quel che
avrebbe fatto, ma lui affrett il passo.
Cerca di fare il bravo disse Giovanna in un soffio.
Chiudi il becco disse lui, ma cos piano che Mary Poppins non pot sentire.
Adesso, signore disse Mary Poppins, avanti, march! Davanti a me per piacere. Non voglio
avere uno stravagante alle mie spalle. Mi farai il favore di andare avanti. Lo spinse davanti a s e
riprese: C' qualcosa che luccica sul sentiero, proprio l. Mi farai il favore di andare a raccoglierla e
portarmela. Qualcuno ha lasciato cadere il suo diadema, forse.
Controvoglia  ma non osava fare altrimenti  Michele guard nella direzione indicata da Mary
Poppins.
S, c'era qualcosa che luccicava per terra. Da quella distanza appariva molto attraente e i suoi
raggi lucenti sembravano fargli segno di avvicinarsi. And avanti come volesse farsi pregare, adagio
adagio per far credere che, in fondo, non gl'importava nulla vedere di che si trattasse. Giunto sul posto,
si chin e raccolse la cosa che luccicava.
Era una specie di scatoletta rotonda con un coperchio di vetro, e sul vetro era disegnata una
freccia. Dentro c'era un disco rotondo, che sembrava coperto di lettere che oscillavano leggermente
quando si muoveva la scatola.
Giovanna accorse e guard anche lei da sopra la spalla del fratello. Che cos', Michele?
domand.
Non te lo voglio dire disse Michele, anche se non lo sapeva neppure lui.
Mary Poppins, che cos'?... domand Giovanna, quando la carrozzina li raggiunse. Mary
Poppins prese la scatoletta dalla mano di Michele.
 mia disse Michele, geloso.
No, mia disse Mary Poppins l'ho vista io per prima.
Ma io l'ho raccolta. Cerc di strappargliela di mano, ma si prese una tale occhiataccia che
ritir la mano.
Lei pieg la cosa tonda da una parte e dall'altra, e nella luce del sole il disco e le sue lettere si
misero a girare pazzamente dentro la scatola.
A cosa serve? domand Giovanna.
A girare il mondo disse Mary Poppins.
Eh? disse Michele. Si fa il giro del mondo in un bastimento o in aeroplano. Questo  quello
che so io. Una scatola non pu portare intorno al mondo.
Oh, davvero! Non pu! disse Mary Poppins con una curiosa espressione sul viso. Io lo so
meglio di te. Adesso vedrai. E tenendo la bussola in mano si volt verso l'ingresso del Parco e disse la
parola: Nord! Le lettere scivolarono intorno alla freccia in una danza vertiginosa.
D'improvviso sembr che l'aria fosse divenuta molto fredda, e il vento soffi cos gelido che
Giovanna e Michele chiusero gli occhi. Quando li aprirono, il Parco era completamente scomparso, non
si vedeva all'intorno n un albero, n una panchina verde, n un sentiero d'asfalto. C'erano invece
dappertutto grandi blocchi di ghiaccio azzurro e sotto i piedi si stendeva solo neve gelata.
Oh, oh grid Giovanna, rabbrividendo di freddo e di sorpresa e correndo a coprire i gemelli
col mantice della carrozzina. Cosa ci  successo?
Mary Poppins guard Michele con uno sguardo imperioso. Non ebbe tempo di rispondere,
tuttavia, perch in quel momento, fuori dall'apertura di uno dei blocchi di ghiaccio, emerse un
Eschimese. La sua bruna faccia rotonda era circondata da un cappuccio di pelliccia bianca e teneva un
lungo mantello di pelliccia bianca sulle spalle.
Benvenuti al Polo Nord, Mary Poppins e amici disse l'Eschimese con un largo sorriso di
benvenuto.
Usc fuori del tutto e strofin il naso contro ciascuno dei loro nasi, a turno, in segno di saluto. In
quel momento apparve dall'apertura del ricovero una signora eschimese, che portava in braccio un
bambino eschimese avvolto in uno scialle di foca.
Oh, Mary, che gran piacere disse, e anche lei strofin i nasi tutt'intorno.
Dovete avere freddo disse poi guardando sorpresa i loro abiti leggeri. Lasciate che vi dia
degli abiti di pelliccia. Abbiamo appena scuoiato una coppia di orsi polari. E cosa ne direste di una
zuppa calda di grasso di balena, miei cari?
Temo che non possiamo trattenerci replic Mary Poppins con premura. Stiamo facendo il
giro del mondo e abbiamo fatto capolino qui per un momento solo: grazie lo stesso. Un'altra volta,
magari. E con un piccolo movimento della mano gir la bussola e disse: Sud.
Sembr allora a Giovanna e Michele che tutto il mondo, insieme alla bussola, girasse in tondo e
che loro fossero nel centro del vortice.
Mentre il mondo girava intorno a loro, provarono man mano un caldo sempre maggiore, e
quando rallent e si ferm, si trovarono in piedi presso una foresta di palmizi. Il sole tramontava
gloriosamente e tutt'intorno a loro si stendeva una sabbia d'oro e d'argento, che bruciava sotto i piedi
come il fuoco.
Sotto i palmizi sedevano un uomo e una donna, entrambi completamente neri e con pochissimi
abiti indosso. Ma in compenso avevano tante grosse perle. Alcune pendevano intorno al capo attaccate
a grandi corone di piume, altre alle orecchie, una o due nel naso. Intorno al collo erano attorcigliate
ricche collane, e trecce, sempre di perle, cingevano loro la vita.
Sulle ginocchia della signora sedeva un piccolo moretto, tutto nudo. Sorrise ai bambini mentre
la madre parlava.
Ti abbiamo aspettata tanto tempo, Mary Poppins diceva sorridendo. Porta i ragazzi nella
mia casetta a mangiare una fetta di cocomero. Ma, perbacco, questi bambini sono proprio bianchi. Devi
usare un po' di lucido da scarpe per loro. Andiamo, adesso. Siate i benvenuti. Esplose in una risata
gioconda e rumorosa, e intanto si alzava e cominciava a fare strada verso una piccola capanna costruita
interamente di palme.
Giovanna e Michele erano in procinto di seguirla, ma Mary Poppins li trattenne.
Non abbiamo tempo di restare, ci dispiace. Solo una piccola sosta, sapete, siamo di passaggio.
Stiamo facendo il giro del mondo spieg ai due che alzavano le mani per la meraviglia.
 un bel viaggio, Mary Poppins disse l'uomo sorridendo e strisciando la punta del suo grosso
bastone sulla guancia, mentre la guardava con i lucidi occhi scuri.
Intorno al mondo! Credo che sia meglio che incominciate, no? disse la moglie. Rise di nuovo
come se tutta la vita non fosse che una gran burla, e, mentre quella rideva, Mary Poppins mosse la
bussola e disse con voce alta e ferma: Est.
Il mondo riprese a girare e allora  sembr agli attoniti bambini cosa di pochi secondi  i
palmizi non c'erano pi, e quando il movimento fu cessato, si trovarono tutti in una strada tra case di
forma strana, piccolissime. Sembravano fatte di carta, ai tetti erano sospese delle campanelle, che
tintinnavano delicatamente nella brezza. Sopra le case mandorli e prugni stendevano i loro rami carichi
di fiori brillanti, e lungo la piccola strada la gente in strani abiti fioriti camminava quietamente. Era una
scena piacevolissima e riposante.
Credo che siamo in Cina sussurr Giovanna a Michele. S, ne sono sicura seguit
guardando la porta di una delle casette di carta che si apriva e un vecchio che vi entrava. Era
curiosamente vestito di un rigido kimono di broccato d'oro, e aveva calzoni di seta stretti alle caviglie
da anelli d'oro. Le sue scarpe erano elegantissime, con le punte rivolte in su. Dalla testa pendeva un
lungo codino grigio che arrivava quasi alle ginocchia, e dalle labbra scendevano fin sul petto dei
lunghissimi baffi.
Il vecchio signore, vedendo il gruppetto formato da Mary Poppins e dai bambini, s'inchin cos
profondamente che con la testa tocc il suolo. Giovanna e Michele furono sorpresi di vedere Mary
Poppins inchinarsi allo stesso modo, tanto che le margherite del suo cappello spazzolarono il terreno.
Dove sono le vostre buone maniere? sibil Mary Poppins, guardandoli dall'inusitata
posizione. E lo disse cos irosamente che pensarono bene di inchinarsi subito anche loro e persino i
gemelli piegarono la fronte contro i bordi della carrozzina.
Il vecchio, drizzandosi cerimoniosamente, cominci a parlare. Onorevole Mary della Casa dei
Poppins disse, degnatevi di versare nella mia immeritevole dimora la luce del vostro volto virtuoso.
E, ve ne supplico, conducete l, nel suo cuore senza grazia, questi altri onorevoli viaggiatori. Fece un
altro inchino e agit la mano nella direzione della sua casa.
Giovanna e Michele non avevano mai sentito un linguaggio cos strano e fiorito e furono assai
meravigliati. Ma lo furono ancor di pi quando Mary Poppins rispose all'invito con modi altrettanto
cerimoniosi.
Grazioso signore cominci  con profondo rammarico che noi, le pi umili fra le vostre
conoscenze, dobbiamo rifiutare il vostro grazioso e pi che regale invito. L'agnello non lascia l'ovile,
n l'uccellino lascia il nido con dispiacere maggiore del nostro, nel doverci allontanare dalla vostra
luminosa presenza. Ma, nobile, e dieci volte splendido signore, noi stiamo facendo il giro del mondo e
la nostra visita alla vostra onorevole citt non pu essere, ahim, che di un istante. Permetteteci perci
di togliere le nostre immeritevoli persone dalla vostra presenza, senza ulteriori cerimonie.
Il Mandarino, poich tale egli era veramente, chin la testa, e gi si preparava a un altro
elaborato inchino, ma Mary Poppins fu lesta a muovere di nuovo la bussola. Ovest disse con
sicurezza.
Il mondo gir ancora, finch Giovanna e Michele furono completamente storditi. E quando tutto
fu di nuovo quieto, si trovarono con Mary Poppins in mezzo a un vasto bosco di pini, diretti verso un
terreno dissodato dove intorno a un gran fuoco si levavano molte tende. Dentro e fuori del cerchio della
luce, si muovevano figure nere coronate di penne che indossavano tuniche e calzoni bordati di pelle di
daino. Una delle pi grosse tra queste figure si stacc dal gruppo e si mosse in fretta verso Mary
Poppins e i bambini.
StelladelMattinoMary! disse Salve! e si chin dinanzi a lei e tocc con la sua la fronte
di lei. Poi si volse ai quattro bambini e ripet la stessa cerimonia. La mia tenda vi aspetta disse con
una voce profonda e amichevole. Stiamo proprio ora arrostendo una renna per la cena.
O CapoSolediMezzogiorno disse Mary Poppins ci fermiamo qui appena appena, quasi
quasi siamo venuti soltanto per darvi un saluto. Abbiamo fatto il giro del mondo e questa  la nostra
ultima tappa.
Ah,  cos? disse il capo guardando molto interessato. Ho pensato anch'io di fare il giro del
mondo. Ma certo potete stare un pochino con noi, se non altro per permettere a questo giovanotto e
accenn a Michele di provare la sua forza contro il mio bisbisbisnipotino,
RapidocomeilVento! Il Capo batt le mani: Hi, ho hee chiam a voce alta, e dalla tenda un
ragazzetto indiano corse verso di loro. S'avvicin rapidamente a Michele e quando gli fu accanto lo
batt leggermente sulla spalla.
Toccato! disse e fugg via come una lepre.
Era troppo per Michele! In un balzo gli fu dietro, con Giovanna alle calcagna di tutti e due.
Iniziarono a rincorrersi fra gli alberi, girando e girando intorno a un gran pino all'inseguimento di
RapidocomeilVento, che rideva sempre e sempre fuggiva. Giovanna si arrest per prima, sconfitta,
ma Michele incominciava ad arrabbiarsi e strinse i denti; acceler la sua corsa dietro a
RapidocomeilVento, gridando per il puntiglio di non essere superato da un ragazzo indiano.
Ti prender! gridava sforzandosi di correre ancora pi veloce.
Che cosa stai facendo? domand Mary Poppins, bruscamente. Michele si volse a guardarla e
si arrest all'improvviso. Poi riprese a correre, ma con sua sorpresa non vide pi n
RapidocomeilVento, n il Capo, n le tende, n il fuoco. Non si scorgeva neppure un albero di pino.
Nulla, tranne la panchina di un giardino e Giovanna e i gemelli e Mary Poppins in piedi in mezzo al
Parco.
Correre intorno alla panchina come se fossi diventato matto! Penso che sei stato cattivo
abbastanza per una giornata. Andiamo! disse Mary Poppins. Michele fece una smorfia, imbronciato.
Intorno al mondo e di ritorno in un minuto! Che scatola meravigliosa! disse Giovanna
estatica.
Non  una scatola.  una bussola. Ed  mia disse Michele. L'ho trovata io. Dammela.
 la mia bussola, grazie disse Mary Poppins e la ripose nella sua borsa.
Sembrava che Michele volesse ucciderla. Ma scroll soltanto le spalle, cammin fieramente
avanti e non disse una parola a nessuno.
Quel ragazzo lo battevo quando volevo assicur a se stesso, mentre varcava il cancello del
numero 17 e saliva le scale. Una sensazione bruciante gli picchiava ancora dentro la testa,
pesantemente.
Dopo l'avventura della bussola, quella sensazione sembr aumentare e verso sera divenne
ancora peggiore. Michele pizzic i gemelli mentre Mary Poppins non vedeva, e quando gridarono disse
in una voce falsamente gentile: Che cosa c', cari, che cos'avete?
Mary Poppins per non si lasci ingannare.
Sta per venirti qualcosa disse in un tono carico di sottintesi. Ma quella sensazione bruciante
dentro di lui lo rendeva indifferente. Scroll solo le spalle e tir i capelli a Giovanna. Dopo and al
tavolo da pranzo e rovesci il suo pane e latte.
E questa disse Mary Poppins  la fine. Simili cattiverie deliberate io non le ho mai viste.
Posso garantire che in vita mia mai le ho vedute. Via! Fila a letto, subito, e non dire una parola. Aveva
l'aria pi terribile che Michele avesse mai visto.
Ma ancora una volta non se ne cur. And nella stanza da letto, a spogliarsi. No, non gliene
importava. Era cattivo e, se non facevano attenzione, sarebbe stato ancora peggio. Non gliene
importava. Odiava tutti. Se non stavano attenti, sarebbe fuggito per unirsi a un circo. Ecco!  saltato un
bottone. Bene, ce ne sarebbero stati meno da abbottonare al mattino. E un altro: tanto meglio. Nulla al
mondo avrebbe potuto farlo sentire in colpa. Sarebbe andato a letto senza lavarsi i denti, certo, e senza
dire le preghiere.
Stava proprio per andare a letto e aveva gi un piede dentro, quando scorse la bussola in cima al
cassettone. Piano piano ritir il piede e in punta di piedi attravers la stanza. Ora sapeva quello che
avrebbe fatto. Avrebbe preso la bussola, l'avrebbe fatta roteare e avrebbe fatto il giro del mondo. Non
lo avrebbero trovato mai pi. E ben gli stava. Senza fare il pi lieve rumore sollev una sedia e la pose
contro il cassettone. Poi ci sal e prese in mano la bussola.
La scosse.
Nord, Sud, Est, Ovest disse in fretta e furia nel caso che qualcuno entrasse prima che lui se ne
fosse andato.
Un rumore dietro la sedia lo fece trasalire, e gir gli occhi intorno con aria colpevole,
aspettandosi di vedere Mary Poppins. C'erano invece quattro giganteschi personaggi che gli
piombarono addosso. L'Eschimese con una lancia, la Signora Nera con la clava del marito, il
Mandarino con una grande spada ricurva e il Capo Indiano con la sua ascia. Gli correvano incontro dai
quattro angoli della stanza tenendo le armi alte sul capo, e invece di mostrarsi affabili e amichevoli
come nel pomeriggio, ora apparivano minacciosi e assetati di vendetta.
Erano quasi addosso a lui, i loro terribili volti lo fissavano, sempre pi vicini. Sent il loro
respiro caldo sul volto e vide vibrare le armi nelle loro mani. Con un grido Michele lasci cadere la
bussola. Mary Poppins, Mary Poppins, aiutami, aiutami! grid e serr gli occhi.
Si sent avviluppare da qualcosa di morbido e caldo. Oh, che cos'era? La pelliccia
dell'Eschimese, il kimono del Mandarino, la tunica di daino del Capo Indiano, le penne della Signora
Nera? Chi di loro lo aveva acchiappato? Ah! se fosse stato buono, accidenti!
Mary Poppins gemette sentendosi trasportare in aria e poggiare su qualcosa di pi morbido
ancora. Oh, cara Mary Poppins!
Va bene, va bene. Non sono sorda, grazie al cielo, non c' bisogno di gridare sent che diceva
con calma. Apr un occhio. Pot vedere che non vi era pi traccia delle quattro gigantesche figure della
bussola. Apr l'altro occhio per assicurarsene. No, neppure l'ombra. Si alz. Guard nella stanza. Non
c'era niente.
Allora scopr che la cosa morbida che lo avviluppava era la sua coperta e la cosa morbida in cui
giaceva era il suo letto.
E  oh!  la cosa bruciante e pesante che era stata in lui tutto il giorno si era dissolta ed era
scomparsa! Si sent felice e pacificato come se avesse voluto fare un regalo di compleanno a tutte le
persone che conosceva.
Che... che cos' successo? domand ansiosamente a Mary Poppins.
Ti avevo detto che era la mia bussola, no? Vedi di essere abbastanza educato da non toccare le
mie cose, per favore. Questo fu tutto quello che lei disse, mentre si chinava a raccogliere la bussola e
se la riponeva in tasca. Poi cominci a piegare gli abiti che Michele aveva gettato sul pavimento.
Debbo farlo io? domand il bambino.
No, grazie.
La osserv mentre andava nella stanza accanto, per poi tornare e mettergli qualcosa di caldo fra
le mani. Era una tazza di latte.
Michele lo bevve a piccoli sorsi, assaporandone ogni goccia, schioccando la lingua molte volte,
e facendolo durare il pi possibile affinch Mary Poppins rimanesse vicino a lui.
Lei gli rest accanto senza dire una parola, guardando il latte che scompariva lentamente.
Michele pot sentire l'odore del suo grembiule bianco frusciante e il delicato profumo di pane
abbrustolito che sempre le aleggiava intorno cos deliziosamente. Ma per quanto si sforzasse, non pot
far durare il latte all'infinito e alla fine, con un sospiro di rimpianto, le porse la tazza vuota e scivol
dentro il letto. Non era mai stato cos piacevole, pens. E pens anche che si sentiva ben caldo e tanto
felice, e che era una grande fortuna essere vivo. Non  una cosa buffa, Mary Poppins? disse mentre
si addormentava. Sono stato tanto cattivo e mi sento tanto buono.
Hum! disse Mary Poppins mentre gli rimboccava le coperte. E usc per andare a lavare le
stoviglie della cena.
La Donna degli Uccelli
Forse non ci sar disse Michele alla sorella. S che ci sar disse Giovanna.  sempre stata
l.
Camminavano per Ludgate Hill e andavano a far visita al signor Banks, alla City. Perch quella
mattina aveva detto alla signora Banks: Mia cara, se non piove, penso che Giovanna e Michele
potrebbero venirmi a prendere all'ufficio oggi, cio, se tu sei d'accordo. Sai, quest'oggi mi piacerebbe
uscire e andare a mangiare la panna coi cialdoni, e non succede spesso ch'io mi prenda uno svago. E
la signora Banks aveva risposto che avrebbe riflettuto sulla cosa.
Ma per tutto il giorno, sebbene Giovanna e Michele la scrutassero ansiosamente, non aveva
avuto l'aria di rifletterci per nulla. Da quel che diceva, sembrava non pensasse che al conto della
lavandaia e al cappotto nuovo di Michele, e dov'era l'indirizzo della zia Flossie, e perch quella
disgraziata signora Jackson l'aveva invitata per il t il secondo gioved del mese, quando sapeva che
quello era proprio il giorno in cui la signora Banks doveva andare dal dentista? All'improvviso, quando
i bambini avevano l'assoluta convinzione che lei non avrebbe mai pensato allo svago del signor Banks,
disse: Adesso, bambini, non state l a guardarmi a occhi aperti in quel modo. Preparatevi. Dovete
andare alla City a prendere il t con vostro padre. Lo avete dimenticato?
Come facevano a dimenticarselo! Perch non era solo il t che contava, c'era anche la Donna
degli Uccelli, che era di per se stessa il migliore degli svaghi.
Ecco perch salivano per Ludgate Hill e si sentivano molto eccitati. Mary Poppins camminava
fra di loro, con il suo cappello nuovo e con un'aria molto distinta. Ogni tanto si guardava nella vetrina
di un negozio per assicurarsi che il cappello fosse ancora l e che le rose che c'erano sopra non si
fossero trasformate in fiori comuni come le margherite dei campi.
Ogni volta che si fermava per assicurarsene, Michele e Giovanna sospiravano, ma non osavano
dire niente per paura che lei perdesse anche pi tempo a guardare nella vetrina e a voltarsi da una parte
o dall'altra a studiare quale atteggiamento le donasse di pi.
Ma alla fine giunsero alla Cattedrale di S. Paolo, presso cui vivono tanti uccelli; e anche la
Donna degli Uccelli vive l.
Eccola! grid Michele all'improvviso, e fece un salto per l'eccitazione.
Non far segno col dito disse Mary Poppins, dando un'ultima occhiata alle rose nella vetrina
di un negozio di tappeti.
Lo sta dicendo. Lo sta dicendo! grid Giovanna, stringendosi tutta nel timore di spezzarsi in
due per la gioia
E lo stava dicendo. La Donna degli Uccelli era l, e lo stava dicendo: Date da mangiare agli
uccelli, cinquanta centesimi il pacchetto! Date da mangiare agli uccelli, cinquanta centesimi il
pacchetto! Date da mangiare agli uccelli, cinquanta centesimi il pacchetto!
Sempre la stessa cosa, con un'acuta voce cantilenante che faceva sembrare le sue parole una
canzone. E mentre diceva questo, offriva ai passanti dei pacchettini di briciole di pane. Tutt'intorno le
volavano gli uccelli, girando e saltando, abbassandosi e levandosi in aria. Mary Poppins li chiamava
sempre "passeri" perch, diceva con sufficienza, tutti gli uccelli erano uguali per lei. Ma Giovanna e
Michele sapevano che non erano passeri, bens colombi e piccioni. C'erano dei colombi grigi, rumorosi
e chiacchieroni come le nonne, e dei piccioni marroni con voci roche come gli zii, e dei piccioni
verdolini, chioccianti, che sembrava dicessero: No, oggi non ho soldi come i padri. E i colombi,
trepidanti, di un celeste tenero, erano come le madri.
Questo almeno era quello che pensavano Giovanna e Michele.
Gli uccelli volarono attorno alla testa della Donna degli Uccelli mentre i bambini si
avvicinavano, e poi, come per uno scherzo, si alzarono all'improvviso per l'aria e si posarono in cima
alla Cattedrale di S. Paolo, chiocciando e volgendo il capino e facendo finta di non conoscerla.
Toccava a Michele comprare un pacchetto. Giovanna l'aveva comprato la volta precedente.
Avanz verso la Donna degli Uccelli e le porse due penny.
Date da mangiare agli uccelli, cinquanta centesimi il pacchetto disse la Donna degli Uccelli, e
gli mise in mano un pacchetto di briciole e nascose il denaro fra le pieghe della sua enorme sottana
nera.
Come mai non avete pacchetti da venticinque centesimi? disse Michele. Cos potrei
comprarne due.
Date da mangiare agli uccelli, cinquanta centesimi il pacchetto disse la Donna degli Uccelli, e
Michele cap che non conveniva fare altre domande.
Lui e Giovanna avevano provato spesso; ma tutto quello che diceva, e tutto quello che sarebbe
mai stata capace di dire era: Date da mangiare agli uccelli, cinquanta centesimi il pacchetto. Cos
come un cuculo pu solo dire: Cuc non importa quali domande voi gli rivolgiate.
Giovanna e Michele e Mary Poppins sparsero per terra le briciole, in cerchio, ed ecco che a uno
a uno in principio e poi a due e a tre gli uccelli scesero gi dalla Cattedrale.
Capperi! disse Mary Poppins con un'arricciata di naso, mentre un uccello tirava su una
briciola e la lasciava di nuovo cadere dal becco. Ma gli altri uccelli si affollarono sul cibo, pigiandosi,
sfamandosi e schiamazzando. Alla fine non rimase neppure una briciola, dato che per un piccione o una
colomba non  educato lasciare qualcosa sul piatto. Quando furono del tutto sicuri che il pasto era
terminato, gli uccelli si alzarono da terra in cerchio e volarono intorno alla testa della Donna degli
Uccelli, ripetendo nel loro linguaggio le parole che lei diceva. Uno di loro si pos sul suo cappello,
come se fosse un ornamento della cupola. E un altro scambi il cappello nuovo di Mary Poppins per un
giardino di rose e strapp col becco un fiore.
Ehi, passero! grid Mary Poppins e agit l'ombrello verso di lui.
Il piccione, molto offeso, vol verso la Donna degli Uccelli e, per dire il fatto suo a Mary
Poppins, pose la rosa sul nastro del cappello della Donna degli Uccelli.
Dovresti stare infilzato in uno spiedo, ecco dove dovresti stare gli disse Mary Poppins con
astio. Poi chiam Giovanna e Michele.
 ora di tornare a casa disse, e lanci un ultimo sguardo furioso al piccione. Quello si limit a
ridere, agit la coda e le volt la schiena.
Arrivederci disse Michele alla Donna degli Uccelli.
Date da mangiare agli uccelli replic lei, sorridendo.
Arrivederci disse Giovanna.
Cinquanta centesimi il pacchetto! disse la Donna degli Uccelli, facendo un cenno con la
mano.
Poi la lasciarono, camminando uno da una parte e uno dall'altra di Mary Poppins.
Cosa succede quando tutti se ne vanno come noi? domand Michele a Giovanna.
Sapeva perfettamente ci che accadeva, ma era una cosa doverosa domandarlo a Giovanna,
perch la storia l'aveva inventata proprio lei.
Cos Giovanna glielo disse, e lui aggiunse i frammenti che lei dimenticava.
La notte quando tutti vanno a letto... cominci Giovanna.
E spuntano le stelle... soggiunse Michele.
S, e anche se non spuntano, tutti gli uccelli scendono gi dalla cima della Cattedrale di S.
Paolo e perlustrano con molta cura in terra per vedere che non siano avanzate briciole e per fare pulizia
prima del mattino. E dopo che hanno fatto questo...
Hai dimenticato i bagni.
Oh, s, fanno il bagno e si pettinano le ali con il becco. E dopo che hanno fatto questo, volano
tre volte intorno alla testa della Donna degli Uccelli, e poi si posano.
Si posano sulle sue spalle?
S, e sul cappello.
E nella cesta dove sono i pacchetti?
S, e qualcuno sulle ginocchia. Poi lei liscia a ognuno le piume sulla testa e gli dice di essere
un buon uccellino...
Nel linguaggio degli uccelli?
S, e quando hanno tutti sonno e non hanno pi voglia di stare svegli, allarga la sua sottana,
come una chioccia allarga le ali, e gli uccelli s'infilano pian piano sotto. E appena l'ultimo  sotto, lei si
siede, cullandoli con lievi cinguettii, e dormono l fino al mattino.
Michele sospir soddisfatto. Gli piaceva quella storia e non era mai stanco di ascoltarla.
Ed  tutto proprio vero, no? domand come faceva sempre.
No disse Mary Poppins, che diceva sempre no.
S disse Giovanna, che sapeva sempre tutto.
La signora Corry
Un chilo di salsicce, le migliori disse Mary Poppins. E subito, per favore, abbiamo fretta.
Il macellaio, che indossava un gran grembiule a righe blu e rosse, era un uomo grasso e
cordiale. Era anche alto e rosso e piuttosto simile a una delle sue salsicce. Si sporse dal bancone e si
mise a guardare ammirato Mary Poppins. Poi fece amabilmente l'occhietto a Giovanna e Michele.
Avete fretta? disse a Mary Poppins. Oh, guarda che peccato, speravo foste entrata per
chiacchierare un po'. A noi macellai, sapete, piace un po' di compagnia. E non abbiamo spesso la
fortuna di parlare a una giovane signora graziosa e piacevole come voi. S'interruppe di botto perch
aveva visto la faccia di Mary Poppins.
La sua espressione era terribile. E il macellaio desider che ci fosse, nel pavimento del suo
negozio, una botola che si aprisse e lo inghiottisse.
Oh, bene disse, diventando pi rosso del solito. Se avete premura, certo, un chilo di salsicce,
dicevate?
E in fretta tir gi da un gancio una lunga fila di salsicce che pendevano a festoni attraverso la
bottega. Ne tagli una settantina di centimetri, le gir a mo' di ghirlanda e le avvolse prima in una carta
bianca e poi in una marrone. Spinse il pacco sul tagliere.
Altro? domand speranzoso, arrossendo ancora.
Non c' altro disse Mary Poppins con un'arricciata di naso. E, prese le salsicce, volt in fretta
la carrozzina e la spinse fuori dal negozio in una maniera tale che il macellaio comprese di averla
offesa mortalmente. Ma uscendo lei dette un'occhiata nella vetrina, e vide riflesso l dentro l'effetto
delle sue scarpe nuove. Erano di lucido vitello marrone, con due bottoni, elegantissime.
Giovanna e Michele le trottavano dietro domandandosi quando sarebbe giunta alla fine della
lista delle sue commissioni, ma, vista l'espressione della sua faccia, non osavano interrogarla.
Mary Poppins guard su e gi per la strada, come assorta a riflettere, e poi, decidendosi
improvvisamente, proclam: Pescivendolo e volt la carrozzina verso il negozio accanto a quello del
macellaio.
Una sogliola di Dover, un chilo di merluzzo, mezzo chilo di gamberetti e un'aragosta disse
Mary Poppins, parlando cos in fretta che solo qualcuno abituato a prendere simili ordini avrebbe
potuto capirla.
Il pescivendolo, assai diverso dal macellaio, era un uomo lungo e magro, cos magro che
sembrava non avesse un davanti, ma solo i due lati. E appariva cos triste da far pensare che aveva
appena finito di piangere, oppure stava per farlo. Giovanna diceva che questo era dovuto a qualche
segreto dolore che lo perseguitava fin dalla giovinezza. E Michele pensava che la madre del
pescivendolo doveva averlo nutrito a pane e acqua quando era bambino e che lui non lo aveva mai
dimenticato.
Altro? disse il pescivendolo senza speranza, in una voce che faceva capire che era sicuro che
non c'era bisogno d'altro.
No, per oggi disse Mary Poppins.
Il pescivendolo scosse la testa tristemente e non sembr affatto sorpreso. Aveva compreso fin
dal principio che non ci sarebbe stato bisogno d'altro.
Sospirando affabilmente, leg il pacco e lo pose nella carrozzina.
Brutto tempo osserv, asciugandosi un occhio con la mano. Non crediate che avremo
l'estate, affatto, non che l'abbiamo mai avuta, certo. Non sembrate troppo florida disse a Mary
Poppins. Ma del resto nessuno lo sembra.
Mary Poppins scosse il capo. Parlate per voi disse bruscamente, e s'avvi verso la porta,
spingendo la carrozzina cos fieramente che urt contro un sacchetto di ostriche.
Che sfacciataggine! disse, mentre lanciava uno sguardo alle scarpe. Non sembrava troppo
florida nelle sue scarpe di vitello marrone con due bottoni! Che sfacciataggine! Ecco quello che le
leggevano nel pensiero Giovanna e Michele.
Fuori, sul marciapiede, sost consultando la sua lista, cancellando quel che aveva comperato;
Michele si appoggi prima su una gamba e poi sull'altra. Mary Poppins, non andiamo mai a casa?
domand stufo.
Mary Poppins si volse e lo fiss con qualcosa di molto simile al disgusto nello sguardo.
Questo disse brevemente pu darsi! E Michele, vedendola piegare la lista, si pent di aver
parlato.
Puoi andare a casa se vuoi soggiunse altezzosamente. Noi andiamo a comperare il Pan
Pepato.
La faccia di Michele cambi. Se avesse tenuto la lingua a posto! Non sapeva che in fondo alla
lista c'era il Pan Pepato.
La strada  quella disse secca Mary Poppins, puntando il dito in direzione del Viale dei
Ciliegi. A meno che non ti perda aggiunse come per una riflessione tardiva.
Oh, no, Mary Poppins, no, per piacere! Io non volevo dir questo, veramente. Io... oh, Mary
Poppins, per favore! grid Michele.
Lascialo venire, Mary Poppins! disse Giovanna. Spinger io la carrozzina, se lo lasci
venire.
Mary Poppins arricci il naso. Se non fosse venerd disse scura a Michele saresti andato a
casa in un batter d'occhio, proprio in un batter d'occhio.
Avanz, spingendo Barbara e Giovannino. Giovanna e Michele compresero che lei aveva
ceduto e la seguirono domandandosi che cosa fosse un batter d'occhio.
All'improvviso Giovanna si avvide che andavano nella direzione sbagliata.
Ma Mary Poppins, credevo che tu avessi detto Pan Pepato... Questa non  la strada del
pasticciere dove lo prendiamo sempre cominci, ma s'interruppe vedendo il viso di Mary Poppins.
Sto facendole io, le commissioni, o voi? domand Mary Poppins.
Tu disse Giovanna con una voce piccina piccina.
Oh, veramente? Mi pareva il contrario disse Mary Poppins con un risolino ironico.
Diede un colpetto alla carrozzina, volt l'angolo e si blocc di colpo.
Giovanna e Michele, fermandosi bruscamente dietro di lei, si trovarono davanti al pi curioso
negozio che avessero mai visto. Era piccolissimo e molto misero. Delle strisce sciupate di carta
colorata erano appese alle vetrine e sulle scansie c'erano delle vecchie scatole di gelato, vecchi
bastoncini di liquerizia e dei caramellati molto secchi e raggrinziti. C'era una porticina tra le vetrine e
Mary Poppins vi spinse la carrozzina, mentre Giovanna e Michele le stavano alle calcagna.
Dentro la bottega si vedeva a malapena il banco, che girava lungo tre pareti. In un cassetto sotto
il vetro c'erano file e file di Pan Pepato scuro e secco, ogni pezzo cosparso di stelle dorate cos fitte che
lo stesso negozio sembrava illuminarsi lievemente al loro bagliore.
Giovanna e Michele girarono intorno lo sguardo per scoprire che specie di persona li avrebbe
serviti e furono molto sorpresi quando Mary Poppins chiam: Fanny! Anna! Dove siete? Ai bambini
sembr che la voce tornasse indietro come un'eco da ciascun angolo buio del negozio.
E mentre chiamava, due persone, le pi enormi che i bambini avessero mai visto, sorsero da
dietro il banco e scambiarono una stretta di mano con Mary Poppins. Poi le due donnone si sporsero dal
banco e dissero: Come va? con voci grosse quanto loro e strinsero la mano a Giovanna e Michele.
Come state, signorina...? Michele s'interruppe, domandandosi chi fosse Fanny e chi Anna.
Mi chiamo Fanny disse una di loro. I miei reumatismi vanno sempre allo stesso modo;
grazie per il tuo interessamento.
Parl come se non fosse abituata a quei cortesi convenevoli.
 una bella giornata cominci Giovanna educatamente, rivolta all'altra sorella, che da quasi
un minuto le teneva la mano imprigionata nella sua stretta poderosa.
Io sono Anna li inform con aria di condiscendenza. Ed  bello cos come fa bene.
Giovanna e Michele pensarono che entrambe le sorelle avevano un modo singolare di
esprimersi, ma non ebbero il tempo di sorprendersene a lungo, perch la signorina Fanny e la signorina
Anna stavano stendendo le loro lunghe braccia verso la carrozzina. Ciascuna strinse solennemente la
mano a uno dei gemelli i quali furono cos stupiti che cominciarono a gridare.
Ehi, ehi, dico! Cosa c', cosa c'! grid una vocetta acuta, sottile, tremolante dal retrobottega.
A quel suono l'espressione sul volto della signorina Fanny e della signorina Anna, che era gi triste,
divenne pi triste ancora. Parvero spaventate e a disagio, e in un certo modo Giovanna e Michele
capirono che le due grosse sorelle desideravano di essere molto pi piccole e meno appariscenti.
Che cos' tutto quello che sento? grid la curiosa vocetta acuta, avvicinandosi. Ed ecco
apparve accanto a un angolo della vetrina la proprietaria. Era piccola quanto la sua voce e altrettanto
tremolante, e ai bambini sembr la donna pi vecchia del mondo, con i suoi capelli di stoppa, le gambe
simili a bastoni e la faccetta secca e grinzosa.
Ma a dispetto di ci, lei corse verso di loro leggermente e lietamente come una giovinetta.
Ehi, ehi, dico! Ma questa  Mary Poppins, con Giovannino e Barbara Banks. Cosa, anche
Giovanna e Michele? Bene, non  una bella sorpresa? Vi assicuro che non sono stata cos sorpresa da
quando Cristoforo Colombo scopr l'America. Ma davvero!
Sorrise allegra mentre veniva a salutarli, e i suoi piedi facevano dei piccoli movimenti di danza
dentro gli stivaletti leggeri. Corse presso la carrozzina e la scosse delicatamente, curvando le sue sottili
dita nodose su Giovannino e Barbara finch essi smisero di gridare e cominciarono a ridere.
Cos va meglio balbett gaiamente. Poi fece una cosa stranissima. Si strapp due dita e ne
porse uno per ciascuno a Giovannino e Barbara. E la cosa pi strana fu che al posto delle dita strappate
via, altre nuove crebbero all'istante. E questo Giovanna e Michele lo videro chiaramente.
Non  che zucchero d'orzo, non pu far loro male disse la vecchia signora a Mary Poppins.
Qualsiasi cosa voi diate, signora Corry, pu far loro solo del bene disse Mary Poppins con
sorprendente cortesia.
Che peccato non pot fare a meno di dire Michele che non fossero mentine.
Be', lo sono, qualche volta disse la signora Corry giocondamente e son molto gustose,
anche. Spesso ne spizzico anch'io, se non riesco a dormire di notte. Ottime per la digestione.
Che cosa saranno la prossima volta? domand Giovanna guardando con interesse le dita della
signora Corry.
Aha! disse la signora Corry. Questo  il problema. Da un giorno all'altro non so mai che
cosa saranno. Speriamo in bene, come disse Guglielmo il Conquistatore a sua madre che lo consigliava
di non andare a conquistare l'Inghilterra. L'ho sentito con le mie orecchie.
Dovete essere molto vecchia! disse Giovanna, sospirando di invidia e domandandosi se lei
sarebbe mai stata capace di ricordare tutto quel che ricordava la signora Corry.
La signora Corry butt indietro la sua piccola testa di stoppa e cominci a ridere.
Vecchia! disse. Come! Io sono un pulcino paragonata a mia nonna. Ecco, lei s che 
vecchia. Per anch'io vado indietro un bel pezzo. Mi rammento il tempo, quando si stava creando il
mondo, e io ero gi sulla trentina. Bont celeste, quella s che  stata un'impresa, posso assicurarvelo!
S'interruppe di colpo, sogguardando furba attraverso gli occhietti semichiusi.
Ma povera me, io vado avanti e nessuno vi serve! Suppongo, mia cara si volse a Mary
Poppins, che sembrava conoscere molto bene, suppongo che siate venuti per il Pan Pepato...
 cos, signora Corry disse Mary Poppins compita.
Bene, Fanny e Anna ve ne hanno dato? Mentre diceva questo, guard Giovanna e Michele.
Giovanna scosse la testa. Due voci sommesse vennero da dietro il banco.
No, mamma disse umilmente la signorina Fanny.
Stavamo per farlo, mamma cominci la signorina Anna con un sussurro spaventato.
A questa risposta, la signora Corry si drizz su tutta la sua persona, e squadr furiosamente le
sue gigantesche figlie. Poi con voce bassa, feroce, terrificante, disse: Stavate per farlo? Oh, davvero!
Questo  molto interessante. E chi, mi permetto di domandarti, Anna, chi ti aveva dato il permesso di
dar via il mio Pan Pepato?
Nessuno, mamma. E io non l'ho dato via. Soltanto, pensavo...
Pensavi!  molto gentile da parte tua! Ma ti sar grata se eviti di pensare. Basto io a pensare a
tutto il necessario, qui! disse la signora Corry con la sua voce sommessa e terribile. Poi scoppi a
ridere.
Guardatela! Guardatela bene! Pezzo di gelatina! Piagnucolona! grid, puntando il dito
nodoso verso la figlia.
Giovanna e Michele si volsero e videro una grossa lacrima scorrere sul faccione triste della
signorina Anna, ma non vollero far commenti perch, malgrado la sua esilit, la signora Corry incuteva
loro un senso di spavento.
Ma appena lei guard da un'altra parte, Giovanna colse l'occasione di offrire alla signorina
Anna il suo fazzoletto. La grossa lacrima della signorina Anna lo inzupp completamente e lei, con uno
sguardo di gratitudine, lo strizz prima di renderlo a Giovanna.
E tu, Fanny, hai pensato anche tu?... domand.
L'acuta vocetta si volgeva ora all'altra figlia.
No, mamma disse Fanny, tremante.
Hum! Meglio per te! Apri quella vetrina.
Con dita affannate, esitanti, Fanny apr la vetrina.
Su, miei cari disse allora la signora Corry, con una voce tutta diversa. Sorrise e fece cenno a
Giovanna e a Michele tanto amabilmente che essi si vergognarono di aver avuto paura di lei e
provarono l'impressione che, dopo tutto, doveva essere molto simpatica.
Volete avvicinarvi e scegliere, agnellini miei?  una ricetta speciale, oggi, l'ho avuta da
Alfredo il Grande. Era un ottimo cuoco, mi ricordo, sebbene una volta abbia lasciato bruciare i dolci.
Quanti?
Giovanna e Michele guardarono Mary Poppins.
Quattro per ciascuno disse lei. Cio dodici. Una dozzina.
Far la dozzina di un panettiere. Prendetene tredici disse la signora Corry allegramente.
Cos Giovanna e Michele scelsero tredici pezzi di Pan Pepato, ciascuno con la sua stella dorata.
Le loro braccia erano cariche dei deliziosi dolci bruni. Michele non pot resistere alla tentazione
di rosicchiarne un angolo.
Buono? domand la signora Corry con la sua vocetta stridula, e dopo che Michele ebbe fatto
segno di s, sollev la gonna e fece qualche passo di mazurka, per puro piacere.
Urr, urr, ottimo, urr! grid con la sua vocetta stridula. Fece una pausa e il suo volto
ridivenne serio.
Ma ricordatevi, non li sto regalando. Devo essere pagata. Il prezzo  una moneta da tre penny a
testa.
Mary Poppins apr la borsa e tir fuori tre monete. Ne diede una per ciascuno a Giovanna e
Michele.
Ora disse la signora Corry attaccatele al mio vestito.  l che van messe tutte.
I bambini osservarono attentamente il suo lungo vestito nero. E infatti scoprirono che era
cosparso di monete, come un cielo sereno  cosparso di stelle.
Venite! Appiccicatele ripet la signora Corry, strofinandosi allegramente le mani nell'attesa.
Vedrete che non cadranno.
Mary Poppins avanz e spinse la sua moneta da tre penny sul colletto dell'abito della signora
Corry. Con sorpresa di Giovanna e Michele la moneta rimase incollata. Poi misero le loro. Quella di
Giovanna sulla spalla destra e quella di Michele sull'orlo davanti. Anche queste rimasero appiccicate.
Che cosa straordinaria disse Giovanna.
Niente affatto, mia cara cinguett la signora Corry. O piuttosto, non tanto straordinaria
quanto altre cose che potrei raccontare. E strizz l'occhio a Mary Poppins.
Temo che dobbiamo andarcene ora, signora Corry disse Mary Poppins. Ci sar la crema
cotta per pranzo e devo essere a casa in tempo per farla.
Quella signora Brill  una cattiva cuoca? l'interruppe la signora Corry.
Cattiva? disse Mary Poppins con disprezzo. La parola non basta a rendere l'idea.
Ah! La signora Corry si strofin il naso col dito e prese un'aria molto seria. Poi disse: Bene,
mia cara Mary Poppins,  stata una visita piacevolissima e io sono sicura che le mie ragazze se ne sono
rallegrate quanto me. Con la testa fece un segno in direzione delle sue malinconiche figlie. E
tornerete presto, vero, con Giovanna e Michele e i bambini? Ma siete sicuri di riuscire a portare il Pan
Pepato? continu, volgendosi a Michele e Giovanna.
I bambini assentirono col capo. La signora Corry si avvicin a loro con uno sguardo curioso,
importante, inquisitore. Vorrei sapere disse pensosa che cosa farete delle stelle di carta.
Oh, le conserveremo disse Giovanna. Lo facciamo sempre.
Ah, le conservate! E dove le conservate? Gli occhi della signora Corry erano mezzi chiusi e
appariva pi inquisitoria che mai.
Ecco cominci Giovanna le mie stanno tutte sotto i fazzoletti nel primo cassetto a sinistra
e...
Le mie stanno nella scatola delle scarpe, nella scansia in fondo all'armadio... spieg
Michele.
Primo cassetto a sinistra e scatola delle scarpe nell'armadio ripet la signora Corry
pensosamente, come se stesse affidando le parole alla memoria. Poi dette un lungo sguardo a Mary
Poppins e scosse appena la testa. Mary Poppins annu leggermente. Sembr che in segreto si fossero
intese.
Bene disse la signora Corry lietamente questo  molto interessante. Voi non sapete quanto
io sia contenta di sapere che conservate le stelle. Me ne rammenter. Vedete, io rammento tutto, anche
quello che Enrico VIII mangiava una domenica s e una no. E ora addio. Tornate presto. Tornate
presto!
La voce della signora Corry sembr divenire pi esile e svanire lontano, ed ecco che, senza ben
rendersi conto di quel che era accaduto, Giovanna e Michele si trovarono sul marciapiede, dietro Mary
Poppins che stava osservando ancora la sua lista.
Si volsero e guardarono dietro di loro.
Come, Giovanna! esclam Michele sorpreso. Non c' pi.
 vero disse Giovanna, spalancando gli occhi.
E avevano ragione. Il negozio non c'era pi. Era scomparso.
Che strano disse Giovanna.
Vero? disse Michele. Ma il Pan Pepato  molto buono.
Ed erano cos occupati a rosicchiare il loro Pan Pepato dalle differenti forme  un uomo, un
fiore, una teiera  che dimenticarono completamente quanto era strana la cosa.
Tuttavia se ne ricordarono ancora la notte, quando le luci erano spente e tutt'e due avrebbero
dovuto essere addormentati da un pezzo.
Giovanna, Giovanna sussurr Michele sento qualcuno che cammina in punta di piedi per le
scale. Ascolta!
Ssst! sibil Giovanna dal suo letto: anche lei aveva inteso i passi.
La porta si apr con un piccolo scricchiolio e qualcuno entr in camera. Era Mary Poppins,
vestita in cappello e cappotto, pronta per uscire.
Si mosse leggermente per la stanza con movimenti rapidi e misteriosi. Giovanna e Michele la
guardarono attraverso le palpebre socchiuse, senza muoversi.
Prima and al cassettone, apr un cassetto e lo richiuse dopo un attimo. Poi in punta di piedi
and all'armadio, lo apr, si chin e mise o tir fuori qualcosa, non potevano dirlo con esattezza. Tac!
Lo sportello dell'armadio si chiuse rapidamente e Mary Poppins usc in fretta dalla stanza.
Michele si drizz sul letto.
Che cosa stava facendo? domand a Giovanna sottovoce.
Non so. Forse aveva dimenticato i guanti o le scarpe Giovanna si interruppe di colpo.
Ascolta, Michele.
Lui ascolt. Da sotto, probabilmente dal giardino, potevano udire tante voci sussurrare insieme,
molto animatamente e nervosamente.
Con un rapido movimento, Giovanna salt fuori dal letto e fece segno a Michele. Pian piano, a
piedi nudi, andarono alla finestra e guardarono gi.
Fuori, nel Viale, c'era una figura esile accanto a due gigantesche.
La signora Corry e la signorina Fanny e la signorina Anna mormor Giovanna. Era proprio
cos. Era un gruppo curioso. La signora Corry stava guardando attraverso le sbarre del cancello del
numero 17. La signorina Fanny teneva due lunghe scale in equilibrio su una spalla, mentre la signorina
Anna sembrava che portasse in una mano un gran secchio di qualcosa come colla e nell'altra un
enorme pennello.
Da dove stavano, nascosti dalla tendina, Giovanna e Michele potevano udire distintamente le
loro voci.
 in ritardo! stava dicendo la signora Corry seccata e ansiosa.
Forse cominci timidamente Fanny, assestandosi pi solidamente le scale sulla spalla, uno
dei bambini  malato e lei non ha potuto...
Venir via in tempo disse Anna nervosamente, completando il pensiero di sua sorella.
Silenzio! ammon furiosa la signora Corry, e Giovanna e Michele la udirono distintamente
sibilare qualcosa come grosse giraffe maldestre e compresero che si riferiva alle sue sfortunate figlie.
Ssst! disse la signora Corry all'improvviso, ponendosi in ascolto col capo piegato, come un
uccellino.
Si ud il cigolio della porta d'ingresso aperta adagio e poi richiusa, e rumore di passi sul
sentiero. La signora Corry sorrise e agit la mano in segno di saluto, mentre Mary Poppins veniva loro
incontro, portando sul braccio una cesta della spesa, e nella cesta c'era qualcosa che sembrava
sprigionare una luce debole e misteriosa.
Andiamo, andiamo, dobbiamo far presto! Non abbiamo molto tempo disse la signora Corry,
prendendo Mary Poppins per il braccio. Datevi da fare, voi due. E si mosse seguita dalla signorina
Fanny e dalla signorina Anna, che cercavano di avere l'aria pi attiva possibile, senza per riuscirci
molto bene. Camminavano pesantemente dietro la madre e Mary Poppins, curvandosi sotto i pesi che
portavano.
Giovanna e Michele le videro andare tutte e quattro gi per il Viale dei Ciliegi, e poi piegarono
un poco a sinistra e salirono su per la collina.
Quando furono in cima, dove non c'erano case, ma solo erba e trifoglio, si fermarono.
Anna pos il suo secchio di colla, e Fanny si tolse le scale dalla spalla e le appoggi una
all'altra in modo da farle stare in piedi. Poi ne tenne una, e Anna l'altra.
Che cosa staranno mai per fare? chiese Michele, con la bocca aperta.
Ma non ci fu bisogno che Giovanna gli rispondesse, perch pot vedere lui stesso quel che stava
succedendo.
Appena la signorina Fanny e la signorina Anna ebbero sistemato le scale in modo che
sembravano star ritte con un capo sulla Terra e l'altro appoggiato al cielo, la signora Corry si tir su la
sottana e prese il pennello in una mano e il secchio di colla nell'altra. Poi pose il piede sul primo piolo
di una delle scale e cominci a salire. Mary Poppins con la sua cesta in mano sal sull'altra.
Poi, Giovanna e Michele videro qualcosa di sorprendente. Appena fu arrivata in cima alla scala,
la signora Corry intinse il pennello nella colla e cominci a stendere la sostanza vischiosa sul cielo. E
Mary Poppins, dopo che fu fatto questo, tir fuori qualcosa di lucido dalla sua cesta e lo appiccic alla
colla. Dopo che ebbe levato la mano, videro che stava incollando sul cielo le stelle del Pan Pepato.
Ogni stella, appena sistemata, si metteva a brillare furiosamente, spargendo raggi di scintillante luce
dorata.
Quelle sono nostre disse Michele senza respiro. Sono le nostre stelle. Credeva che noi
dormissimo ed  entrata e le ha prese!
Ma Giovanna taceva. Stava guardando la signora Corry che stendeva la colla in cielo e Mary
Poppins che ci incollava sopra le stelle; e la signorina Fanny e la signorina Anna spostavano le scale in
una nuova posizione appena gli spazi nel cielo erano stati riempiti. Finalmente tutto fu terminato. Mary
Poppins scosse la cesta e mostr alla signora Corry che non c'era rimasto dentro niente. Poi scesero
dalle scale e la processione si avvi di nuovo gi per la collina, la signorina Fanny con le scale sulla
spalla, la signorina Anna col secchio vuoto della colla. All'angolo si fermarono un momento a
chiacchierare. Poi Mary Poppins scambi con loro una stretta di mano e in fretta si avvi di nuovo per
il Viale.
La signora Corry, danzando con leggerezza nei suoi stivaletti leggeri e reggendo delicatamente
la gonna, scomparve nell'altra direzione con le sue grosse figlie che le camminavano dietro a passi
pesanti.
Il cancello del giardino cigol. Dei passi scricchiolarono sul sentiero. La porta d'ingresso si apr
e si richiuse con un piccolo stridio. Ecco che udirono Mary Poppins salire pian piano le scale,
attraversare la loro stanza ed entrare nella camera dove dormiva con Giovannino e Barbara.
Appena il suono dei suoi passi and morendo lontano, Giovanna e Michele si guardarono l'un
l'altro. Poi senza una parola si diressero insieme al primo cassetto di sinistra e guardarono. Non c'era
dentro nulla tranne la pila dei fazzoletti di Giovanna.
Te l'avevo detto disse Michele.
Poi si diressero all'armadio e guardarono nella scatola delle scarpe. Era vuota.
Ma come? Ma perch? disse Michele, sedendosi sulla sponda del letto e fissando la sorella.
Giovanna non disse nulla. Si sedette vicino a lui con le braccia attorno alle ginocchia e pens e
pens e pens. Alla fine scosse indietro i capelli, si stir e si alz.
Quello che vorrei sapere disse  questo: sono le stelle a essere fatte di carta dorata oppure la
carta dorata  fatta di stelle?
Non ci fu risposta alla sua domanda e lei non se ne aspettava alcuna. Sapeva che soltanto
qualcuno molto pi saggio di Michele poteva darle la risposta giusta.
La storia di Barbara e Giovannino
Giovanna e Michele erano andati a una festa, indossando gli abiti migliori; sembravano, come
disse Ellen la cameriera quando li vide, ... proprio come la vetrina di un negozio.
Tutto il pomeriggio la casa fu tranquilla e silenziosa, come se stesse pensando per conto proprio
o forse sognando.
Gi in cucina la signora Brill leggeva il giornale con gli occhiali appollaiati sul naso. Robertson
Ay sedeva in giardino, occupato a far niente. La signora Banks stava in salotto sul sof, con i piedi
sopra. E la casa era molto quieta tutt'intorno a loro, sognando i suoi propri sogni o forse pensando.
Su nelle stanze dei bambini Mary Poppins faceva asciugare gli abiti vicino al fuoco e la luce del
sole entrava dalla finestra, scherzando sui muri bianchi, danzando sulle culle in cui dormivano i
gemelli.
Ehi, muoviti! Mi stai proprio negli occhi disse Giovannino a voce alta.
Mi dispiace rispose la luce del sole. Ma non posso farci niente. Devo assolutamente
attraversare questa stanza. Gli ordini sono ordini. Debbo muovermi da Est a Ovest in un giorno e la mia
strada passa per questa stanza. Mi dispiace! Chiudi gli occhi e non ti accorgerai di me.
La freccia di sole dorata si allung attraverso la camera. Evidentemente si muoveva quanto pi
presto poteva per far piacere a Giovannino.
Quanto sei morbido! Quanto sei dolce! Ti voglio bene disse Barbara, stendendo le braccine al
suo calore scintillante.
Brava bambina disse la luce del sole con approvazione e si mosse sulle sue guance e fra i suoi
capelli, simile a una leggera carezza. Ti piace il mio tocco? domand come se volesse essere lodata.
Delizioooso disse Barbara con un sospiro di felicit.
Chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere! Non ho mai veduto un posto dove si chiacchiera tanto.
C' sempre qualcuno che parla in questa stanza disse una voce acuta dalla finestra.
Giovannino e Barbara alzarono gli occhi.
Era lo Stornello che viveva in cima al comignolo.
Senti chi parla disse Mary Poppins, volgendosi in fretta. E tu allora? Tutto il giorno, e anche
met notte, sui tetti e sui pali del telegrafo, cinguettando, gridando e schiamazzando. Peggio di un
passero, questa  la verit.
Lo Stornello pieg la testa da una parte e la guard dal davanzale della finestra.
Bene disse ho i miei affari a cui badare. Consulti, discussioni, querele, contratti... E questo
naturalmente rende necessario un certo quantitativo di... tranquilla conversazione.
Tranquilla! esclam Giovannino ridendo di cuore.
Non stavo parlando con te, giovanotto disse lo Stornello, saltando gi dal davanzale della
finestra. E non hai bisogno di parlare, in tutti i casi. Ti ho sentito per molte ore di seguito, sabato
scorso. Santo cielo, credevo che non la smettessi pi, mi hai tenuto sveglio tutta la notte.
Quello non era parlare disse Giovannino. Stavo... Fece una pausa. Avevo un dolore,
voglio dire.
Hum! disse lo Stornello e salt sulla sponda della culla di Barbara. Cammin sull'orlo finch
giunse a capo della culla. Poi disse con una vocetta smorfiosa: Bene, Barbara, non hai qualcosa per il
tuo vecchio amico oggi, eh? Barbara si tir su aggrappandosi a una sbarra del lettino. C' l'altra
met del mio biscotto d'orzo disse, e glielo porse col suo pugnetto grasso e tondo.
Lo Stornello ci si butt sopra, glielo strapp di mano e vol sul davanzale della finestra.
Cominci a beccarlo golosamente.
Grazie di nuovo disse Mary Poppins con intenzione, ma lo Stornello era troppo occupato a
mangiare per capire il rimprovero.
Ho detto grazie! disse Mary Poppins un po' pi forte.
Lo Stornello alz gli occhi.
Eh... cosa? Oh, andiamo, ragazza, andiamo. Non ho tempo per cerimonie del genere. E
inghiott il resto del suo biscotto.
La stanza era molto quieta. Giovannino, assopendosi nella luce del sole, mise in bocca le dita
del piedino destro e le strofin l dove i denti cominciavano a spuntare.
Perch ti disturbi a fare cos? disse Barbara con una voce sommessa e divertita, che sembrava
sempre piena di risa. Non c' nessuno che ti vede.
Lo so disse Giovannino, facendo come una suonatina coi piedi. Voglio tenermi in esercizio,
diverte tanto i grandi. Ti sei accorta che ieri la zia Flossie quasi diventava matta quando lo facevo?
"Che caro, che bravo, che meraviglia, che creatura!" Non l'hai sentita? E Giovannino allontan da s
il piedino e scoppi a ridere al pensiero della zia Flossie.
Le  piaciuto anche il mio scherzo disse Barbara dolcemente. Mi sono tirata via tutti e due i
calzini, e lei ha detto che ero cos buona che avrebbe voluto mangiarmi. Non  buffo? Se io dico che
vorrei mangiare qualcosa, voglio dire veramente quello. Biscotti e ciambelle e i pomi del lettino e altro
ancora. Ma a quanto pare i grandi non vogliono mai dire quello che dicono. Lei non poteva realmente
desiderare di mangiarmi, non  vero?
No.  solo la maniera sciocca che hanno di parlare disse Giovannino. Credo che non capir
mai i grandi. Sembrano tutti cos stupidi. E anche Giovanna e Michele sono stupidi qualche volta.
Gi assent Barbara, pensosamente, togliendosi i calzini e tornando a metterseli.
Per esempio prosegu Giovannino non capiscono una sola delle cose che diciamo noi. Ma
peggio ancora, non capiscono ci che dicono le altre cose. Ecco, soltanto luned scorso Giovanna
diceva che avrebbe desiderato conoscere la lingua del Vento.
Lo so disse Barbara.  sorprendente. E Michele continua a dire, hai sentito, che lo Stornello
dice pio pio pio. Non capisce che lo Stornello non dice affatto pio pio pio, ma parla proprio la nostra
stessa lingua. Naturalmente uno non pretende che la mamma e il pap sappiano questo, loro non sanno
nulla, anche se sono molto cari, ma avrei creduto che Giovanna e Michele capissero.
Una volta capivano disse Mary Poppins piegando una camicia da notte di Giovanna.
Cosa? domandarono insieme Giovannino e Barbara con voce molto sorpresa.
Veramente vuoi dire che capivano lo Stornello e il Vento e...
E quello che dicono gli alberi e la lingua del sole e delle stelle. Certo che lo capivano. Una
volta! disse Mary Poppins.
Ma... ma com' che hanno dimenticato tutto? disse Giovannino corrugando la fronte e
cercando di comprendere.
Ah disse lo Stornello, con aria informata, alzando gli occhi dalle briciole del biscotto. Vi
piacerebbe saperlo?
Perch sono diventati grandi spieg Mary Poppins. Barbara, mettiti subito i calzini per
piacere.
Questa  una stupida ragione disse Giovannino guardandola severamente.
 quella vera, per Mary Poppins soggiunse legando strettamente i calzini di Barbara intorno
alle caviglie.
Ecco, sono Giovanna e Michele che sono stupidi continu Giovannino. Io so che non lo
dimenticher quando io sar grande.
Neanch'io fece eco Barbara succhiandosi il ditino con soddisfazione.
S, lo dimenticherete disse Mary Poppins con aria sicura.
I gemelli si alzarono su e la guardarono.
Gi! disse lo Stornello con disprezzo. Guardateli! Credono di essere le meraviglie del
mondo. Piccoli prodigi. A me non pare proprio! Certo che lo dimenticherete, come Giovanna e
Michele.
No che non lo dimenticheremo dissero di nuovo i gemelli, guardando lo Stornello come se
volessero ucciderlo.
Lo stornello li burl.
Io dico che lo dimenticherete insistette. Non  colpa vostra, certo aggiunse pi gentilmente.
Dimenticherete perch non potete farne a meno. Non c' mai stato un essere umano che l'abbia
ricordato dopo l'et di un anno, al massimo, eccetto naturalmente lei... E gir la testa indicando Mary
Poppins.
Ma perch lei pu ricordare e noi no? disse Giovannino.
Aaah! Lei  differente. Lei  la Grande Eccezione. Non possiamo basarci su di lei disse lo
Stornello, sorridendo con ironia.
Giovannino e Barbara tacevano. Lo Stornello prosegu la spiegazione: S, lei  qualcosa di
speciale, sapete. Non per la sua bellezza. Uno dei miei pulcini appena nati  pi bello di quel che non
sia mai stata Mary.
Oh, impertinente! disse Mary Poppins furibonda, lanciandosi verso di lui e buttandogli contro
il grembiule. Ma lo Stornello salt da una parte e vol sul davanzale della finestra fischiando
maliziosamente, ben fuori dalla sua mira.
Credevi di prendermi questa volta, vero? la canzon e scosse verso di lei le piume delle ali.
Mary Poppins brontol.
La luce del sole si mosse attraverso la stanza, tirandosi dietro la sua scia dorata. Fuori si era
alzato un vento leggero e frusciava dolcemente tra gli alberi di ciliegio del Viale.
Ascolta, ascolta, il Vento sta parlando disse Giovannino chinando la testa da un lato. Dici
davvero che non saremo pi capaci di udirlo quando saremo grandi, Mary Poppins?
Lo udirete benissimo disse Mary Poppins ma non lo comprenderete. A queste parole
Barbara cominci a piangere sommessamente. E c'erano lacrime anche negli occhi di Giovannino.
Be', non ci si pu far nulla. Le cose vanno cos disse Mary Poppins in tono ragionevole.
Ma guardateli, guardateli! li canzon lo Stornello. Piangono da morire! Uno stornello
nell'uovo ha pi cervello. Ma guardateli!
Infatti Giovannino e Barbara piangevano a dirotto nei loro lettini, lunghi, profondi singhiozzi di
grande infelicit.
La porta si apr all'improvviso ed entr la signora Banks.
Credevo di aver sentito i bambini disse. Poi corse dai gemelli. Cosa c', bambini miei? Oh,
miei tesori, mie stelle, uccellini miei, che c'? Sono stati cos quieti tutto il pomeriggio, non un fiato.
Ora cosa pu essere?
S, signora. No, signora. Ritengo che stiano mettendo i denti, signora disse Mary Poppins,
non guardando, deliberatamente, in direzione dello Stornello.
Oh, certo. Dev'essere questo disse la signora Banks giocondamente.
Non voglio i denti, se mi fanno dimenticare tutte le cose che mi piacciono di pi gemette
Giovannino agitandosi nel suo lettino.
Neppure io pianse Barbara, nascondendo il volto nel cuscino.
Poveri piccoli miei, agnellini miei, andr tutto bene quando spunteranno quei brutti dentacci
disse carezzevole la signora Banks, andando da un lettino all'altro.
Non capisci! grid furiosamente Giovannino. Io non voglio i denti.
Non andr tutto bene, andr tutto male gemette Barbara nel suo cuscino.
Ss. Quiqui. La mamma sa. La mamma capisce. Andr tutto bene, quando i denti
spunteranno mormor teneramente la signora Banks.
Un leggero rumore venne dalla finestra. Era lo Stornello che inghiottiva in fretta una risata.
Mary Poppins gli lanci uno sguardo che lo zitt, dopo il quale continu a osservare la scena senza
l'ombra di un sorriso.
La signora Banks dava colpetti delicati ai bimbi, prima all'uno poi all'altro, mormorando parole
che volevano essere rassicuranti.
A un tratto Giovannino smise di piangere. Aveva modi molto educati e amava la sua mamma e
ricordava quello che le era dovuto. Non era colpa sua, povera donna, se diceva sempre la cosa
sbagliata. Era solo, riflett, perch non capiva. Cos, per mostrarle che la perdonava, si mise supino e
con aria desolata tirando su per il naso le lacrime, si prese il piede destro con le mani e ne fece
strisciare le dita sulla bocca aperta.
Che bravo, che bravo disse la madre, ammirata. Lo fece ancora, e lei ne fu molto
compiaciuta.
Poi Barbara, per non essere da meno in cortesia, venne fuori dal suo cuscino e, con le lacrime
ancora umide sulla faccia, si drizz e si sfil i calzini.
Che bambina straordinaria disse la signora Banks con orgoglio e la baci. Ecco, vedete,
Mary Poppins! Sono di nuovo buoni. Io riesco sempre a confortarli. Buonissimi, buonissimi disse la
signora Banks, come se cantasse una ninnananna. E i denti spunteranno subito.
S, signora disse Mary Poppins dolcemente, sorridendo ai gemelli.
La signora Banks usc e chiuse la porta.
Appena fu scomparsa lo Stornello scoppi in una fragorosa risata.
Scusate la risata grid. Ma veramente, non posso farne a meno. Che scena! Che scena!
Giovannino non gli fece caso. Spinse la faccia tra le sbarre del lettino e chiam piano e rabbioso
Barbara: Io non sar come gli altri. Ti dico che non lo sar! Scosse la testa verso lo Stornello e verso
Mary Poppins. Possono dire quello che vogliono. Io non dimenticher mai, mai!
Mary Poppins sorrise, un segreto sorriso, tutto rivolto a se stessa, che voleva dire: Ne so pi di
voi.
Neanch'io gli rispose Barbara. Mai mai.
Benedette penne della mia coda, sentite! grid lo Stornello, mentre appoggiava le ali sui
fianchi e gorgogliava per l'allegria. Come se potessero fare a meno di dimenticare! Fra un mese o due,
tre al massimo, non sapranno neanche pi come mi chiamo io, ridicoli cuculi! Ridicoli cuculi spennati!
Ah ah ah! E con un altro fragoroso scoppio di risa agit le ali screziate e vol fuori dalla finestra.
Non pass molto tempo che i denti, con grande fastidio, spuntarono, come debbono fare tutti i
denti, e i gemelli festeggiarono il loro primo compleanno.
Il giorno dopo la festa, lo Stornello, che era stato in vacanza al mare, torn al numero 17 di
Viale dei Ciliegi. Ohil, ohil, ohil, eccomi di nuovo qui grid pieno di gioia, atterrando con un
piccolo dondolio sul davanzale della finestra. Bene, come la va, ragazza? domand sfacciatamente a
Mary Poppins, piegando la testina da una parte e guardandola con occhi allegri e maliziosi.
Non va certo meglio perch me lo chiedi tu disse Mary Poppins, scuotendo la testa.
Lo Stornello rise. La stessa vecchia Mary Poppins disse. Non sei cambiata affatto. Come
stanno gli altri, i cuculi? domand e guard attraverso il lettino di Barbara.
Bene, Barbarina cominci con la sua sommessa voce smorfiosa non hai qualcosa per il tuo
vecchio amico, oggi?
Bababababa disse Barbara ninnandosi dolcemente, mentre continuava a mangiare il suo
biscotto d'orzo.
Lo Stornello, con un sussulto di sorpresa, saltell pi vicino. Dicevo ripet pi distintamente
non hai qualcosa per il tuo vecchio amico, oggi, Barbara cara?
Bababababa mormor Barbara guardando il soffitto, mentre inghiottiva l'ultima briciola.
Lo Stornello la guard fissamente.
Ah! disse all'improvviso e si volse guardando interrogativamente Mary Poppins.
Gli occhi quieti di lei incontrarono i suoi in un lungo sguardo.
Poi, rapido come una freccia, lo Stornello vol sul letto di Giovannino e si pos sulle sbarre.
Giovannino teneva stretto fra le braccia un grosso agnello di lana.
Come mi chiamo? Come mi chiamo? Come mi chiamo? grid lo Stornello con una voce
acuta e ansiosa.
Papapa disse Giovannino, aprendo la bocca e mettendoci dentro una zampa dell'agnello di
lana.
Lo Stornello scosse la testa e vol via.
Cos  accaduto disse quietamente a Mary Poppins. Lei assent. Per un momento lo Stornello
scrut i gemelli con amarezza. Poi alz le ali screziate. Be', lo sapevo che sarebbe accaduto. Lo
dicevo sempre. Non volevano crederci. Rimase in silenzio per breve tempo, guardando fisso nei
lettini. Poi si scosse con decisione. Bene, bene. Devo andare via. Tornare al mio comignolo. Avr
bisogno delle pulizie di primavera. Avr molto da fare.
Vol sul davanzale della finestra e si ferm, guardando indietro.
Mi sembrer strano, per, senza di loro. Mi piaceva tanto parlare con loro. Mi piaceva
davvero. Sentir la loro mancanza. In fretta si pass l'ala sugli occhi.
Piangi? lo prese in giro Mary Poppins. Lo Stornello si drizz. Piango? No di certo. Ehm, 
un leggero raffreddore, l'ho preso nel mio viaggio di ritorno;  tutto qui. S, un leggero raffreddore.
Nulla di grave.
Si lanci verso la finestra, si lisci le piume del petto con il becco, e poi: Ciao disse con
disinvoltura. Apr le ali e scomparve.
Luna piena
Tutto il giorno Mary Poppins era stata di fretta, e quando era di fretta era sempre di cattivo
umore.
Qualunque cosa Giovanna facesse andava male, qualunque cosa facesse Michele era ancora
peggio. Si inquietava persino coi gemelli. Giovanna e Michele si tenevano il pi possibile lontani da
lei, perch sapevano che certe volte era meglio non essere visti o sentiti da Mary Poppins.
Vorrei che fossimo invisibili sospir Michele, dopo che Mary Poppins gli ebbe detto che la
sola vista di lui era pi di quel che una persona rispettabile potesse sopportare.
Possiamo diventare invisibili sugger Giovanna se andiamo dietro il sof. L ci mettiamo a
contare i soldi dei nostri salvadanai, e pu essere che lei sia d'altro umore, dopo mangiato. E cos
fecero.
Sei penny e quattro penny, cio dieci penny. E uno scellino e due scellini disse Giovanna
contando in fretta.
Quattro penny e due penny e... basta sospir Michele, facendo un mucchietto dei suoi.
Tutto questo va bene per le offerte ai poveri disse Mary Poppins, guardando da sopra il
bracciolo del sof e arricciando il naso.
Oh, no disse Michele con aria di rimprovero. Sono per me. Sto risparmiando.
Hum, per uno di quei tuoi aeroplani, suppongo! disse Mary Poppins con disprezzo.
No, per un elefante, uno proprio tutto per me, come Lizzie al Giardino Zoologico. Potrei
portarti a spasso, poi aggiunse Michele, mezzo guardandola e mezzo non guardandola, per vedere
come l'avrebbe presa.
Hum disse Mary Poppins che idea! Ma videro che non era pi cos di cattivo umore come
prima.
Io mi domando disse Michele pensosamente che cosa succede al Giardino Zoologico la
notte quando tutti sono andati a casa.
Quante curiosit ribatt Mary Poppins.
Non era curiosit. Domandavo soltanto la corresse Michele. Tu lo sai? domand a Mary
Poppins, che stava togliendo a tutta velocit le briciole dalla tavola.
Un'altra domanda e pim, pum, a letto! rispose, e cominci a riordinare la stanza cos in fretta
da sembrare pi un turbine in cuffia e grembiule che un essere umano.
 inutile interrogarla. Lei sa tutto ma non dice mai nulla comment Giovanna.
A cosa serve sapere, se non lo dice a nessuno brontol Michele, ma lo disse a mezza bocca in
modo che Mary Poppins non potesse udire.
Giovanna e Michele non ricordavano di essere mai stati messi a letto cos in fretta come quella
sera. Mary Poppins spense la luce molto presto e usc velocemente come se tutti i venti della terra le
soffiassero dietro. Sembr loro tuttavia che non fosse passato neanche un minuto, quando udirono una
voce bassa mormorare alla porta.
Presto, Giovanna e Michele! disse la voce. Mettetevi qualcosa e sbrigatevi! Saltarono gi
dal letto trasalendo di sorpresa.
Andiamo disse Giovanna succede qualcosa. E cominci a frugare nell'oscurit per trovare
i suoi abiti.
Presto! disse ancora la voce.
Oh, povero me, tutto quel che riesco a trovare  il mio berretto alla marinara e un paio di
guanti disse Michele, correndo per la stanza, tirando i cassetti e annaspando fra la roba.
Quelli bastano. Indossali. Non fa freddo. Andiamo.
Anche Giovanna era riuscita a trovare soltanto un cappottino di Giovannino: ci infil a
malapena le braccia e apr la porta. Non c'era nessuno, ma sembr loro di udire qualcosa che si
precipitava gi per le scale. Giovanna e Michele le andarono dietro. Qualunque cosa fosse, o chiunque
fosse, si teneva continuamente davanti a loro. Non la vedevano mai, ma avevano la sensazione distinta
di essere guidati da qualcosa che faceva loro costantemente segno di seguire. Ecco che giunsero nel
Viale, le loro pantofole strisciavano sul marciapiede mentre avanzavano.
Presto li incit ancora la voce da un angolo vicino, ma, quando l'ebbero oltrepassato, non
riuscirono a vedere nulla. Cominciarono a correre, tenendosi per mano, seguendo la voce gi per le
strade, attraverso i vicoli, sotto gli archi e attraverso il Parco, finch ansimanti e senza fiato si
arrestarono presso una grande porta a bussola, che s'apriva in un muro.
Eccovi arrivati disse la voce.
Dove? le domand Michele. Ma non ci fu risposta.
Giovanna avanz verso la porta girevole, trascinando Michele per la mano.
Guarda! disse. Non vedi dove siamo?  il Giardino Zoologico!
Una luna piena, luminosissima, brillava nel cielo, e alla sua luce Michele osserv il cancello di
ferro e guard attraverso le sbarre. Ma certo! Come aveva fatto a non accorgersi che era il Giardino
Zoologico?
Ma come facciamo a entrare? domand il bambino. Non abbiamo soldi.
Non fa niente disse una voce profonda, rude, dal di dentro. I visitatori speciali entrano gratis
questa notte. Spingete la ruota, prego!
Giovanna e Michele spinsero e furono dall'altra parte in un minuto.
Eccovi il biglietto disse la voce rude e alzando gli occhi videro che proveniva da un grosso
Orso Bruno che portava una giacca con bottoni d'ottone e in testa un berretto a punta. Nella sua zampa
c'erano due biglietti rosa che porse ai bambini.
Ma di solito siamo noi a consegnare i biglietti disse Giovanna.
Questa notte li ricevete disse l'Orso sorridendo.
Intanto Michele lo aveva osservato da vicino.
Io mi ricordo di te disse all'Orso. Una volta ti ho dato un barattolo di miele.
S disse l'Orso e ti sei dimenticato di togliere il coperchio. Sai, ho lavorato per pi di dieci
giorni intorno a quel coperchio. Fai pi attenzione la prossima volta.
Ma perch non stai nella tua gabbia? Stai sempre fuori la notte? domand Michele.
No, solo quando il Compleanno cade di luna piena. Ma dovete scusarmi. Devo badare al
cancello. E l'Orso si volt e ricominci a far girare la manovella della bussola.
Giovanna e Michele, con i biglietti in mano, s'inoltrarono nel Giardino Zoologico. Nella luce
della luna piena ogni albero, fiore, arbusto era ben visibile e potevano scorgere le cose e le gabbie
molto distintamente.
Sembra che ci sia un sacco di gente in giro osserv Michele.
E infatti era cos. Animali correvano tutt'intorno per i sentieri, talvolta accompagnati da uccelli
e talvolta soli. Due lupi li oltrepassarono, parlando con calore a una cicogna altissima che camminava
tra loro in punta di piedi, con movimenti aggraziati e leggeri.
Giovanna e Michele, al loro passaggio, colsero distintamente le parole "Compleanno" e "Luna
piena".
Un po' pi lontano tre cammelli vagabondavano uno accanto all'altro e non molto distante un
castoro e un avvoltoio americano erano immersi in una conversazione. E sembr ai bimbi che
discutessero tutti dello stesso argomento.
Chiss di chi  il Compleanno... disse Michele, ma Giovanna camminava avanti osservando
una scena curiosa.
Proprio presso la gabbia dell'elefante un vecchio signore molto grosso e molto grasso stava
camminando su e gi a quattro zampe e sul dorso, su due sedili paralleli, portava otto scimmie che
facevano una passeggiata.
Ma  tutto a rovescio! esclam Giovanna.
Il vecchio signore le lanci uno sguardo furioso mentre la sorpassava.
A rovescio! brontol. Io a rovescio? No di certo. Che insulto volgare! Le otto scimmie
risero forte.
Scusi. Non intendevo lei, ma tutto quanto insieme spieg Giovanna, affannandosi a corrergli
dietro per scusarsi. Nei giorni ordinari gli animali trasportano gli esseri umani e ora c' un essere
umano che trasporta gli animali.
Ma il vecchio signore, trascinandosi e ansimando, insistette che era stato insultato e se ne and
via in fretta con le scimmie sulla schiena.
Giovanna cap che non era il caso di seguirlo, cos prese per mano Michele e riprese il
cammino. Trasalirono quando una voce, quasi ai loro piedi, li sorprese.
Avanti voi due! Entrate! Ora vogliamo vedere voi che vi tuffate a prendere una buccia
d'arancia che non desiderate. Era una voce dura, in collera: guardando in gi videro che veniva da una
Foca piccola e nera, che li guardava con la coda dell'occhio da una vasca illuminata dalla luna.
Andiamo, su, e vediamo se vi piace! disse.
Ma... ma noi non sappiamo nuotare disse Michele.
Non posso farci niente disse la Foca. Avreste dovuto pensarci prima. Nessuno si preoccupa
di sapere se io so nuotare o no. Ehi, cosa c'? Che cos' questo? Fece l'ultima domanda a un'altra
Foca che era emersa dall'acqua e le stava mormorando qualcosa all'orecchio.
Chi? disse la prima Foca. Parla pi forte!
La seconda Foca continu a sussurrare. Giovanna colse le parole Visitatori speciali. Amici
di... e poi nient'altro. La prima Foca sembr contrariata, ma disse abbastanza gentilmente a Giovanna
e a Michele: Oh, domando scusa. Piacere di conoscervi. Domando scusa. E porse la pinna e strinse la
mano mollemente a tutti e due.
Fa' attenzione a dove vai, accidenti! grid mentre qualcosa urtava violentemente Giovanna.
Lei si volse in fretta ed ebbe un piccolo sussulto di spavento, vedendo un enorme Leone. Gli occhi del
Leone scintillarono, guardandola.
Oh, volevo dire... cominci. Non sapevo che eravate voi. Qui  cos affollato stanotte e ho
tanta premura di vedere il pasto degli uomini che non guardavo dove stavo andando. Venite? Non
dovreste perdere questo spettacolo, sapete.
Forse disse Giovanna gentilmente dovreste mostrarci la via. Non si fidava troppo del
Leone, ma le sembrava abbastanza educato. "E dopo tutto" pens, "stanotte  tutto sottosopra."
Con piacere! disse il Leone con una voce piuttosto affettata e le offr il braccio. Lei lo prese,
ma per essere pi tranquilla si tenne Michele accanto. Era un bimbo cos tondo e grasso, e dopo tutto,
pensava, i leoni sono leoni...
Sta bene la mia criniera? domand il Leone mentre andavano. L'ho arricciata per
l'occasione.
Giovanna la guard. Effettivamente era stata unta con cura e pettinata a ricciolini.
Benissimo disse lei. Ma  piuttosto strano che un Leone badi a cose simili. Io credevo...
Come! Mia cara giovane signora, il Leone, come voi sapete,  il Re degli animali. Deve
rammentarsi la sua posizione. E io personalmente non credo di dimenticarla. Ritengo che un Leone
debba sempre fare la sua miglior figura, non importa dove sia. Da questa parte. E con un grazioso
cenno della zampa anteriore indic la Casa dei Felini e li precedette all'ingresso.
Giovanna e Michele trattennero il respiro alla vista che si present ai loro occhi. La vasta sala
era affollata di animali. Parte erano appoggiati alla lunga sbarra che li separava dalle gabbie, parte
stavano ritti sulle poltroncine di fronte alle gabbie.
C'erano pantere e leopardi, lupi, tigri e antilopi, scimmie e istrici, daini, capre delle nevi e
giraffe; e un enorme gruppo composto interamente di gabbiani e avvoltoi.
Splendido, vero? disse il Leone con orgoglio. Proprio come ai vecchi cari giorni della
giungla. Ma andiamo. Dobbiamo prendere dei posti buoni.
E si fece strada tra la folla gridando Pista, pista! e trascinandosi dietro Giovanna e Michele.
Finalmente, attraverso un piccolo spazio nel mezzo della sala, riuscirono a vedere le gabbie.
Cosa? disse Michele, spalancando la bocca. Sono piene di uomini!
Ed era proprio cos. In una gabbia due corpulenti signori di mezza et con cilindro e calzoni a
righe vagavano su e gi, guardando ansiosamente attraverso le sbarre, come se fossero in attesa di
qualcosa.
Bimbi di ogni forma e misura, dai lattanti in fasce in su, si agitavano in un'altra gabbia. Gli
animali di fuori li guardavano con grande interesse e alcuni tra loro cercavano di far ridere i bambini,
infilando le zampe e le code attraverso le sbarre. Una giraffa allung il collo sopra le teste degli altri
animali e lasci che un ragazzino in abito da marinaio le solleticasse il naso. In una terza gabbia erano
imprigionate tre signore anziane, con tanto di impermeabile e scarpe da pioggia. Una di loro lavorava
all'uncinetto, ma le altre due si tenevano presso le sbarre, gridando agli animali e agitando verso di loro
gli ombrelli.
Sudici bruti. Andate via. Voglio il mio t! gridava una di esse.
Non  divertente? dissero parecchi degli animali e le risero in faccia rumorosamente.
Giovanna, guarda! disse Michele, indicando una gabbia alla fine della fila. Non ?...
L'Ammiraglio Boom! disse Giovanna, con un'aria molto sorpresa.
Era l'Ammiraglio Boom. Si arrampicava su e gi nella sua gabbia, tossendo e soffiandosi il
naso e sputando di rabbia.
Corpo di mille bombe! A me la ciurma! Ammainate le vele! gridava l'Ammiraglio. Ogni
volta che si avvicinava alle sbarre, una tigre lo punzecchiava leggermente con un bastone, facendolo
imprecare terribilmente.
Ma come sono finiti tutti l dentro? domand Giovanna al Leone.
Perduti spieg il Leone o piuttosto rimasti indietro. Queste sono le persone che hanno
gironzolato e sono rimaste indietro quando i cancelli sono stati chiusi. Dovendo tenerli in qualche
posto, li teniamo qui.  pericoloso, quello l. Poco fa quasi ammazzava il custode. Non andategli
vicino! E indic l'Ammiraglio Boom.
State indietro, per favore, state indietro! Non spingete! Fate strada, per favore! gridavano
parecchie voci.
Ah, adesso danno loro da mangiare! disse il Leone, spingendosi con eccitazione tra la folla.
Ecco i custodi.
Quattro Orsi Bruni, ciascuno con un berretto a punta, spingevano i carrelli col cibo attraverso il
piccolo corridoio che separava gli animali dalle gabbie.
State indietro, voi! dissero, quando un animale intralci loro il cammino. Poi aprirono una
porticina in ciascuna gabbia e vi spinsero il cibo con dei forchettoni appuntiti.
Giovanna e Michele videro chiaramente ci che accadeva attraverso uno spiraglio tra una
pantera e un dingo. Diedero bottiglie di latte ai bambini, che se ne impossessarono con le manine
morbide e iniziarono a stringerle golosamente. I bambini pi grandi afferrarono dai forchettoni pan di
Spagna e ciambelle e cominciarono a mangiare con voracit.
Piatti con sottile pane imburrato e pasticcini furono dati alle signore con le scarpe da pioggia, e i
signori in cilindro ebbero costolette d'agnello e bicchieri di crema. Costoro, appena ricevuta la loro
razione, se la portarono in un angolo, stesero il fazzoletto sui calzoni a righe e cominciarono a
mangiare. Ma ecco, appena i custodi ebbero oltrepassato la fila delle gabbie, si ud un gran trambusto.
Che mi scoppino le budella! E questo sarebbe un pasto? Un misero pezzetto di manzo e due
cavoletti! Come?! Niente pasticcio di maiale? Orrore! Levate l'ncora! E dov' il mio porto? Porto,
dico! Ancorate! Ohi, la ciurma laggi! Dov' il porto dell'Ammiraglio?
Ascoltatelo!  tornato feroce. Ve lo dico io, quello l  pericoloso disse il Leone.
Giovanna e Michele non avevano bisogno di chiedere a chi alludesse. Conoscevano troppo bene
il linguaggio dell'Ammiraglio Boom.
Bene disse il Leone quando il chiasso nella sala fu meno assordante. Sembra che siamo alla
fine. E temo di dover andare, scusatemi. Ci vedremo pi tardi alla Grande Catena, spero. Vi cercher.
E conducendoli alla porta, si conged da loro, agitando la criniera ondulata; il suo corpo dorato era
circonfuso dalla tenue luce lunare.
Oh, per piacere lo chiam Giovanna. Ma il Leone non poteva pi udirla.
Volevo domandargli se non usciranno mai! Quella povera gente! Pensa, avrebbero potuto
essere Giovannino e Barbara, o uno di noi! Si volt verso Michele, ma si accorse che non era pi
accanto a lei. Si era inoltrato in uno dei sentieri e, correndogli dietro, lo trov a parlare con un Pinguino
che stava piantato in mezzo al sentiero, con un gran quaderno sotto un'ala e un'enorme matita sotto
l'altra. Mentre lei si avvicinava, il Pinguino mordeva la punta della matita pensosamente.
Non riesco a trovarne altre disse Michele, apparentemente in risposta a una domanda.
Il Pinguino si volse a Giovanna:
Forse tu puoi dirmelo disse. Ecco: cosa fa rima con "Mary"? Non posso usare "la dama dei
misteri" perch  gi stato fatto prima e bisogna essere originali. Se stai per suggerirmi "la donna di
ieri" non farlo. L'ho gi pensato, ma siccome non le si adatta affatto, non va bene.
"Dov'eri" disse Michele con un sorriso luminoso.
Hum, non troppo poetico osserv il Pinguino.
"Sei nei miei pensieri" pu andare? disse Giovanna.
Mah. Il Pinguino sembr riflettere. Non mi pare che vada molto, vero? disse sconcertato.
Temo di dover rinunciare. Vedete, sto cercando di scrivere una poesia per il Compleanno. Pensavo
che sarebbe tanto graziosa se cominciasse cos: "Oh, Mary, oh, Mary" ma non so andare avanti. 
molto seccante. Si aspettano qualcosa di dotto da un Pinguino e non voglio deluderli. Be', be'... non
dovete farmi perder tempo. Devo andare avanti con la mia poesia. E dicendo questo si allontan in
fretta, mordicchiando la matita, chino sul suo quaderno.
Tutto ci non  molto chiaro disse Giovanna. Di chi  il Compleanno, si pu sapere?
Su, venite voi due, venite. Desiderate presentare i vostri omaggi, suppongo, dato che  il
Compleanno eccetera disse una voce dietro di loro, e voltandosi videro l'Orso Bruno che aveva dato
loro i biglietti al cancello.
Oh, ma certo rispose Giovanna, pensando che era la cosa pi seria da dirsi, ma senza sapere
n immaginare a chi stavano per porgere i loro omaggi. L'Orso Bruno mise un braccio intorno a
ciascuno di loro e li guid lungo il sentiero. I bambini sentivano il suo pelo caldo e morbido strisciare
contro i loro corpi e udivano il rimbombo che faceva la sua voce nello stomaco, mentre parlava.
Eccoci, eccoci! disse l'Orso Bruno, fermandosi davanti a una piccola casa le cui finestre erano cos
vivamente illuminate che, se non fosse stata una notte di luna piena, avreste creduto di veder brillare il
sole.
L'Orso apr la porta e con garbo spinse dentro i due bambini. Da principio la luce li abbagli,
ma presto i loro occhi si abituarono e videro che erano nella Casa dei Serpenti. Tutte le gabbie erano
aperte e i serpenti erano fuori, alcuni pigramente attorcigliati in grossi nodi scagliosi, altri a strisciare
leggeri sul pavimento. E in mezzo ai serpenti, su una trave che evidentemente era stata presa da una
delle gabbie, sedeva Mary Poppins. Giovanna e Michele facevano fatica a credere ai loro occhi.
Alcuni ospiti per il Compleanno, Signora annunci l'Orso Bruno rispettosamente. I serpenti
volsero le teste verso i bambini, interrogativamente. Mary Poppins non si mosse, ma parl: E dove hai
lasciato il tuo cappotto, se posso chiederlo? disse guardando brusca ma senza sorpresa Michele.
E il tuo cappello e i guanti? invest Giovanna.
Ma prima che uno dei due avesse il tempo di rispondere, ci fu un movimento nella Casa dei
Serpenti.
Ssssst! Sssst! I serpenti con un leggero sibilo si drizzarono e s'inchinarono a qualcosa dietro
Giovanna e Michele. L'Orso Bruno si lev il berretto a punta. E lentamente anche Mary Poppins si
alz.
Mia cara bambina. Mia carissima bambina disse una vocina, delicata e sibilante. E fuori dalla
gabbia pi grossa usc con lenti, morbidi, tortuosi movimenti, un Cobra Reale. Con graziose curve,
scivol oltre i serpenti inchinati e l'Orso Bruno, verso Mary Poppins. E quando l'ebbe raggiunta,
sollev la parte anteriore del suo lungo corpo dorato ed ergendo la testa a scaglie d'oro la baci
delicatamente, prima su una guancia e poi sull'altra.
Cos! sibil sommessamente. Questo  molto piacevole, molto piacevole veramente. 
passato un gran tempo dall'ultima volta che il tuo Compleanno  caduto di luna piena, mia cara. Volse
la testa.
Sedetevi, amici disse inchinandosi graziosamente agli altri serpenti, che a quelle parole di
nuovo strisciarono sul pavimento con riverenza, si avvolsero su se stessi e si misero a mirare il Cobra e
Mary Poppins.
Poi il Cobra si volt verso Giovanna e Michele e con un piccolo brivido i bambini videro che
aveva la faccia pi piccola e avvizzita che avessero mai visto.
Fecero un passo avanti, perch i suoi strani occhi profondi sembravano attirarli. Erano lunghi e
stretti, con uno scuro sguardo addormentato e, in mezzo a quella scura sonnolenza, una luce viva
brillava come un gioiello.
E questi chi sono? disse con la sua voce sommessa e agghiacciante il Cobra Reale, scrutando
i bambini.
La signorina Giovanna Banks e il signor Michele Banks, al vostro comando disse l'Orso
Bruno, arcigno, come se fosse mezzo impaurito. Amici di lei.
Ah, amici di lei! Allora sono i benvenuti. Prego, miei cari, accomodatevi.
Giovanna e Michele, sentendo in un modo o nell'altro che erano alla presenza di un Re 
sensazione che non avevano avuto quando avevano incontrato il Leone  con difficolt distolsero gli
occhi da quello sguardo avvolgente, e si guardarono intorno alla ricerca di qualcosa su cui sedersi.
L'Orso Bruno provvide rannicchiandosi e offrendo loro un ginocchio peloso per ciascuno.
Giovanna disse in un soffio: Parla come se fosse un gran signore.
Lo .  il signore del nostro mondo, il pi saggio e il pi terribile di noi tutti disse l'Orso
Bruno sommessamente e con riverenza.
Il Cobra Reale sorrise, un lungo, lento, misterioso sorriso, e si volse a Mary Poppins.
Cugina cominci sibilando delicatamente.
 veramente suo cugino? mormor Michele. Secondo cugino da parte di madre rispose
l'Orso Bruno, sussurrando l'informazione dietro la zampa. Ma ascoltate, adesso. Sta per offrire il
regalo del Compleanno.
Cugina ripet il Cobra.  passato molto tempo dall'ultima volta che il tuo Compleanno 
caduto di luna piena e molto tempo da quando abbiamo potuto celebrare l'avvenimento come lo
celebriamo stanotte. Ho avuto perci tutto il tempo di considerare la questione del tuo regalo di
Compleanno. E ho deciso fece una pausa, e non si sentiva nessun suono nella Casa dei Serpenti, se
non il suono di molte creature che trattenevano tutte il respiro, che non possso far di meglio che darti
una delle mie pelli.
Davvero, cugino,  troppo gentile da parte tua cominci Mary Poppins, ma il Cobra lev il
capo per imporle il silenzio.
Niente affatto. Niente affatto. Tu sai che io cambio la mia pelle di tanto in tanto e che una pi,
una meno, significa poco per me. Non sono forse... fece una pausa e gir intorno lo sguardo.
Il signore della giungla sibilarono tutti i serpenti all'unisono, come se la domanda e la
risposta facessero parte di un ben noto cerimoniale.
Il Cobra fece un cenno con la testa: Cos disse quello che sembra bene a me, sembrer bene
a voi.  un ben piccolo dono, cara Mary, ma pu servire per una cintura o un paio di scarpe, anche per
una guarnizione da cappello; queste cose tornano sempre utili, sai.
E cominci a contorcersi graziosamente da una parte e dall'altra e sembr a Giovanna e
Michele, mentre lo osservavano, che piccole onde corressero sul suo corpo dalla coda alla testa.
Improvvisamente dette un balzo, lungo, contorto, attorcigliato a spirale, e la sua dorata pelle esterna
cadde sul pavimento e al posto di quella indossava un abito nuovo di argento scintillante.
Aspetta disse il Cobra, mentre Mary Poppins si chinava a raccogliere la pelle. Voglio
scriverci sopra un saluto. E fece scorrere in fretta la coda sulla pelle che aveva abbandonato, pieg in
cerchio graziosamente il suo dorato involucro e infilandoci la testa, come se fosse una corona, la porse
con garbo a Mary Poppins.
Lei la prese, inchinandosi.
Non so proprio come ringraziarti cominci e s'interruppe. Era evidentemente molto
soddisfatta, perch fece scorrere la pelle avanti e indietro tra le dita, guardandola ammirata.
Non cercare di ringraziarmi disse il Cobra. Sssst! prosegu e tese la testa come in ascolto.
Mi pare di udire il segnale per la Grande Catena.
Tutti ascoltarono. Una campana suonava e si ud una voce profonda e dura avvicinarsi sempre
pi gridando: Grande Catena, Grande Catena! Ciascuno al centro per la Grande Catena e il Finale.
Venite, venite. Tenetevi pronti per la Grande Catena!
Proprio cos disse il Cobra sorridendo. Devi uscire, mia cara. Staranno aspettando che tu
prenda posto al centro. Arrivederci al tuo prossimo Compleanno.
Si eresse come aveva fatto prima e delicatamente baci Mary Poppins su tutte e due le guance.
Va', presto! disse il Cobra. Avr cura io dei tuoi giovani amici.
Giovanna e Michele sentirono l'Orso Bruno muoversi sotto di loro e si alzarono. Sentirono
strisciare sui loro piedi tutti i serpenti, che lasciavano in fretta la Casa dei Serpenti.
Mary Poppins s'inchin molto cerimoniosamente verso il Cobra Reale e, senza rivolgere uno
sguardo ai bambini, corse verso l'ampio piazzale verde, al centro del Giardino Zoologico.
Puoi lasciarci disse il Cobra all'Orso Bruno che, dopo essersi inchinato umilmente, corse
fuori col berretto in mano, l dove tutti gli altri animali si stavano adunando intorno a Mary Poppins.
Volete venire con me? chiese gentilmente il Cobra a Giovanna e Michele. E, senza attendere
che rispondessero, strisci tra loro e con un movimento della testa li invit a camminare uno da una
parte e uno dall'altra.
Cominciata disse, sibilando di piacere.
E dalle alte grida che ora si levavano dal prato, i bimbi poterono indovinare che parlava della
Grande Catena. Mentre si avvicinavano, udirono gli animali cantare e gridare, ed ecco che videro
leopardi e leoni, castori, cammelli, orsi, gru, antilopi e molti altri, che formavano un gran cerchio tutti
intorno a Mary Poppins.
Poi gli animali cominciarono a muoversi, gridando selvaggiamente i loro canti della giungla,
impennandosi dentro e fuori dal cerchio e scambiandosi mano e lato come fanno i ballerini della
Grande Catena dei Lancieri.
Una vocetta languida s'innalz su tutto il resto:
Oh, Mary, oh, Mary.
Ti faccio tutti interi gli auguri pi sinceri.
E videro il Pinguino avvicinarsi danzando, agitando le ali brevi e cantando energicamente. Il
Pinguino li vide, s'inchin al Cobra e disse: Ce l'ho fatta. Mi avete sentito cantare? Non  una cosa
perfetta, naturalmente. "Sinceri"  una rima un po' facile con "Mary". Ma pu andare, pu andare!
E fece un salto e offr l'ala a un leopardo.
Giovanna e Michele contemplavano la danza, il Cobra misterioso era ancora tra loro.
Mentre il loro amico, il Leone, danzando s'inchinava a prendere nella sua zampa l'ala di un
Fagiano Brasiliano, Giovanna prov timidamente a esprimere con parole le sue sensazioni.
Io credevo, Eccellenza cominci e s'interruppe, confondendosi, non troppo sicura se dovesse
dirlo o no. Parla, bambina mia disse il Cobra. Tu credevi?...
Ecco, che i leoni e gli uccelli e le tigri e i piccoli animali...
Il Cobra la aiut. Tu credevi che fossero nemici naturali, che il leone non potesse incontrare un
uccello senza mangiarlo, e lo stesso la tigre con la lepre, eh?
Giovanna arross e fece segno di s con la testa.
Ah, pu darsi che tu abbia ragione.  possibile. Ma non nel giorno del Compleanno disse il
Cobra. Questa notte i piccoli non corrono pericoli e i grandi li proteggono. Anch'io fece una pausa e
sembr riflettere profondamente, persino io potrei incontrare un'oca selvatica senza pensare a uno
spuntino, in questa occasione. E dopo tutto prosegu, tirando dentro e fuori la lingua biforcuta mentre
parlava, pu essere che mangiare ed essere mangiati siano la stessa cosa, in fondo. La mia saggezza
mi dice che probabilmente  cos. Siamo tutti fatti della medesima stoffa, ricordate bene, noi della
giungla, voi della citt. Siamo fatti della stessa sostanza, l'albero sopra di noi, il suolo sotto di noi,
l'uccello, la belva, la stella, siamo tutti un'unica cosa, tutti ci muoviamo al medesimo fine. Ricordati
questo, quando ti sarai dimenticata di me, bimba mia.
Ma come pu l'albero essere pietra? Un uccello non  me. Giovanna non  una tigre disse
Michele risolutamente.
Tu credi di no? disse la voce sibilante del Cobra. Guarda! e accenn con la testa verso la
massa di creature in movimento davanti a loro. Uccelli e animali ondeggiavano insieme circondando da
vicino Mary Poppins, che dondolava leggermente da un parte all'altra. Avanti e indietro andava la folla
ondeggiante, battendo il tempo, oscillando come il pendolo di un orologio. Anche gli alberi si
piegavano e si sollevavano con grazia, e la luna sembrava dondolarsi nel cielo come un battello si
dondola sul mare.
Uccello e bestia, pietra e stella, siamo tutti uno, tutti uno... mormor il Cobra, piegandosi
lievemente su se stesso, mentre lui pure dondolava tra i bambini.
Bambino e serpente, stella e pietra, tutt'uno.
La voce sibilante divenne pi sommessa. Le grida degli animali ondeggianti diminuivano e si
allontanavano. Giovanna e Michele, in ascolto, sentivano che anche loro si dondolavano delicatamente
o forse venivano fatti dondolare.
Leggera, una luce soffusa copr loro il volto.
Dormono e sognano, tutti e due disse una voce in sussurro. Era la voce del Cobra, o quella
della mamma quando li toccava nella sua abituale visita notturna alle stanze dei bambini?
Bene. Era l'Orso Bruno che parlava arcigno o il signor Banks? Giovanna e Michele,
cullandosi e ondeggiando, non avrebbero saputo dirlo.
Ho fatto un sogno cos strano l'altra notte disse Giovanna mentre a colazione innaffiava di
zucchero i suoi fiocchi d'avena. Ho sognato che eravamo al Giardino Zoologico ed era il compleanno
di Mary Poppins, e invece di animali c'erano nelle gabbie degli uomini e tutti gli animali erano fuori.
Ehi, questo  il mio sogno! Anch'io l'ho sognato disse Michele, mostrandosi assai sorpreso.
Non possiamo aver sognato tutti e due la stessa cosa disse Giovanna. Sei sicuro? Ricordi il
Leone che si arricciava la criniera e la Foca che voleva che noi...
Ci tuffassimo a prendere una buccia d'arancia? disse Michele.
Certo, me lo ricordo! E i bambini nelle gabbie, e il Pinguino che non riusciva a trovare una
rima, e il Cobra.
Allora non pu essere stato un sogno disse Giovanna con enfasi. Deve essere stato vero. E
se era vero... Guard curiosamente Mary Poppins, che stava facendo bollire il latte.
Mary Poppins disse,  possibile che Michele e io abbiamo fatto lo stesso sogno?
Voi e i vostri sogni! disse Mary Poppins, arricciando il naso. Mangia i tuoi fiocchi d'avena,
fammi il favore, altrimenti niente pane tostato col burro.
Ma Giovanna non voleva farsi azzittire. Doveva sapere.
Mary Poppins disse guardandola risoluta, sei stata allo Zoo stanotte?
Al Giardino Zoologico? Io, al Giardino Zoologico di notte? Io? Una persona quieta e ordinata
che sa che per star bene bisogna andare a letto presto e alzarsi presto?
Ma ci sei stata? insistette Giovanna.
In questa casa c' gi tutto lo Zoo che mi serve disse Mary Poppins. Iene, oranghi, tutto qui
dentro. Siediti dritta e basta con le sciocchezze.
Allora dev'essere stato un sogno disse lei dopo tutto.
Ma Michele stava fissando a bocca spalancata Mary Poppins, che ora arrostiva le fettine di pane
al fuoco.
Giovanna sussurr con voce acuta. Guarda! Indic col dito e anche Giovanna vide ci che
stava guardando.
Intorno alla vita, Mary Poppins portava una cintura fatta di pelle di serpente a scaglie dorate.
Sopra c'era scritto, in una calligrafia ricurva e serpentina: "Dono del Giardino Zoologico".
Compere natalizie
Sento odore di neve disse Giovanna mentre scendevano dall'autobus.
Sento odore di alberi di Natale disse Michele.
Sento odore di pesce fritto disse Mary Poppins.
E poi non ci fu tempo di sentire odore di altro, perch l'autobus si era fermato davanti al pi
grande negozio del mondo e loro stavano per entrarci per gli acquisti natalizi.
Possiamo guardare le vetrine prima? chiese Michele saltando su una gamba sola per
l'eccitazione.
Per me, fa' pure disse Mary Poppins con sorprendente mitezza.
Non che Giovanna e Michele fossero veramente sorpresi, perch sapevano che la cosa che
piaceva pi di tutte a Mary Poppins era guardare le vetrine dei negozi. Sapevano anche che mentre loro
guardavano giocattoli e libri e rami di pungitopo e dolci, Mary Poppins non guardava altro che se stessa
riflessa nel vetro.
Guarda gli aeroplani! disse Michele, mentre si fermavano davanti a una vetrina dove degli
aeroplani giocattolo correvano per aria lungo fili metallici.
E guarda l disse Giovanna. Due bambinetti neri in una culla. Sono di cioccolata o di
porcellana?
E guardati! disse a se stessa Mary Poppins, notando in particolare la graziosa figura che
facevano i suoi nuovi guanti colorati e ornati di pelliccia. Era il primo paio che possedeva, e pensava
che non si sarebbe mai stancata di vederli riflessi nelle vetrine dei negozi, con le sue mani dentro. E
dopo aver esaminato i guanti riflessi, pass attentamente in rivista tutta la sua persona. Cappotto,
cappello, sciarpa e scarpe, e lei stessa dentro; pensava che, in fin dei conti, lei non aveva mai visto
nessuno con una figura tanto elegante e distinta.
Ma i pomeriggi invernali, lei lo sapeva, erano corti, e dovevano essere a casa per l'ora del t.
Cos con un sospiro si strapp dalla piacevole contemplazione.
Entriamo, ora disse, e spiacque molto a Michele e Giovanna che si attardasse al banco delle
mercerie e si desse un gran daffare nella scelta di una matassina di cotone nero.
Il reparto dei giocattoli le ricord Michele  in quella direzione.
Lo so, grazie. Non far segno col dito disse, e pag il conto con esasperante lentezza.
Ma alla fine si trovarono accanto a Babbo Natale, che si affann nell'aiutarli a scegliere i regali.
Questo andr benissimo per il pap disse Michele, scegliendo un trenino a carica con segnali
speciali. Ne avr cura io per lui, quando lui va alla City.
Io credo che prender questa per la mamma disse Giovanna spingendo una carrozzina da
bambola che, ne era sicura, sua madre aveva sempre desiderato. Forse me la prester qualche volta.
Dopo di ci, Michele scelse un pacchetto di forcine da capelli per ciascuno dei gemelli, una
scatola di meccano per la madre, uno scarabeo meccanico per Robertson Ay, un paio di occhiali per
Ellen, che aveva una vista eccellente, e dei lacci da scarpe per la signora Brill, che portava sempre le
pantofole.
Giovanna dopo qualche esitazione decise alla fine che una pettorina bianca era proprio quello
che ci voleva per il signor Banks e compr per i gemelli il libro di Robinson Crusoe da leggere quando
fossero diventati grandi. Finch non sono abbastanza grandi, lo posso leggere io disse. Sono sicura
che me lo presteranno.
Mary Poppins ebbe poi una lunga discussione con Babbo Natale su un pezzo di sapone.
Perch non al miele? disse Babbo Natale, cercando di rendersi utile e guardando
ansiosamente Mary Poppins, la quale sembrava stesse quasi per scoppiare.
Preferisco alla lavanda disse lei altezzosamente e ne compr un pezzo.
Santo cielo! disse lisciando la pelliccia del suo guanto destro. Avrei proprio voglia di una
tazza di t.  ora di andare a casa.
Ecco, aveva detto esattamente le parole che i bambini avevano sperato non dicesse. Questo era
proprio il modo di fare di Mary Poppins.
Ancora cinque minuti implor Giovanna.
Oh s, Mary Poppins! Stai cos bene con i guanti nuovi disse Michele con astuzia, per
lusingarla.
Ma Mary Poppins, pur apprezzando il complimento, non si lasci distrarre.
No disse e chiuse la bocca con un colpo secco e marci fieramente verso l'uscita.
Oh, accipicchia disse Michele a se stesso, mentre la seguiva, oscillando sotto il peso dei suoi
pacchetti. Se solo tu dicessi s per una volta.
Ma Mary Poppins si affrett avanti e dovettero andar con lei. Dietro di loro Babbo Natale
faceva cenni di saluto con la mano e la Regina delle Fate sull'albero di Natale e tutte le altre bambole
sorridevano malinconicamente e dicevano: Ci porti a casa qualcuno!... e tutti gli aeroplani dicevano
con una voce simile a quella degli uccellini: Fatemi volare! Oh, fatemi volare.
Giovanna e Michele affrettarono il passo, chiudendo le orecchie a quelle voci incantatrici con la
sensazione che il tempo nel reparto dei giocattoli fosse stato irragionevolmente e crudelmente breve.
Ed ecco che, mentre avanzavano verso la porta d'ingresso, capit l'avventura. Stavano proprio
per spingere la porta di vetro e uscire, quando videro venire nella loro direzione, dal marciapiede, la
figura guizzante di una bambina in corsa.
Guarda! dissero insieme Giovanna e Michele.
Santo cielo, bont divina! esclam Mary Poppins e si arrest.
E ne aveva ben donde, poich la bambina praticamente non indossava abiti: aveva soltanto una
lieve fascia di stoffa azzurra che sembrava aver strappato dal cielo per cingere il suo corpo nudo.
Era evidente che non se ne intendeva di porte girevoli, perch continu a girarci dentro,
spingendo cos forte da farla girare sempre pi veloce e ridendo perch la teneva prigioniera e la faceva
ruotare come una trottola. All'improvviso, con un rapido movimento si liber, schizz fuori e atterr
dentro il negozio.
Si ferm in punta di piedi, volgendo la testa di qua e di l, come se stesse cercando qualcuno.
Poi con un sussulto di piacere si accorse della presenza di Giovanna e Michele e Mary Poppins, che
stavano immobili, mezzo nascosti dietro un enorme abete, e si mosse gioiosamente verso di loro.
Ah, eccovi! Grazie di avermi aspettata. Temo di essere un po' in ritardo disse la bambina
tendendo le belle braccine a Giovanna e Michele.
Allora pieg la testa da una parte non siete contenti di vedermi? Dite s, dite s!
S disse Giovanna sorridendo: chiunque sarebbe stato contento di vedere una creatura cos
radiosa e felice.
Ma chi sei? domand con curiosit.
Come ti chiami? domand Michele, fissandola con attenzione.
Chi sono? Come mi chiamo? Volete dire che non mi conoscete? Oh, certo, certo... La
bambina sembr molto sorpresa e un po' delusa. Si volse all'improvviso verso Mary Poppins e punt il
dito. Lei mi conosce.  vero? Sono sicura che mi conosci!
Il volto di Mary Poppins aveva una strana espressione. Giovanna e Michele poterono vedere
fiamme azzurre nei suoi occhi, come se riflettessero l'azzurro e la luce dell'abito della bambina.
Comincia... comincia con M?
La bambina salt su una gamba divertita.
Certo che comincia cos e tu lo sai. MAIA. Io sono Maia.
Si volse a Giovanna e Michele.
Adesso mi riconoscete, vero? Io sono la seconda delle Pleiadi. Elettra  la maggiore, non 
potuta venire perch bada a Merope. Merope  la pi piccola, e noi altre cinque veniamo in mezzo,
tutte femmine. Nostra madre all'inizio fu molto contrariata di non avere un maschio, ma ora non ci
pensa pi.
La bambina accenn qualche passo di danza e sbott fuori ancora con la sua vocetta eccitata:
Oh, Giovanna! Oh, Michele! Io vi ho osservato spesso dal cielo ed ecco che ora sto proprio parlando
con voi. Non c' nulla di voi che non conosca. A Michele non piace pettinarsi e Giovanna tiene un
uovo di tordo in un barattolo della marmellata sul caminetto. E vostro padre sta diventando calvo sul
cocuzzolo. Gli voglio bene. Fu lui che per primo ci present, vi ricordate? Una sera, l'estate scorsa,
disse: "Guardate, ecco l le Pleiadi. Sette stelle tutte insieme, le pi piccole nel cielo. Ma c' una di
loro che non potete vedere". Voleva dire Merope, naturalmente.  ancora troppo piccola per star su la
notte: deve andare a letto molto presto. Qualcuno di lass ci chiama "Le sorelline", e qualche volta ci
chiamano le "Sette colombe". Orione ci chiama "Ehi ragazze" e ci porta a caccia con lui.
Ma che cosa stai facendo qui? domand Michele ancora molto sorpreso.
Maia rise. Domandalo a Mary Poppins. Lei certo lo sa.
Diccelo, Mary Poppins supplic Giovanna.
Be' disse Mary Poppins seccamente, suppongo che voi due non siate gli unici al mondo che
abbiano da fare acquisti per Natale.
Proprio cos cinguett Maia giocondamente. Ha proprio ragione. Sono venuta gi a
comprare giocattoli per tutte loro. Non possiamo allontanarci spesso, sapete, perch siamo cos
occupate a preparare le Piogge di Primavera! Questo  il lavoro speciale delle Pleiadi. Tuttavia
abbiamo tirato a sorte e ho vinto io. Non sono stata fortunata? Si abbracci da sola allegramente.
Adesso andiamo. Non posso trattenermi molto. E voi dovete tornare indietro e aiutarmi a scegliere.
E danzando loro intorno, correndo ora dall'uno e ora dall'altro, li trascin di nuovo al reparto
dei giocattoli. E mentre avanzavano la folla dei clienti si fermava a osservarli a occhi spalancati e
lasciava cadere i pacchetti per la meraviglia.
Fa troppo freddo! I suoi genitori non dovrebbero lasciarla andare in giro cos dicevano le
madri, con voci che si facevano all'improvviso delicate e sommesse.
Non dovrebbe essere permesso. Scriver al Times! dicevano i padri, e le loro voci erano
aspre e corrucciate.
Anche i capi reparto si comportavano in modo strano. Come il piccolo gruppo passava,
s'inchinavano a Maia quasi fosse una regina.
Ma nessuno di loro, n Giovanna, n Michele, n Mary Poppins, n Maia, not n ud niente di
eccezionale. Erano troppo occupati con la loro straordinaria avventura.
Eccoci! disse Maia, entrando trionfalmente nel reparto dei giocattoli. Ora, che cosa
scegliamo? Un commesso, con un sussulto, s'inchin rispettosamente appena la vide.
Desidero qualcosa per ciascuna delle mie sorelle. Sono sei. Dovete aiutarmi a scegliere, per
favore disse Maia, sorridendogli.
Certo, signora rispose l'assistente in modo cordiale.
Primo, la mia sorella maggiore disse Maia.  piuttosto casalinga. Cosa ne direste di un
piccolo fornello da cucina con le casseruole d'argento? E questa scopa a strisce? Ci d tanto da fare la
polvere di stelle, e a lei far molto piacere avere qualcosa con cui spazzarla via.
Il commesso cominci ad avvolgere gli oggetti nella carta colorata.
Adesso per Taigete. Le piace ballare. Non credi, Giovanna, che una corda per saltare sia il
regalo adatto? La avvolgerete con cura, vero? disse al commesso. Ho da fare molta strada.
Svolazz fra i giocattoli, senza fermarsi un momento, come se avesse l'argento vivo addosso, o
stesse ancora brillando nel cielo. Mary Poppins e Giovanna e Michele non potevano staccare lo sguardo
da lei, mentre andava dall'uno all'altro domandando consiglio.
Adesso c' Alcione. Lei  difficile.  cos quieta e pensosa: sembra che non abbia mai voglia
di nulla. Un libro, non credi, Mary Poppins? Cos' questo "Libro della Giungla"? Credo che le
piacerebbe. E se non le piace, pu guardare le illustrazioni. Incartatemelo. Porse il libro al commesso.
So quel che vuole Celeno prosegu. Un cerchio. Pu farlo correre per il cielo di giorno e
farselo girare attorno la notte. Le piacer questo qui, rosso e turchino. Il commesso s'inchin di nuovo
e cominci a incartare il cerchio.
Ora, sono rimaste solo le due piccole. Michele, che cosa consiglieresti per Sterope?
Cosa ne diresti di una trottola? sugger Michele, dopo una profonda riflessione.
Una trottola con la musica? Che bell'idea! La divertir vederla danzare e cantare per il cielo! E
che cosa suggerisci per Merope, la pi piccolina, Giovanna?
Giovannino e Barbara rispose Giovanna timidamente hanno anitre di gomma.
Maia diede in un grido di gioia e batt le mani.
Oh grazie, Giovanna! Non ci avrei mai pensato! Un'anitra di gomma per Merope, per favore,
azzurra con gli occhi gialli. Il commesso leg i pacchetti, mentre Maia gli correva intorno dando dei
colpetti alla carta e delle tiratine alla corda per assicurarsi che fossero legati strettamente.
Va bene disse. Sapete, non posso perdere nulla.
Michele, che era stato a fissarla con insistenza fin dal suo apparire, si volse e disse sottovoce a
Mary Poppins: Ma non ha il borsellino. Chi pagher i giocattoli?
Non  affar tuo lo rimbecc Mary Poppins e poi  da maleducato parlare sottovoce. Ma
cominci a frugare con premura nella sua borsa.
Cos'hai detto? domand Maia spalancando gli occhi. Pagare? Nessuno pagher. Non c'
niente da pagare. Vero? Volse lo sguardo scintillante al commesso.
Niente assolutamente, signora assicur il commesso, mentre le metteva fra le braccia i
pacchetti e s'inchinava di nuovo.
Lo dicevo io. Vedi disse rivolgendosi a Michele, il vero spirito del Natale  che le cose
devono essere regalate, non  vero? E poi, con che cosa pagherei? Non abbiamo soldi lass. E rise alla
semplice supposizione di una cosa simile.
Ora dobbiamo andare prosegu prendendo Michele per il braccio.  molto tardi e ho sentito
che la vostra mamma vi ha detto di tornare a casa in tempo per il t. E anch'io devo tornare. Andiamo.
E tirandosi dietro Michele e Giovanna e Mary Poppins fece loro strada attraverso il negozio e fuori
dalla porta girevole. Appena usciti, Giovanna disse improvvisamente: Ma non c' un regalo per lei.
Ha comprato qualcosa per tutte le altre e nulla per s. Maia non ha un regalo di Natale. Cominci a
cercare in fretta tra tutti i suoi pacchetti per vedere che cosa poteva regalare a Maia.
Mary Poppins lanci un rapido sguardo nella vetrina accanto a lei. Si vide riflessa, molto
elegante, molto distinta, col cappello dritto, l'abito stirato e coi guanti nuovi, che completavano
l'effetto.
Non ti preoccupare disse a Giovanna col suo tono pi asciutto. E nello stesso tempo si sfil i
guanti e ne infil uno in ciascuna delle mani di Maia.
Ecco disse brusca. Fa freddo oggi. Questi ti faranno comodo. Maia guard i guanti, che le
pendevano molto larghi e quasi vuoti dalle mani. Non disse nulla ma si avvicin a Mary Poppins, stese
il suo braccino magro e liscio, lo mise intorno al collo di Mary Poppins e la baci. Un lungo sguardo
pass tra loro e si sorrisero come sorridono le persone che si comprendono. Poi Maia si volse e con la
mano accarezz leggermente Giovanna e Michele. E per un attimo stettero tutti in cerchio, guardandosi
l'un l'altro come incantati.
 stato cos bello disse Maia sommessamente, rompendo il silenzio. Non mi dimenticherete,
vero?
Scossero la testa.
Addio disse Maia.
Addio dissero gli altri, anche se questa era l'ultima cosa che volevano dire.
Poi Maia, stando in equilibrio sulla punta dei piedi, alz le braccia e si slanci nell'aria.
Cominci a salire, un gradino dopo l'altro, arrampicandosi sempre pi in alto come se vi fossero stelle
invisibili scolpite nel cielo grigio. Fece loro segno con la mano, mentre se ne andava, e loro tre
ricambiarono lo stesso saluto.
Cosa mai succede? disse qualcuno vicino a loro.
Ma non  possibile! disse un'altra voce.
Assurdo! grid un terzo. Poich una folla si era riunita ad assistere allo straordinario
spettacolo di Maia che tornava a casa.
Un vigile si fece strada tra la folla, disperdendola col suo manganello.
Ehi, ehi, cosa succede? Un incidente o che cosa? Guard in su, dove guardavano tutti.
Qui! grid furiosamente, minacciando Maia col pugno. Vieni gi! Non possiamo permettere
questo genere di cose, in un luogo pubblico. Questo non  naturale!
In lontananza si ud Maia ridere e si vide qualcosa di luminoso penderle dal braccio. Era la
corda per saltare. Malgrado tutto, il pacchetto si era disfatto.
Per un momento ancora la videro arrampicarsi su per l'aerea scala e poi una nuvola la nascose
ai loro occhi. Si capiva tuttavia che Maia era l dietro, dalla luce che brillava intorno allo spesso orlo
scuro.
Me l'ha fatta! disse il vigile, guardando in su e grattandosi la testa sotto l'elmetto.
E ben vi sta! disse Mary Poppins.
E lo disse con impeto cos feroce che chiunque avrebbe pensato che fosse veramente furiosa
con il vigile. Ma Giovanna e Michele non si lasciarono ingannare da quel modo di fare. Perch videro
negli occhi di Mary Poppins qualcosa che, se si fosse trattato di qualsiasi altro invece che di Mary
Poppins, avrebbero pensato che fossero lacrime.
Forse ce lo siamo immaginato? disse Michele quando arrivarono a casa e raccontarono la
storia alla madre.
Forse disse la signora Banks forse noi immaginiamo cose strane e graziose, mio caro.
Ma allora, i guanti di Mary Poppins? disse Giovanna. Noi l'abbiamo vista che li regalava a
Maia. E adesso infatti non li porta. Perci dev'essere vero!
Come, Mary Poppins! esclam la signora Banks. I vostri guanti migliori, col bordo di
pelliccia, li avete dati via!
Mary Poppins arricci il naso.
I miei guanti sono i miei guanti e ne faccio ci che voglio disse altezzosamente. Si tolse il
cappello e and in cucina a prendere il suo t.
Vento da Ovest
Era il primo giorno di primavera. Giovanna e Michele se ne accorsero subito perch udirono il
signor Banks che cantava in bagno, e questo accadeva solo una volta all'anno.
Avrebbero ricordato per sempre quella particolare mattina. Da un lato era la prima volta che
veniva loro concesso di scendere di sotto per la colazione, e dall'altro, il signor Banks perdette la sua
borsa. Cos la giornata inizi con due avvenimenti straordinari.
Dov' la mia borsa? gridava il signor Banks, girando intorno per l'ingresso come un cane che
vuole acchiapparsi la coda. E tutti cominciarono a correre intorno. Ellen e la signora Brill e i bambini.
Anche Robertson Ay fece un grande sforzo e fece il giro due volte.
Alla fine fu proprio il signor Banks a ritrovare la borsa nel suo studio, e irruppe nell'ingresso
tenendo la borsa in aria.
Ecco disse, come se stesse per cominciare una predica, la mia borsa sta sempre in un posto.
Qui. Sopra il portaombrelli. Chi l'ha messa nel mio studio? grid.
Sei stato tu, mio caro, quando hai tolto le cartelle delle tasse, ieri sera disse la signora Banks.
Il signor Banks le lanci uno sguardo cos offeso che la signora Banks avrebbe preferito dire
che ce l'aveva messa lei, la borsa, nello studio.
Hum! Hum! disse soffiandosi forte il naso e togliendo il cappello dall'attaccapanni. Avanz
con il cappello in mano fino alla porta.
Ciao disse pi animato. I tulipani screziati sono in boccio! And in giardino e aspir l'aria.
Hum, Vento da Ovest, credo.
Guard in gi, verso la casa dell'Ammiraglio Boom, dove il telescopiobanderuola si agitava.
Lo sapevo disse. Vento da Ovest. Chiaro e balsamico. Non voglio prendere il cappotto.
E con ci, prese la borsa e si affrett verso la City.
Hai sentito ci che ha detto? Michele prese il braccio di Giovanna.
La bambina annu.
Vento da Ovest disse piano.
Nessuno di loro aggiunse altro, ma nelle loro menti nacque un pensiero che avrebbero
desiderato non nascesse.
Lo dimenticarono subito, perch ogni cosa sembrava andare come sempre, e il sole di primavera
illuminava cos allegramente la casa che nessuno rammentava che lei aveva bisogno di una mano di
bianco e di una nuova tappezzeria. Al contrario si trovarono tutti a pensare che era la pi bella casa di
tutto il Viale dei Ciliegi.
Ma le complicazioni cominciarono dopo pranzo.
Giovanna era andata a zappare in giardino con Robertson Ay. Aveva appena gettato una fila di
semi in un solco, quando ud un gran fracasso nella stanza dei bambini, e il rumore di passi affrettati
per le scale.
Ecco che apparve Michele, rosso in faccia e tutto ansimante.
Guarda, Giovanna, guarda! grid e mostr la mano, nella quale teneva la bussola di Mary
Poppins, con il disco che girava furiosamente intorno all'ago, come se tremasse nella mano di Michele.
La bussola? disse Giovanna con sguardo interrogativo.
D'improvviso Michele scoppi in lacrime.
Me l'ha data lei singhiozz. Mi ha detto che ora la potr tenere tutta per me. Oh, ci
dev'essere qualcosa che non va. Cosa star per succedere? Non mi ha mai dato nulla prima.
Forse sar soltanto per gentilezza disse Giovanna per calmarlo, ma si sent un tuffo al cuore
come Michele. Sapeva benissimo che Mary Poppins non perdeva mai il tempo a essere gentile. Eppure,
strano a dirsi, durante tutto il pomeriggio Mary Poppins non aveva detto neanche una parola sgarbata.
Non aveva quasi mai pronunciato parola.
Sembrava che pensasse profondamente e, quando le facevano delle domande, rispondeva con
voce assente. Alla fine Michele non pot sopportarlo pi a lungo: Oh, sii sgarbata, Mary Poppins! Sii
ancora sgarbata! Non  da te! Oh, mi sento tanto in ansia! E veramente il cuore gli pesava al pensiero
che qualcosa, non sapeva bene che cosa, stesse per accadere al numero 17 di Viale dei Ciliegi.
Sei sempre il solito sciocchino lo rimprover Mary Poppins, seccamente come al solito.
E lui subito si sent un po' meglio.
Forse  soltanto un'impressione disse a Giovanna. Forse tutto va bene e io ho solo delle
fantasie, ti pare, Giovanna?
Forse disse piano Giovanna. Ma era soprappensiero e si sentiva un peso al petto.
Il vento crebbe, si fece pi selvaggio verso sera, e soffi in brevi raffiche intorno alla casa.
Soffi e fischi gi per i comignoli, s'infil nelle fessure delle finestre, rivolt gli angoli dei tappeti
nelle stanze dei bambini.
Mary Poppins serv loro la cena e sparecchi, riponendo le stoviglie con molta cura. Poi
riordin le stanze dei bambini e pos il bollitore sul caminetto.
L! disse, girando lo sguardo per la stanza per vedere se tutto era in ordine.
Tacque per un momento. Poi pose delicatamente una mano sulla testa di Michele e l'altra sulla
spalla di Giovanna. Ecco disse ora vado gi a prendere le scarpe di Robertson Ay, per pulirle. State
quieti finch torno. Usc e chiuse piano la porta dietro di lei.
All'improvviso, mentre lei se ne andava, entrambi si sentirono spinti a correrle dietro, ma allo
stesso tempo c'era qualcosa che sembrava fermarli. Rimasero quieti, con i gomiti sulla tavola,
aspettando che lei tornasse. Ciascuno cercava di rassicurare l'altro senza dire nulla.
Come siamo sciocchi disse a un tratto Giovanna. Va tutto benissimo come al solito. Ma
sapeva di averlo detto pi per confortare Michele che per dire il suo vero pensiero.
L'orologio della loro stanza batt le ore. Il fuoco sfavill, scoppiett e mor lentamente.
Rimasero a lungo seduti ad aspettare.
Alla fine Michele osserv senza naturalezza:  andata via da un bel pezzo, no?
Il vento fischi e grid intorno alla casa, come in risposta. L'orologio continu a battere il suo
doppio rintocco solenne.
All'improvviso il silenzio fu rotto dal rumore della porta d'ingresso che si chiudeva con un
forte colpo.
Michele! disse Giovanna, trasalendo.
Giovanna! disse Michele, pallido e ansioso.
Stettero in ascolto. Poi corsero affannati alla finestra e guardarono fuori.
Gi, proprio davanti alla porta d'ingresso, stava Mary Poppins, in cappotto e cappello, con la
sua grande borsa di tappeto in una mano e l'ombrello nell'altra. Il vento le soffiava intorno
selvaggiamente, impigliandosi nella sottana, mandandole fuori posto il cappello. Ma a Giovanna e
Michele sembr che lei non ci badasse, perch sorrideva come se il vento e lei se la intendessero. Si
arrest un momento sul gradino e lanci un'occhiata alla porta d'ingresso.
Poi con un rapido movimento apr l'ombrello, per quanto non piovesse, e lo iss sopra la testa.
Il vento con un urlo selvaggio s'infil sotto l'ombrello spingendolo in su, come se cercasse di
strapparlo dalla mano di Mary Poppins. Ma lei lo tenne forte, e proprio questo desiderava il vento,
perch ecco che sollev l'ombrello pi in alto, in aria, e Mary Poppins dalla terra. La trascinava
leggermente cosicch i suoi piedi sfioravano il sentiero del giardino. Poi la trasport sopra il cancello e
la trascin su verso i rami degli alberi di ciliegio nel Viale.
Se ne va! Se ne va! grid Michele piangendo.
Presto! grid Giovanna. Andiamo a prendere i gemelli. Devono vederla per l'ultima volta.
Non aveva dubbi, e neppure Michele, che Mary Poppins era andata via per sempre, perch il vento era
cambiato.
Ciascuno di loro afferr uno dei gemelli e tornarono di corsa alla finestra. Mary Poppins era
adesso alta nell'aria, navigava lontano, sopra gli alberi di ciliegio e i tetti delle case, tenendosi forte
all'ombrello con una mano e alla borsa di tappeto con l'altra.
I gemelli cominciarono a piangere sommessamente. Con la mano libera Giovanna e Michele
aprirono la finestra e fecero un ultimo tentativo per fermare il volo di Mary Poppins.
Mary Poppins gridarono Mary Poppins, torna indietro!
Ma lei non ud o fece finta di non udire. Continu a volare, su nell'aria nuvolosa, che fischiava.
Fu trasportata lontano, oltre la collina, e i bambini non poterono vedere altro che gli alberi che si
piegavano e gemevano al vento selvaggio dell'Ovest.
Ha fatto ci che aveva detto.  rimasta finch il vento  cambiato disse Giovanna, sospirando
e ritirandosi dalla finestra, tristemente. Condusse Giovannino alla culla e ce lo mise dentro.
Michele non disse nulla, ma mentre portava indietro Barbara e le rimboccava le coperte,
inghiott lacrime sconsolate.
Mi domando disse Giovanna se la vedremo ancora.
A un tratto udirono delle voci per le scale.
Bambini, bambini! chiamava la signora Banks, aprendo la porta. Bambini, sono furibonda.
Mary Poppins ci ha lasciati.
S dissero Giovanna e Michele.
Come lo sapete? disse la signora Banks, piuttosto sorpresa. Vi aveva detto che se ne
andava?
Scossero la testa e la signora Banks prosegu:  un oltraggio! Era qui un minuto fa, e ora 
andata via. Neppure una scusa. Ha detto solo: "Me ne vado!" E se ne  andata. Nulla di pi sfacciato, di
pi sconsiderato, di pi inurbano. Cosa c', Michele? domand inquieta, perch Michele l'aveva
afferrata per il vestito e la scuoteva. Cosa c', piccolo?
Ha detto che sarebbe tornata? grid lui quasi sospingendo sua madre. Dimmi, te l'ha detto?
Non ti comporterai come un selvaggio, Michele? disse lei liberandosi dalla stretta. Non mi
ricordo quel che ha detto, tranne che se ne andava. Ma certamente non intendo riprenderla, se vuole
tornare. Piantarmi in asso, di punto in bianco, senza nessuno per aiutarmi e senza una parola di
preavviso.
Oh, mamma! disse Giovanna in tono di rimprovero.
Sei una donna molto cattiva! disse Michele, mostrandole i pugni come se stesse per colpirla.
Bambini! Mi vergogno di voi, proprio mi vergogno! Desiderare che torni una persona che ha
trattato vostra madre in questo modo. Sono davvero sbalordita.
Giovanna scoppi in lacrime.
Mary Poppins  la sola persona al mondo che io voglio! gemette Michele e si rotol sul
pavimento.
Davvero, bambini, davvero! Non vi capisco. Siate buoni, ve ne prego. Non c' nessuno che
badi a voi, questa notte. Io devo andare a cena fuori ed  il giorno libero di Ellen. Dovr mandarvi la
signora Brill. E li baci distratta e se and con una piccola ruga di ansia sulla fronte.
Mah! Se lo avessi fatto io! Andarsene cos, poveri tesori, e piantarvi in questo modo disse la
signora Brill poco pi tardi, venendo avanti rumorosamente e cominciando a prendersi cura dei bimbi.
Un cuore di pietra, ecco quello che aveva quella ragazza, non c' dubbio su questo, oppure io non mi
chiamo Clara Brill. Pensare sempre a se stessa, anche, e neppure un fazzoletto di merletto o una forcina
in dono per ricordo. Su, per favore, padroncino Michele! la signora Brill prosegu, respirando
pesantemente. Come l'abbiamo sopportata tanto a lungo, non so, con le sue arie, i suoi fronzoli e tutto
il resto. Quanti bottoni, signorina Giovanna! State quieto e lasciatevi svestire, padroncino Michele.
Brutta era per giunta, niente di bello da vedere! Davvero, tutto considerato, io non so se non staremo
meglio, dopo tutto. Su, signorina Giovanna, dov' la vostra camicia da notte? Ohi, cos' questo sotto il
cuscino?
La signora Brill aveva tirato su un elegante pacchettino.
Cos'? Dammelo. Dammelo disse Giovanna tremando per l'emozione e lo tolse in fretta dalle
mani della signora Brill. Michele s'avvicin e si ferm accanto a lei e la osserv sciogliere lo spago e
strappare la carta marrone.
La signora Brill, senza attendere di vedere che cosa saltava fuori dal pacchetto, and dai
gemelli.
L'ultimo foglio che avvolgeva il pacchetto cadde sul pavimento e il suo contenuto apparve nella
mano di Giovanna.
 il suo ritratto disse in un soffio, guardandolo da vicino. Ed era proprio cos. Dentro una
piccola cornice barocca c'era un ritratto a colori di Mary Poppins e sotto c'era scritto "Mary Poppins
dipinta da Berto".
Berto  l'Uomo dei Fiammiferi, lo ha fatto lui disse Michele, e lo prese in mano in modo da
poterlo vedere meglio.
Giovanna scopr all'improvviso che c'era una lettera attaccata al ritrattino. La svolse con cura.
C'era scritto: "Cara Giovanna, Michele ha avuto la bussola, cos il ritratto  per te. Au revoir,
Mary Poppins."
Giovanna lesse ad alta voce finch arriv alle parole che non poteva capire.
Signora Brill chiam cosa significa Au revoir?
O revuar, cara? grid la signora Brill dalla stanza accanto. Ecco, non significa... Lasciatemi
vedere, non mi ritrovo in queste lingue estere. Non significa: Dio vi benedica? No, no, mi sbaglio. Io
credo, cara signorina Giovanna, che significa arrivederci.
Giovanna e Michele si guardarono l'un l'altro. Un lampo di gioia e d'intesa brill nei loro
occhi. Sapevano quello che Mary Poppins voleva intendere.
Michele tir un profondo sospiro di sollievo. Va benissimo disse tremante. Lei fa sempre
quello che promette. Si volse dall'altra parte.
Michele, piangi? domand Giovanna.
Scosse la testa e cerc di sorriderle.
No, io non piango disse. Sono i miei occhi soltanto.
Giovanna lo spinse delicatamente verso il letto e, mentre lui ci si infilava, fece scivolare il
ritratto di Mary Poppins nella sua mano, in fretta, per non avere il tempo di ripensarci.
Per stanotte lo puoi tenere, caro mormor Giovanna, e gli rimbocc le coperte proprio come
era solita fare Mary Poppins.
...
.
...
FINE.